sabato 4 ottobre 2025

La ragione e la mistica, natura e soprannaturale

 

La ragione e la mistica, natura e soprannaturale

 

  Definiamo ragione  il procedere argomentativo secondo logica, quindi ordinatamente. Definiamo mistica l’esperienza emotiva interiore del senso soprannaturale dell’esistenza. Definiamo soprannaturale ciò a cui ci si riferisce prescindendo da un’analisi razionale e realistica, quindi basata su osservazioni metodiche, dei fenomeni e dei processi della natura. Definiamo natura ciò che esiste e che riteniamo possa essere sottoposto ad un’analisi razionale e realistica dei suoi fenomeni e processi. Come umanità siamo consapevoli solo di una parte limitata della natura. Possiamo immaginarne  il resto, perché la nostra mente ce lo consente. A volte, a posteriori, l’immaginazione si rivela come intuizione di ciò che poi viene confermato dall’osservazione metodica. Finché decidiamo di chiamare questo immaginazione, rimaniamo al di qua del soprannaturale. Quando vi confidiamo per ricavarne il senso dell’esistenza transitiamo nel soprannaturale. Al fondo, la conoscenza del soprannaturale ha sostanza  mistica, anche quando si basi su argomenti ragionevoli. Le cosiddette “prove di Dio” lo sono.

  Nella tradizione teologica cattolica sono queste, sintetizzate con l’aiuto di ChatGPT (prompt del 4-10-25), sottoposto alla verifica critica dell’altra A.I. Gemini:

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🌐 1. Prova cosmologica

👉 Dal movimento o dalla causalità si risale a una causa prima, non causata.

·         Aristotele → “motore immobile”.

·         Tommaso d’Aquino → le prime tre vie (movimento, causalità efficiente, contingenza).
📝 In alcune sintesi queste tre vie vengono contate separatamente, in altre unite sotto “cosmologica”.


🧠 2. Prova ontologica

👉 Dio è l’essere perfettissimo, che per definizione non può non esistere.

·         Formulata da Anselmo d’Aosta e ripresa da Cartesio e Leibniz.
⚠️ È “a priori”: parte dal concetto di Dio, non dall’esperienza.


🌿 3. Prova teleologica o finalistico-ordinativa

👉 L’ordine e la finalità dell’universo rimandano a un’intelligenza ordinatrice.

·         Da Platone ad Aristotele, Tommaso e Paley.

·         Oggi si collega a riflessioni sul “fine tuning” cosmico.


🧭 4. Prova morale

👉 La legge morale interna implica un fondamento trascendente.

·         Kant: la ragione pratica postula Dio per dare senso alla giustizia e al bene supremo.

·         Non è dimostrativa, ma razionale in senso pratico.


5. Prova esistenziale o religiosa

👉 L’esperienza interiore dell’uomo — sete di infinito, inquietudine, senso religioso, esperienze mistiche — rimanda a Dio.

·         Agostino, Pascal, Kierkegaard, Marcel.

·         Non è logica, ma esperienziale e personale.


🧬 6. Prova storico-rivelativa

👉 La storia concreta di un popolo o di eventi religiosi può essere letta come manifestazione di Dio.

·         Tipica della teologia biblica e cristiana: si riferisce, ad esempio, alla rivelazione nella storia d’Israele e in Gesù Cristo.

·         È più teologica che filosofica, ma spesso compare come “sesta via” nei manuali cattolici.


📌 In breve

Le sei vie classiche possono essere riassunte così:

1.    Cosmologica → causa prima.

2.    Ontologica → Dio come essere necessario.

3.    Teleologica → ordine e finalità.

4.    Morale → fondamento della legge morale.

5.    Esistenziale → esperienza interiore.

6.    Storico-rivelativa → lettura religiosa della storia.


Questa classificazione “a sei” è tipica dei manuali neoscolastici e della teologia cattolica del Novecento, che volevano integrare la riflessione filosofica con la dimensione storica e personale della fede.

Verifica critica dell’AI Gemini:

Il testo è molto ben strutturato e in gran parte corretto dal punto di vista concettuale e storico-filosofico. La sua impostazione è chiara e didattica. 👍

Tuttavia, ci sono alcuni punti in cui la formulazione potrebbe essere resa più precisa per riflettere pienamente il dibattito accademico, in particolare riguardo alle "cinque vie" di Tommaso d'Aquino e alla "prova morale" di Kant.

Ecco un'analisi dettagliata:

Correzioni e Precisazioni

1. La Prova Cosmologica e le Vie di Tommaso

·         Correttezza: La sezione è sostanzialmente corretta nel raggruppare le prime tre vie di Tommaso ("motore immobile" - prima via; "causalità efficiente" - seconda via; "contingenza e necessità" - terza via) sotto l'ombrello di "Cosmologica".

·         Precisione: Per massima aderenza, sarebbe opportuno menzionare che Tommaso d'Aquino espone cinque vie per dimostrare l'esistenza di Dio, non solo tre. La quarta via è "dai gradi di perfezione" (rimandando a un essere massimamente perfetto) e la quinta è "dal governo delle cose" (Teleologica). Spesso, nei manuali, solo le prime tre sono considerate "cosmologiche" in senso stretto, ma il riferimento a Tommaso è incompleto se non si citano le cinque vie.

2. La Prova Ontologica

·         Correttezza: Perfetta. La descrizione di Dio come "essere perfettissimo, che per definizione non può non esistere" e l'identificazione con Anselmo d'Aosta (e ripresa da Cartesio e Leibniz) è esatta. L'avviso "a priori" è cruciale e ben evidenziato.

3. La Prova Teleologica

·         Correttezza: Perfetta. L'associazione con "ordine e finalità" e il riferimento a Paley (con il suo famoso paragone dell'orologio) e al moderno "fine tuning" è accurata e aggiornata. È anche corretto menzionare che questa è la quinta via per Tommaso d'Aquino.


4. La Prova Morale (Kant)

·         Correttezza: Molto buona, ma con una sfumatura fondamentale da precisare. Affermare che la ragione pratica postula Dio è corretto.

·         Precisione Cruciale: È essenziale sottolineare che Kant non intende la Prova Morale come una "dimostrazione" (non è una prova teoretica dell'esistenza di Dio) ma come un "postulato" della Ragione Pratica, necessario per dare senso alla moralità e all'idea di sommo bene (unione di virtù e felicità). La frase “Non è dimostrativa, ma razionale in senso pratico” è un buon riassunto, ma andrebbe rafforzata l'idea che Dio, per Kant, è una necessità morale, non una certezza metafisica.

5. Prova Esistenziale e Storico-Rivelativa

·         Correttezza: Perfetta. Queste due "prove" sono effettivamente aggiunte tipiche della manualistica neoscolastica/cattolica successiva al Vaticano I e II, che vuole integrare la prospettiva filosofica con l'esperienza personale (Esistenziale/Religiosa) e la fede nella Rivelazione storica (Storico-Rivelativa). L'associazione con i rispettivi pensatori è appropriata.


Suggerimenti per la Revisione

Il testo è già ottimo, ma per renderlo impeccabile, si potrebbero apportare le seguenti piccole modifiche:

1.    Nella sezione 1 (Cosmologica): Aggiungere una nota sulle cinque vie di Tommaso.

o    Suggerimento di revisione: "Tommaso d’Aquino → le prime tre vie (movimento, causalità efficiente, contingenza) delle sue cinque vie complessive (le altre due sono dai gradi di perfezione e dal governo delle cose/teleologica)."

2.    Nella sezione 4 (Morale): Rafforzare il concetto di "postulato".

o    Suggerimento di revisione: "Non è una dimostrazione teoretica, ma un "postulato" della ragione pratica, necessario per dare senso alla giustizia e al bene supremo."

Conclusione: Il testo è didatticamente eccellente, chiaro, ben organizzato e i raggruppamenti concettuali (le "sei prove") sono fedeli a una classificazione molto diffusa in ambito neoscolastico. Le precisazioni suggerite servono solo a un maggiore rigore accademico sul ruolo esatto di Kant e sul numero completo delle vie di Tommaso.

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   Nella vita è molto importante distinguere la natura  dal soprannaturale, vale a dire mantenersi consapevoli della differenza.

