L’ateismo vrtuoso
Riceviamo
la parola ateismo dal francese. Ma il termine, come molti altri del
gergo filosofico, origina dal greco antico, nel quale si aveva ἀθεότης, che si
legge atheótees e che indicava la posizione
di chi negava gli dei, non rispettava gli dei della città o non era sotto la
loro protezione. Nella nostra cultura la parola esprime prevalentemente il primo
significato.
Nel greco era composta dalla parola che
significava gli dei preceduta
dal prefisso negativo “a” (in greco alfa), che significava assenza, privazione, negazione
del significato della parola alla quale era unito.
L’ateismo è diffamato nella nostra cultura
religiosa eppure fu un tratto caratteristico delle comunità cristiane delle
origini, le quali appunto vennero accusate di ateismo, con riferimento ai culti
pubblici praticati nell’Impero romano dove iniziarono a diffondersi nel Primo
secolo.
Un Padre della Chiesa, Giustino, nato a
Nablus in Palestina e morto martire a Roma sotto l’imperatore Marco Aurelio, a metà del Secondo secolo in una Apologia diretta all’imperatore romano Antonino Pio
scrisse, al capitolo 6:
καὶ
ἀθεοὶ μὲν εἶναι κατηγορούμεθα·
ὁμολογοῦμεν δὲ ἀθέους εἶναι τῶν τοιούτων λεγομένων θεῶν,
οὐ μέντοι τοῦ ἀληθεστάτου θεοῦ.
che
si legge:
kai ateòi men ènai kateegorùmetha: omologùmen
de athèus èinai ton toiùtoon legomènoon teòon u mèntoi tù alethestàtu teù
e
si traduce letteralmente in italiano:
e atei invero siamo considerati: ammettiamo
invero atei essere verso questi cosiddetti dei ma non però verso il verissimo
Dio.
Abitualmente, di fronte a religioni diverse
dalla nostra, siamo portati ad opporre
le ragioni delle nostre teologie, quasi che quelle fedi fossero delle specie di
eresie rispetto alla nostra e, quindi, si potesse correggerle per quella via.
Però, di fronte a quell’empia scena allestita
alla Casa Bianca, a Washington D.C., qualche giorno fa, con al centro il
Presidente federale in carica, resosi colpevole del crimine di aggressione
bellica contro la popolazione iraniana e che si vanta con toni feroci di aver
ordinato le stragi in corso contro quella gente sventurata, condannata a quella
fine fondamentalmente, almeno per ciò che riguarda il governo americano, per il
fatto di vivere su ingentissime riserve di petrolio senza essersi piegata ai capitalisti
occidentali, e intorno sedicenti predicatori evangelici che invocano su di lui
l’assistenza e la protezione di un loro dio, sento di dover recuperare, da
cristiano, i costumi delle origini, la via di Giustino. E di dover quindi
proclamare il mio totale, assoluto, irriducibile ateismo verso quella loro
immagine di dio. Non c’è possibilità di intesa, di dialogo, di ecumenismo. Ci
può essere solo il ripudio e la resistenza.
E’ una religione quella? Se lo è va combattuta.
Non mi servono le ragioni delle nostre teologie, i loro sofismi, e rifiuto i
toni ammorbiditi della diplomazia clericale. Lo faccio in nome della comune
umanità, ciò che nell’antichità romana veniva definito humànitas e che in cuore fa nascere la pietà e anche il
principio secondo cui la grandezza del vincitore si misura dal modo in cui
tratta il vinto, puramente e
semplicemente. E’, quella, una religione disumana, letale, empia perché spietata.
Verso di essa l’ateismo, al modo dei
cristiani delle origini, è doveroso e
virtuoso.
Mario Ardigò – Azione Cattolica in San
Clemente papa – Roma, Monte Sacro Valli