martedì 24 settembre 2024

Cattolicesimo democratico 19 Creare democrazia

 

Cattolicesimo democratico 19

Creare democrazia

 

  Lavorare sulla democrazia, e innanzi tutto pensarla, richiede impegno. Di questi tempi, di solito in politica si sorvola sulle questioni difficili, che però rimangono e soprattutto rimangono difficili.

  Così il dibattito politico è piuttosto povero e animato con modi bambineschi, come se si trattasse ancora di organizzare i giochi di quando si era piccoli. Non c’è da meravigliarsi, se un sistema politico che si definisce ancora democratico, come quello che si manifesta negli Stati Uniti d’America di oggi, ricorre a quella strategia.

  Da persone parte viva della Chiesa cattolica vorremmo inculturare la nostra democrazia con i principi di organizzazione sociale che ci vengono trasmessi dal Magistero, ma per riuscirci bisogna conoscere la materia su cui si opera, e non solo le teorie e ideologie alle quali di solito si fa riferimento. Poi bisogna essere consapevoli che è il nostro cristianesimo la fonte dei valori che vorremmo trasfondere nella democrazia come oggi la si pratica da noi, perché il cattolicesimo, come tale, è ancora non solo non-democratico ma addirittura anti-democratico, in quanto la nostra Chiesa cristiana è governata da un assolutismo che ha pochi riferimenti al passato: infatti è stato organizzato progressivamente dal Settecento europeo. Nulla di simile c’era mai stato prima.

  C’è necessità di quei valori, specificamente cristiani, per praticare una migliore democrazia, e soprattutto una democrazia che consente alla gente, e noi in essa, di vivere meglio? Questa è la prima domanda che ci si deve porre, quando ci si propone di impersonare un cattolicesimo democratico.

   Bisogna dire che la democrazia come oggi la si pratica e la si pensa nell’Unione europea (in queste cose la pratica viene prima del pensiero) è già  profondamente inculturata  da cristianesimi, anche se in genere se ne è persa chiara consapevolezza. E non potrebbe essere così, perché i cristianesimi hanno costituito la costituzione europea fino al Settecento e, in queste, cose non si costruisce mai dal nulla, partendo da zero.

  Che ne è scaturito? E’ presto detto. Quasi ottant’anni di pace europea, tra popoli e sistemi politici che si erano sanguinosamente sempre  combattuti fino al  maggio del 1945. Un periodo di pace che non ha eguali nella storia dell’intera umanità, da quando c’è storia, vale a dire da circa 5.500 anni fa.        

  Come sono solito osservare, le democrazie non solo non sono mai state pacifiche fino all’esperienza dell’Unione Europea, che, in un progressivo processo di adeguamento, ha plasmato anche il diritto e le società stesse degli stati membri e di quelli candidati a diventarlo, ma, anzi, sono state molto violente, sia al loro interno che nelle relazioni internazionali. La storia degli Stati Uniti d’America ne è un eclatante esempio.  E, invece, l’Unione Europea persegue uno sviluppo armonico e pacifico dell’intero organismo comunitario.   

 Ai tempi nostri, la guerra sostanzialmente americana  e russa  in Ucraina, in cui si vorrebbe coinvolgere sempre di più l’Unione Europea, sta minando proprio la pratica di quel principio di civiltà. E il mondo cattolico italiano è additato sui maggiori organi di informazione come colpevole di pavido disfattismo, di arrendevolezza verso l’invasore russo dell’Ucraina. Come possiamo constatare le gerarchie ecclesiastiche delle Chiese cristiane, quando non parteggiano per chi sta ordinando la guerra, appaiono inette a combattere la guerra perché, in conseguenza di una ultramillenaria politica compromissoria con i poteri civili, si vietano di andare oltre il semplice generico, e inutile proprio perché generico, appello al negoziato.

