Dal presidente
L'Azione Cattolica, la parrocchia e il
quartiere (1° parte)
Il nostro parroco segnala spesso nelle riunioni del Consiglio Pastorale le difficoltà crescenti della parrocchia nel quartiere. In sintesi "non si avvicinano i lontani e si allontanano i vicini". Mario Ardigò racconta -filtrata nella sua esperienza di vita- la crisi d'identità di un quartiere di una grande città, come il nostro, e le differenze tra il quartiere urbano e la vita di un borgo o di un paese. A me pare che convenga subito concordare e verificare quali sono le funzioni essenziali di una parrocchia come la nostra e dei gruppi che in essa vivono.
1) Il primo compito è quello di annunciare il Vangelo, trasmettere principi di fede, alimentare la vita della comunità parrocchiale. In breve dalla parrocchia e dai gruppi deve venire un'offerta di senso, una proposta di vita nuova, una sollecitazione alla conversione evangelica, un cammino di fede, una sperimentazione di vita comunitaria.
2) Il secondo compito è quello di offrire, a chi crede e a chi non crede, un senso della vita basato sulla prossimità e sulla solidarietà. Invitare cioè alla scoperta degli altri e a costruire rapporti interpersonali come trama per la costruzione della convivenza sociale. Contrastare l'auto-isolamento e la solitudine. "Passare da un intimismo spiritualistico, o da grandi schieramenti aggregativi ed ideologici contrapposti alla 'prossimità' come scelta di aprirsi agli altri e di sentire una responsabilità reciproca".
3) Il terzo compito è quello di curare e ricostruire il tessuto sociale del quartiere. La parrocchia è una delle poche istituzioni che possono giocare il ruolo del 'luogo intermedio’ nella vita sociale, di centro di socializzazione. Combattere il male del 'quartiere dormitorio', la chiusura nel privato, la deportazione nei 'non-luoghi' dei centri commerciali.
4) Il quarto compito è il fronteggiamento delle vecchie e delle nuove povertà. La parrocchia è sempre in prima linea nell'aiuto alle persone più povere e nel sostegno ai deboli, salvandone pudore e dignità. Ma i suoi sensori, i suoi 'centri d'ascolto', segnalano da tempo il mondo sommerso delle nuove povertà immateriali: solitudine, depressione, dipendenze, precarietà, immigrazione. Vi è un riconoscimento sociale quasi unanime alle parrocchie e al volontariato cattolico per questa capacità di fronteggiare la povertà anche a fronte dei limiti di intervento dei servizi sociali pubblici.