La processione della domenica delle Palme
E’ stato calcolato che l’effetto di una predica dura al massimo due minuti e trentacinque secondi, mentre il predicatore può sentirsi elevato anche per cinque … Ecco perché Nostro Signore ha dovuto istituire i Sacramenti.
da Girl in May (it.: La Ragazza di Maggio) di Bruce Marshall. Edito in Italia da Longanesi fino agli anni ‘70, ma da allora non più ristampato in italiano.
Domenica prossima è la domenica delle Palme. Dalla prima Messa della mattina in parrocchia distribuiranno rametti di ulivo benedetti. Alla fine della Messa delle nove, quella animata dal gruppo di Azione Cattolica, la chiesa sarà chiusa. Dal cortile vicino, alle nove e trenta, dopo la solenne benedizione di rametti di ulivo (negli anni passati c’erano anche veri rami di palma), partirà una processione che percorrerà alcune vie del quartiere, si dirigerà verso piazza Capri, passando per via Val Sesia, e poi tornerà indietro verso la chiesa, transitando anche nei pressi di casa mia. La processione infine entrerà in chiesa, per primo il sacerdote che porta il Crocifisso. Seguirà la Messa con la lettura a più voci di un brano del Vangelo di Marco che narra la Passione di Gesù. La Messa successiva inizierà alle undici e trenta.
Ho seguito molte processioni in vita mia, cominciando da quando facevo il Lupetto ed ero parte della scorta d’onore della liturgia. Quelle di paese si integravano meglio nel contesto urbano. In qualche modo accadeva anche nel corso di quelle che partivano da piazza Sempione, davanti alla Chiesa degli Angeli Custodi. L’urbanistica ha una sua importanza in questo. Nel nostro quartiere delle Valli, le strade e i palazzoni sono meno accoglienti per simili celebrazioni. Forse perché non c’è un vero e proprio centro. Le strade sono attraversate da un flusso incessante di veicoli con gente dentro che viene da altre parti e va da altre parti. Scarseggiano i posti dove la gente ha piacere di trattenersi. Solo via Val Padana si avvicina un po’ ad essere un luogo ameno, in alcune giornate. Ma mia nonna materna, quando veniva da noi e mi portava a spasso da piccolo, esclamava ogni tanto, contemplando i dintorni, “Ah, questi casermoni!”. Insomma la preghiera sembra essere un po’ fuori posto, all’esterno della parrocchia.
Eppure anche quest’anno si va. Non da propagandisti porta a porta. Ma nella speranza, religiosa e quindi insensibile a certe dure realtà, che un po’ della luce che talvolta sentiamo in noi traspaia all’esterno.
Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente Papa – Roma, Monte Sacro, Valli