  Storicamente la democrazia è sempre stata un processo di lotta, condotto ordinatamente nelle strutture create per realizzare gli obiettivi di un governo sociale limitato da moti democratici, ma anche oltre, quando quelle strutture non vi sono o non funzionano più bene, come accadde nell’esperienza italiana della lotta di Resistenza. Nella lotta  si crea la democrazia: è quando si costituisce ed agisce un moto tra una popolazione per reagire ad abusi di potere, e ordinare una guerra, una guerra in senso proprio che è organizzare lo sterminio indiscriminato di un nemico e dei suoi beni al quale la gente non si possa sottrarre,  deve essere considerato sempre un abuso di potere meritevole di una reazione.   In questo modo si crea una valida remora contro l’ordine di far guerra.

  La democrazia non  è un insieme di regole, e tanto meno di regole scritte, come quelle contenute nella nostra Costituzione. E’ un processo che si crea partecipandovi: dalla pratica può scaturire la teoria. E’ per questo che la democrazia, nei duemilacinquecento anni circa da quanto ha iniziato a manifestarsi, ha avuto molte configurazioni, e altrettante teorie, alcune sfociate in ideologie, con corrispondenti mitologie.

 Il  miglior modo di imparare la democrazia è di iniziare a praticarla in un piccolo gruppo, che è quello composto da una trentina di persone in cui sono possibili relazioni faccia-a-faccia. Ma questo non basta: bisogna saperne di più. E’ a questo che si propone di servire questo ciclo di riflessioni sul cattolicesimo democratico.

  Nei prossimi giorni mi servirò, come libro di testo per parlare di democrazia, di un’opera del politologo Robert Alan Dahl pubblicata nel 1989 negli Stati uniti d’America dalla casa editrice dell’Università  Yale, che si trova a New Haven nello stato del Connecticut, nello Nord-Est degli Stati Uniti: La democrazia e i suoi critici, pubblicato in Italia da Editori riuniti 2023, purtroppo non in formato ebook e Kindle, €28,40.

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Ricerca mediante ChatGPT di OpenAI del 24-9-24

**Robert Alan Dahl** (1915-2014) è stato un influente politologo statunitense, considerato uno dei più importanti studiosi di scienza politica del XX secolo. È noto per i suoi studi sulla democrazia, il potere politico e il ruolo delle istituzioni democratiche.

 

### Infanzia e formazione:

Dahl nacque il 17 dicembre 1915 a **Inwood**, Iowa, da genitori di origine norvegese. Studiò all'Università di Washington e poi alla **Yale University**, dove ottenne il dottorato in scienze politiche. Divenne docente a Yale e vi rimase per tutta la sua carriera, guadagnandosi una reputazione internazionale come teorico della democrazia.

 

### Contributi intellettuali:

Dahl è principalmente conosciuto per le sue teorie sulla **democrazia pluralista**. Uno dei suoi contributi principali fu l'idea che in una democrazia non esista una singola élite dominante, ma piuttosto una molteplicità di gruppi di interesse che competono tra loro per influenzare il potere politico. Questo concetto fu approfondito nel suo libro del 1961, **"Who Governs?"**, un'analisi della politica di New Haven che sosteneva che il potere in una democrazia è distribuito tra diversi gruppi, piuttosto che concentrato nelle mani di pochi.

 

### Opere principali:

Oltre a **"Who Governs?"**, alcune delle opere più importanti di Dahl includono:

- **"A Preface to Democratic Theory"** (1956): dove esplora i limiti e i principi fondamentali della democrazia.

- **"Polyarchy: Participation and Opposition"** (1971): in cui introduce il concetto di "poliarchia" per descrivere una forma di governo in cui il potere è diffuso attraverso molti gruppi e istituzioni.

- **"Democracy and Its Critics"** (1989): un'importante riflessione sulla democrazia e le sue varie critiche, dove difende il sistema democratico pur riconoscendone i limiti.

 

### Influenza e riconoscimenti:

Dahl è stato un punto di riferimento per la scienza politica, soprattutto per quanto riguarda l'analisi del potere e della democrazia. È stato presidente della **American Political Science Association** e ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro, inclusi diversi premi accademici prestigiosi.

 

### Morte:

Robert Dahl è morto il 5 febbraio 2014, a 98 anni, nella sua casa a **Hamden**, Connecticut.

 

La sua eredità intellettuale continua ad essere rilevante nelle discussioni contemporanee sulla natura della democrazia e sul funzionamento delle istituzioni democratiche.

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Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli