martedì 10 marzo 2026

Un appello alla coscienza dell’arcivescovo di Chicago - Illinois - USA

 

In un mondo che sta regredendo all'età della pietra, la Chiesa cattolica con i suoi soli trecento anni di ritardo può fare ancora la sua bella figura!






https://www.avvenire.it/chiesa/lo-scandalo-di-una-guerra-presentata-come-un-videogioco-cosa-ha-detto-il-cardinale-di-chicago-cupich_105559


Dichiarazione del cardinale Blase J. Cupich, arcivescovo di Chicago, “Un appello alla coscienza”
7 marzo 2026

Mentre più di 1.000 uomini, donne e bambini iraniani giacevano morti dopo giorni di bombardamenti da parte di missili statunitensi e israeliani, giovedì sera l’account ufficiale della Casa Bianca sulla piattaforma X ha pubblicato un video con scene tratte da popolari film d’azione montate insieme a riprese reali degli attacchi nella guerra contro l’Iran. Il filmato era accompagnato dalla didascalia: “GIUSTIZIA ALL’AMERICANA.”

Una guerra reale, con morti reali e sofferenze reali, trattata come se fosse un videogioco — è disgustoso. Centinaia di persone sono morte: madri e padri, figlie e figli, tra cui numerosi bambini che hanno commesso il fatale errore di andare a scuola quel giorno. Sei soldati statunitensi sono stati uccisi. Anche loro vengono disonorati da quel post sui social media. Centinaia di migliaia di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case, e molti milioni di altre vivono nel terrore in tutto il Medio Oriente.

Questa rappresentazione terrificante dimostra che viviamo ormai in un’epoca in cui la distanza tra il campo di battaglia e il salotto di casa si è drasticamente ridotta. La crisi morale che stiamo affrontando non riguarda solo la guerra in sé, ma anche il modo in cui noi, osservatori, guardiamo alla violenza, perché la guerra è ormai diventata uno sport da spettatori o un gioco strategico. In effetti, il mercato predittivo Kalshi ha recentemente pagato un risarcimento di 2,2 milioni di dollari in relazione a utenti insoddisfatti di come la società ha liquidato i 55 milioni di dollari scommessi sulla destituzione della Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, dopo che era stato ucciso.

I giornalisti usano ormai il termine “gamification” della guerra per descrivere questa dinamica. Che profondo fallimento morale! Trasformare la guerra in un gioco priva le persone reali della loro umanità. Non dimentichiamolo: un “colpo a segno” non significa segnare punti sul tabellone; significa una famiglia in lutto, la cui sofferenza ignoriamo quando diamo priorità all’intrattenimento e al profitto invece che all’empatia.

Il nostro governo sta trattando la sofferenza del popolo iraniano come uno sfondo per il nostro intrattenimento, come se fosse soltanto un altro contenuto da scorrere con il dito mentre aspettiamo in fila al supermercato. Ma alla fine perdiamo la nostra umanità quando ci entusiasmiamo per il potere distruttivo del nostro esercito. Diventiamo dipendenti dallo “spettacolo” delle esplosioni. E il prezzo di questa abitudine è quasi impercettibile, mentre ci desensibilizziamo ai veri costi della guerra. Ma più a lungo restiamo ciechi davanti alle terribili conseguenze della guerra, più rischiamo il dono più prezioso che Dio ci ha dato: la nostra umanità.

So che il popolo americano è migliore di tutto questo. Abbiamo il buon senso di capire che ciò che sta accadendo non è intrattenimento ma guerra, e che l’Iran è una nazione di persone, non un videogioco con cui altri giocano per divertirci.