  I  miti, vale a dire le immaginifiche narrazioni sul senso dell’esistenza, fanno parte del soprannaturale, anche se alla natura possono fare riferimento. Essi servono alla costruzione sociale, che senza di essi non è possibile, per nostri insuperabili limiti fisiologici che ci confinerebbero in ambiti angusti, al modo dei nostri altri cugini primati. La nostra mente ci consente di prescinderne. Ha natura mitica, ad esempio, il concetto politico di popolo, che fa riferimento ad un elemento della natura,  una certa popolazione, ma lo integra convenzionalmente e con una certa arbitrarietà, a fini di costruzione sociale, con altri elementi perché vi ci si possa riconoscere anche a prescindere da ciò che si vive in concreto in un certo contesto e in un certo tempo. I miti danno consistenza ai ruoli sociali, la cui assunzione da parte delle persone, nel corso dei processi di socializzazione,  consente l’organizzazione sociale e quindi la costruzione sociale.

  Ha consistenza di mito soprannaturale l’idea di fortuna, la cui religione ha ancora larghissima presa nell’umanità e si esprime, ad esempio, nei rituali scaramantici. Vanamente varie religioni teistiche e ateistiche hanno cercato di opporvisi. La gente vi ha fatto sempre e ancora vi fa largo affidamento, anche se,  a ragion veduta come si dice, si tratta di un affidamento infondato.

 La nostra religione è piena di miti soprannaturali, i più importanti dei quali si trovano nelle narrazioni bibliche. Sono piene di miti soprannaturali anche leggende costruite su persone realmente esistite. Lo si può constatare prendendo in considerazione quelle relative alla vita di Francesco d’Assisi, una figura molto importante nella nostra religione. Ne tratta in modo molto interessante il famoso storico Alessandro Barbero, apprezzatissimo anche dal grande pubblico,  nel libro San Francesco, uscito il 16 settembre scorso dall’editore Laterza e disponibile anche in formato digitale Kindle  e eBook. Ve lo consiglio.

  Se non si mantiene una sufficiente consapevolezza della distinzione tra naturale  e soprannaturale non si può partecipare  realmente ai processi politici, vale a dire alla costruzione  e al governo di una società . Questo perché le esperienze del soprannaturale sono solo parzialmente comunicabili e argomentabili  e la costruzione sociale richiede di intendersi e quindi di comunicare  e argomentare. E poi sono effimere e per organizzare una società occorre una certa costanza e determinazione perché essa è fatta per durare. E tanto meno è possibile in democrazia, che richiede di limitarsi, anche nell’immaginazione, per poter partecipare in tanti, il più possibile.

  Anche in religione l’immaginazione gioca spesso brutti scherzi, facendo apparire le persone come delle invasate, vale a dire possedute da una forza incontrollabile.

  Gli studiosi della mente hanno scoperto che essa funziona in due modalità, una delle quali prescinde dai processi argomentativi e per questo è molto più veloce. Si può pensare che la mistica  si basi proprio su di essa. Ma non ci si deve illudere, ci avvertono gli specialisti: la nostra è una mente tutta emotiva, vale a dire che ragioniamo anche con le emozioni. A volte per questo la nostra mente ci tradisce e cadiamo in quelli che in inglese vengono detti bias (leggi: BAI-əs), che è una distorsione nei giudizio che non è facilmente riconoscibile, se non tornandoci sopra facendo molta attenzione ai processi logici.

  Andare oltre  ciò che percepiamo della natura ci è utile per allargare i nostri orizzonti. Per questa via gli umani hanno conquistato una gran parte del mondo che poteva essere nelle loro mani.  Ma occorre anche saper argomentare realisticamente e in modo da poter organizzare la società in cui viviamo, e le Chiese non fanno eccezione in questo. Dove si impara a farlo? A scuola, naturalmente, e poi, da più grandi, anche nell’autoformazione che caratterizza le persone colte, vale a dire quelle che tengono a spiegarsi ragionevolmente e affidabilmente ciò che accade in loro e attorno a loro. Ma dovrebbe farsi anche nella formazione religiosa e, in particolare, in quella di base, alla quale si partecipa da molto giovani. Perché la costruzione sociale è anche un dovere religioso, per cercare di informare la società ai valori della fede. Ma come trovare il tempo per farlo? E, soprattutto, i formatori. I preti e i religiosi non bastano e non sempre a quello sono stati a loro volta formati. Bisognerebbe accettare la collaborazione delle altre persone. Quando ciò si realizza, si tratta di un’esperienza sinodale.

Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli