martedì 12 agosto 2025

Anarchia cristiana. Una via evangelica che libera e riforma

Anarchia cristiana. Una via evangelica che libera e riforma

 

  Accostando una figura come quella di Lorenzo Milani ci si può convincere che abbia ancora un senso seguire una via cristiana, nonostante le tremende controindicazioni che vengono dalle storie delle Chiese cristiane, piene di efferate violenze, prevaricazioni in danno degli umili, strumentalizzazioni teologiche a fini di mero potere. E quel senso può trovarsi in una certa virtuosa anarchia sociale che vi si può fondare sopra e soprattutto praticare e che può produrre un notevole potenziale di liberazione sociale da regole che generano umiliazione e sofferenza e la ricomposizione della convivenza su altre basi. In tutto questo la gran parte della religione come viene di solito organizzata, predicata e vissuta non c’è e questo non perché là si debba ignorare o perché non svolga una funzione sociale, ma perché è ciò che passa in quando inevitabilmente è destinato a passare. 

  Ad uno sguardo superficiale, molto diffuso anche tra chi accosta le fedi cristiane dall’esterno, nei cristianesimi risaltano le Chiese e, in particolare, la nostra, quella che ad un certo punto ha voluto riconoscersi particolarmente nel proposito di cattolicità, e questo paradossalmente nel mentre creava il presupposto per la divisione, per la sua antichità e per le sue immaginifiche liturgie che a quell’antichità costantemente si richiamano. E tuttavia, ad una considerazione più approfondita, è l’elemento del costante rinnovamento ecclesiale, indicato specificamente come riforma, è ciò che veramente connota la loro storia, ed esso è stato possibile proprio per la persistenza, a livello popolare e diffuso, di quell’elemento anarchico.

  Non bisogna pensare però che il fare tutto da sé  in religione sia sempre una via virtuosa, e questo risalta proprio nell’esperienza di riforma sociale ed ecclesiale praticata da Milani, il quale certamente praticò una nuova via, ma volle farlo da prete cattolico, quindi non tutto da sé,e questo gli fu concesso da una gerarchia ecclesiastica che nel complesso nei suoi confronti si dimostrò tanto poco lungimirante e cristiana. Non si arrivò a distruggerlo, come accaduto a tante anime nobili del cristianesimo, e questo non perché nella gerarchia ecclesiastica vi sia in fondo qualcosa che possa sottrarsi alla riforma, ma proprio perché l’esperienza di Milani fu praticata in tempi che stavano cambiando.

  La nostra Chiesa fu pesantemente riformata agli inizi del Novecento, durante il regno del papa Giuseppe Sarto, Pio 10º, dal 1903 al 1914,  centrandola sull’idea del Cristo come una sorta di imperatore universale, con evidenti riflessi sulla posizione politica del Papa di Roma, che dal Secondo millennio rivendicò di esserne l’unico “Vicario”. Negli scorsi anni Cinquanta, quando Milani, ordinato prete nel ’47, cominciò le sue sperimentazioni pastorali, sulle quali scrisse nel libro Esperienze pastorali, del 1958, nella Chiesa cattolica iniziò a manifestarsi un movimento di riforma che condusse al Concilio Vaticano 2º e caratterizzato da una nuova concezione delle regalità di Cristo e, conseguentemente del ruolo del Papa e di tutta la gerarchia ecclesiastica, così come del ruolo del prete e, in genere, di ogni persona cristiana. Questo movimento è tuttora in corso.

  Certo una persona religiosa può del tutto legittimamente abbandonarsi alla pratica della nostra fede che è più comune e anche raccomandata. La via di Milani è ardua e, tra l’altro, richiede una consapevolezza storica e, in genere, culturale che non è comune, anche perché non se ne tratta nella formazione religiosa della maggior parte delle persone.

  Ma può accadere che, di fronte alla terribile storia della nostra Chiesa, ci sia chi sta per decidere di chiudere con la religione e i cristiani, e certamente ragioni non mancano a sostegno di questa scelta. Si tenga conto, allora, che vi è anche la via di Milani, del cristianesimo come via di liberazione ed elevazione dei miseri, rendendoli capaci di consapevolezza e di critica sociale in ogni direzione. Una via evangelica che libera anche da molte delle imposture storicamente escogitate per ragioni politiche dalla teologia, ma anche da altre ideologie politiche.

Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli