mercoledì 26 febbraio 2025

La democrazia dei cristiani europei

 

La democrazia dei cristiani europei

 

  La democrazia dell’Unione Europea è stata profondamente inculturata dai cristiano-democratici europei, con in testa quelli tedeschi e quelli italiani.

  C’entra in qualche modo la dottrina sociale della Chiesa cattolica, vale a dire gli insegnamenti morali in materia di organizzazione della società diffusi dal Papa e dai vescovi?

  La dottrina sociale  è una parte del pensiero sociale cristiano  e, per quanto diffusa dalla gerarchia ecclesiastica cattolica, non origina da essa. Non comprende una definizione realistica di che cosa è la democrazia e di come la si debba in concreto realizzare. Questo perché la Chiesa cattolica non è un organismo democratico e non consente che nelle sue istituzioni si pratichi la democrazia.

  Questo è  molto evidente leggendo il Compendio della dottrina sociale della Chiesa, un manuale  della dottrina sociale. E’ disponibile on ine a questo indirizzo:

Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa

  Con l’aiuto del servizio di intelligenza artificiale ChatGPT  di OpenAI, individuiamo in quel testo le parti che trattano di democrazia:

 

1.    Capitolo VIII – La Comunità Politica

o    § 406-407: Viene ribadito il valore della democrazia come forma di governo capace di rispettare la dignità della persona umana e i diritti fondamentali. La Chiesa sostiene la democrazia autentica, fondata sulla partecipazione e sul rispetto della legge.

o    § 408-410: Si mette in guardia dal rischio di derive relativistiche della democrazia, in cui i valori fondamentali diventano opinabili e soggetti a maggioranze mutevoli.

o    § 411: Si sottolinea l'importanza della società civile e della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.

2.    Capitolo I – Il Disegno di Amore di Dio per l'Umanità

o    § 81-82: Si menziona il concetto di democrazia in relazione alla dignità umana e alla promozione del bene comune.

3.    Capitolo VII – La Vita Economica

o    § 354: Si fa riferimento alla democrazia economica, intesa come partecipazione dei cittadini alle decisioni economiche che li riguardano.

4.    Capitolo XI – La Promozione della Pace

o    § 502-503: Si sottolinea il legame tra pace e democrazia, indicando che un sistema democratico autentico aiuta a prevenire i conflitti.

 

   La democrazia dei cristiani europei è stata progettata, teorizzata,  sperimentata e sviluppata autonomamente dalle persone cristiane impegnate in politica, compresa una parte del clero cattolico. A quest’ultimo, però, la politica è (ancora) vietata.

  Si iniziò a lavorarci sopra negli anni ’30 del secolo scorso, ma la grande occasione si presentò dopo la caduta dei fascismi europei, nel 1945.

  Tuttora l’Unione Europea è guidata dai cristiano democratici (Ursula Von der Leyen, ad esempio, è tale).

  Gli ultimi cristiani democratici italiani che svolsero ruoli fondamentali nell’Unione Europea furono Romano Prodi, Presidente della Commissione Europea dal 1999    al 2004, e David Maria Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo dal 2019  al 2022.

  I cristiani democratici europei ebbero un ruolo importantissimo nell’approvazione delle nuove Costituzioni democratiche della Repubblica federale di Germania e della Repubblica italiana, e successivamente nella progettazione e approvazione, nel 2007,  del Trattato di Lisbona, entrato in vigore nel 2009 unitamente alla  e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

 La democrazia pensata e praticata dai cristiano democratici europei è molto diversa da ogni altro tipo di democrazia del passato. In particolare ingloba la finalità della pace tra gli stati europei.

  Storicamente le democrazie non furono pacifiche, e ancor oggi non lo sono tutte.  Anzi, la maggior parte non lo sono. Non lo è la democrazia statunitense. Non lo è la democrazia britannica. La democrazia francese non lo si dimostra nelle relazioni internazionali extraeuropee.

  Come realizzare la pace tra gli stati?

  Di solito si risponde che la pace consegue alla giustizia, ma questo è una via che storicamente si è dimostrata quella sicura per non avere mai pace. In realtà la giustizia inizia dalla pace: essa è la prima e fondamentale forma di giustizia, dalle quali tutte le altre dipendono.

  In questi giorni c’è chi pensa di realizzare la pace tra gli stati mediante negoziati tra i governi. Questo storicamente si è dimostrato il modo di imporre la pace in danno dei deboli. Si tratta di una pace sempre precaria, perché dipende dai rapporti di forza.

  La via seguita dall’Unione Europea è stata quella di radicarla nelle popolazioni, in particolare consentendo libertà di circolazione, commercio e impresa e istituendo percorsi formativi per consentire alle persone più giovani di fare esperienza di vita in stati diversi dal proprio. Ora appare inimmaginabile una guerra tra gli stati federati nell’Unione Europea, che pure si combatterono incessantemente negli ultimi duemila anni. E’ perché si è creata una pressione delle popolazioni sui governi per impedire che venga dichiarata la guerra. E’ la ragione per la quale si sono avute tante remore ad intervenire direttamente nel conflitto iniziato con l’invasione russa dell’Ucraina. Qualcosa di simile nel 1939 aveva portato alla Seconda guerra mondiale.

  Le teologie cristiane  in genere hanno difficoltà a inquadrare la democrazia nel loro apparato mitologico perché pensano alle società umane come organismi viventi, come se fossero un corpo unico. E’ la concezione organicista  della società. Essa è irrealistica.

  Le società umane sono create dalla politica,  che è il governo delle collettività.  Il governo di una società deriva fondamentalmente da consuetudini sociali, la prima e più importante fonte del diritto. Nessuna legge formale avrebbe reale vigore se non ottenesse sufficiente osservanza: si parla dell’elemento dell’effettività.

  Le consuetudini sociali nascono dall’interazione sociale. Il processo di genesi di una società ha successo quando si stabilizza una situazione di pace, prevalendo sui conflitti.

  Tuttavia le società umane sono intrinsecamente conflittuali: l’arte del governo consiste nel trovare vie di mediazione tra gli strati sociali per evitare che le situazioni conflittuali degenerino.

  Fondamentali in questo lavoro è la mitopoiesi e la costruzione giuridica.

  Il mito è elemento fondamentale della costruzione sociale perché rende il senso del vivere insieme. Il diritto è in genere una formalizzazione e un’applicazione dell’universo sociale mitico ai casi concreti della vita.

  Il principale mito della democrazia è proprio la democrazia in sé e, in particolare, del suo come governo del popolo. Il popolo è sempre un’entità mitica. Nella realtà esistono solo popolazioni, mutevoli come le loro culture, l’insieme delle loro concezioni e costumi sociali.

   La via democratica alla pace non è quella della giustizia, ma quella della limitazione di ogni potere sociale. Da questa dipende poi la giustizia, perché l’ingiustizia deriva sempre da una prevaricazione e quindi da un eccesso di potere, da un potere insofferente dei limiti.

 Dunque, il principio fondamentale della democrazia è che non debba esistere nessun potere illimitato.  Le istituzioni democratiche sono la via giuridica per realizzare questo obiettivo.

  La democrazia, come istituzione sociale, assume connotati cristiani quando ingloba la pietà, per cui le istituzioni pubbliche e l’intera società si propongono di soccorre deboli e sofferenti. La pietà sociale è espressione dell’agàpe  cristiana, l’elemento fondamentale del cristianesimo, al di là della sua mitologia teologica. Quando la pietà diventa uno dei fondamentali limiti ad ogni potere sociale istituiti in un contesto democratico, quest’ultimo assume connotati cristiani.  Il comandamento sociale fondamentale lasciatoci dal Cristo è infatti «realizza l’agàpe», cioè, nel greco evangelico Ἀγαπᾶτε! (Agapáte!), come in λέγω ὑμῖν ἀγαπᾶτε τοὺς ἐχθροὺς (lègo umìn agapàte tus ectrùs, dico a voi amate i nemici) in Mt 5,44.

  La democrazia, ma in particolare quella  dei cristiani democratici europei, è in primo luogo una particolare forma di convivenza, che dovrebbe essere insegnata fin da persone molto piccole. Già nella organizzazione spontanea dei gruppi di bimbe e bimbi se ne può fare tirocinio. Le norme vengono dopo. Purtroppo nell’istruzione scolastica la democrazia viene presentata come un sistema di norme, in particolare di quelle imposte dai parlamenti e dai governi. Non è questa la sua natura. Anzi, in genere, la pressione popolare in ambienti democratici porta a modificare le leggi e le altre norme formali. Per questa via una popolazione per la quale la pace è importante la può imporre al proprio governo.

Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli