venerdì 10 febbraio 2012

Invito alla lettura: la “Breve storia del Concilio Vaticano II” di Giuseppe Alberigo

Invito alla lettura: la “Breve storia del Concilio Vaticano II” di Giuseppe Alberigo

 Chi voglia avere una rapida ed efficace panoramica della storia del Concilio Vaticano II, può leggere dello storico Giuseppe Alberigo (1926-2007) il saggio Breve storia del Concilio Vaticano II, Il Mulino, 2005, pagine 201, euro 12,00, attualmente disponibile in libreria.
 Alberigo fu anche l’autore di una Storia del Concilio Vaticano II  in cinque volumi (pubblicata tra il 1995 e  il 2001  Il Mulino). La storia “breve” intende procurare un più vasto accesso al Vaticano II a chi non ha potuto viverlo.
 Scrive Alberigo nella “premessa”:
Sono sempre più convinto che il cristiano comune possa vivere meglio la fede che riceve nella misura in cui conosce anche le tappe significative della vicenda cristiana [… ]
Nella secolare vicenda cristiana le grandi assemblee conciliari costituiscono una spina dorsale. […]
Le trasformazioni che il Vaticano II ha introdotto nel cattolicesimo –e, indirettamente, anche nelle altre chiese cristiane, sono tali, dalle celebrazioni liturgiche nelle lingue materne al modo di formulare la fede tradizionale sino allo stile di vita cristiana, da rendere arduo alle nuove generazioni di percepirle nella loro portata senza una adeguata formazione. […]
La preoccupata diffidenza cattolica degli ultimi secoli verso la modernità è divenuta un capito chiuso, sia pure con qualche fiammata nostalgica. Si è avviata  l’esperienza –anche con goffaggini e non poche fatiche –di un atteggiamento di amicizia verso gli uomini e le loro conquiste.
 La storia dei concili fa emergere la dialettica interna alla Chiesa. Essi furono teatro di aspri conflitti.  Talvolta si giunse anche alla violenza fisica. Questo contrasta con un ideale di comunità fraterna, proposto fin dagli Atti degli apostoli. L’apologetica tende a coprire o comunque a mettere in secondo piano questi fatti. La pratica della “purificazione della memoria”, prescritta a tutti i fedeli dal papa Giovanni Paolo II durante il Grande Giubileo dell’Anno 2000, richiede però di prenderne coscienza e anche di prendere posizione sui temi che furono controversi.
 Scrisse lo storico cattolico Pietro Scoppola in Un cattolico a modo suo, Morcelliana, 2008:
Il passato individuale e collettivo non si può cambiare, ma si può restarne schiavi se non lo si capisce e lo si rifiuta; si può esserne liberi se lo si conosce criticamente e se ci si riconcilia con esso.
 Se consideriamo la storia recente della Chiesa cattolica, riscontriamo un’evoluzione che valutiamo positivamente, ad esempio dalle condanne del Sillabo di Pio 9° agli enunciati del Concilio Vaticano II, regnanti Giovanni 23° e Paolo 6°. L’impegno preso dalla cattolicità durante il Grande Giubileo dell’Anno 2000, soprattutto nel corso della cosiddetta Giornata del Perdono del 12 marzo 2000, vincola tutti i fedeli, anche i laici, a spendersi perché non si arretri.
Mario Ardigò – AC San Clemente Papa – Roma, Montesacro, Valli