mercoledì 8 gennaio 2025

Isaia a Monte Mario

                                                           Isaia a Monte Mario

 Stamattina ho partecipato alla messa nella chiesa nuova della parrocchia di San Francesco d’Assisi a Monte Mario, nella piazzetta Monte Gaudio, sulla via Trionfale a due passi dal Policlinico Gemelli, quella della famiglia delle cugine e dei cugini di mia moglie.

  Nella chiesa vecchia, del Seicento, piccolina, una di quelle barocche tutte bianche, andava tutte le mattine, prima del servizio di Stato, Aldo Moro, che abitava lì vicino. Fu costruita per una parrocchia rurale, ora si trova in un quartiere molto popoloso. Vent’anni fa le fu costruita accanto la chiesa nuova, in stile moderno, un po’ più grande, ma non tanto di più, più larga e più accessibile alle persone anziane e a quelle malate, perché per arrivarci  non bisogna salire la decina di gradini dell’altra, che al culmine sono piuttosto ripidi. Ha un ampio frontone con un lungo bassorilievo con scene della vita del santo. Non ha un proprio campanile: si usa quello della chiesa vecchia.

 Accompagnavamo il marito di una delle cugine,  che ci ha lasciati all’alba di lunedì nel vicino ospedale. Parenti e amici hanno riempito l’unica navata.

  La parrocchia è da quasi un secolo affidata ai padri scolopi.

  Il celebrante ha saputo creare un clima caldo, quello del quale si fa esperienza talvolta in occasioni del genere, ma non sempre. Prima e subito dopo ognuna delle due letture bibliche, tratte dal libro di Isaia e dal Vangelo secondo Giovanni, ne ha spiegato il senso cristiano, invece di svolgere un’unica omelia. Ci ha anche spiegato il senso delle azioni liturgiche che avrebbe svolto per quella specifica occasione. Al termine, ci ha salutati sulla porta della chiesa, secondo l’uso del nord Europa, che si è diffuso anche da noi.

  Nel brano da Isaia, un versetto [25, 7] faceva:

 Egli strapperà su questo monte
il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
e la coltre distesa su tutte le nazioni.

  Nelle inevitabili occasioni di dolore della vita, sembra proprio scendere sulla nostra vita un velo scuro. Così è in questi tempi disperati in Europa,  che sembrano annunciarsi come una triste vigilia di guerra, almeno stando alle tracotanti uscite di certi potenti della Terra.

  Solo la Bibbia sembra darci ancora parole di speranza, che da noi non saremmo capaci di pronunciare.

 Così sia, dunque. Amen.

Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli