martedì 30 dicembre 2025

Un post di dieci anni fa, ma sempre attuale

Riunione del 13-10-15 - L’AC torna in sala rossa

 Dopo diversi anni in cui si è riunita un po’ qua e un po’ là, l’AC, dalla riunione di oggi alle 17, torna in sala rossa. E’ uno degli ambienti per riunioni più grandi della parrocchia, chiesa a parte . Significa che ci si sta dando fiducia. C’è posto per molta altra gente che deve venire. Dobbiamo quindi sentirci impegnati a cercarla e ad invitarla tra noi.

  Lavoriamo per la parrocchia e per la diocesi. E’ sempre stato lo stile caratteristico dell’AC. Non c’è spirito di fazione e di proselitismo nella nostra azione. Ci muoviamo sotto le bandiere della parrocchia perché la parrocchia cresca armonicamente in tutte le sue componenti. Il nostro apporto specifico consiste nella pratica del metodo democratico e nella cultura del Concilio Vaticano 2°. Il primo consente l’apertura sociale, il fare spazio a tutti, il secondo l’apertura religiosa, con la finalità di fare della parrocchia la casa di tutti i fedeli, di ogni età e condizione sociale. Poi c’è la piena condivisione dello spirito sinodale, per cui non proponiamo un nostro progetto di apertura, ma  vogliamo operare in unità di pensiero e di azione con tutte le altre componenti e sensibilità parrocchiali, sotto la presidenza dell’apostolo che ci è stato inviato dalla diocesi, del parroco, e quindi anche in unità sinodale con il vescovo e con tutta la diocesi.

 Vi propongo alcuni propositi per il prossimo anno.

  Per quanto oggi prevalgano tra noi i nostri valorosi anziani, alla cui pervicacia dobbiamo se l’AC è rimasta viva  ed è giunta fino a quest’anno in parrocchia traversando tempi difficili, noi siamo l’AC, non un gruppo anziani. Non siamo gente che viene solo, una volta alla settimana, a sentire altri che parlano o che predicano. In questo tempo di rinnovamento e di ripresa, dobbiamo, tutti, giovani e meno giovani, essere più partecipi, più attivi, fare dei programmi più ambiziosi, darci degli obiettivi più stringenti, associativi e personali.

  Ecco le mie idee.

  Primo: avere in casa, tutti, il libro con i documenti del Concilio Vaticano 2°, il Catechismo della Chiesa Cattolica (versione integrale, non il compendio), il Compendio della dottrina sociale della Chiesa, l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium  e l’enciclica Laudato si’.

 Secondo: programmare la lettura personale di quei testi durante l’anno.

 Terzo: dedicare una parte della riunione infrasettimanale alla discussione dei temi di quei testi che abbiamo trovato più difficili da comprendere o agli argomenti che, di volta in volta, risultino di maggiore attualità. Cerchiamo di non limitare gli incontri alla spiritualità generica.

 Quarto: proponiamoci, quando incontriamo qualcuno per i corridoi della parrocchia, di salutarlo sorridendogli, sempre. Cerchiamo di combattere il sentimento di estraneità reciproca che ha fatto tanto male alla vita parrocchiale.

Quinto: cogliamo ogni occasione possibile per invitare gente nuova alle nostre riunioni e, comunque, per coinvolgerla nel lavoro di rinnovamento della parrocchia.

Sesto: incoraggiamo tutti, e in particolare i più giovani,  in ciò che fanno in parrocchia. Non perdiamo mai l'occasione di farlo, quando ci si presenta. Abituiamo la gente a sentirsi compresa e stimata, sia tra noi che fuori.

Mario Ardigò  - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli