venerdì 26 luglio 2024

Introduzione alla democrazia dell’Unione Europea -16 Connotare la democrazia

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Introduzione alla democrazia dell’Unione Europea -16

Connotare la democrazia

 

   In Italia viviamo la democrazia secondo i principi che la caratterizzano nell’Unione Europea e quindi la associamo a sentimenti benevoli, compassionevoli e solidali, insomma al bene  secondo una prospettiva etica cristiana come la si insegna (oggi) anche nella nostra Chiesa. Si deve però essere consapevoli che il definirsi democratici non basta, di per sé solo, ad impegnarsi per quel tipo di moralità pubblica.

  I razzisti bianchi degli stati del Ku Klux Klan, un’organizzazione politica diffusa negli stati degli Stati Uniti d’America che persero la guerra civile combattuta tra il 1861 e il 1865 e che negli anni Sessanta fu accusata di vessazioni, aggressioni, distruzioni e omicidi in danno dei neri, rivendicava la democrazia per opporsi alle politiche di integrazioni dei neri promosse dalla Presidenza federale e dalle altre istituzioni federali.  Apparteneva al Partito democratico George Wallace, governatore dello stato dell’Alabama tra il 1963 e il 1967, nel periodo più caldo della rivolta bianca contro i processi di  integrazione dei  neri, acerrimo nemico dell’integrazione. L’imposizione dell’integrazione dei neri era vista da quei democratici  come un abuso di potere del Governo federale. Si dicevano anche cristiani, nonostante distruggessero le chiese frequentate dai cristiani battisti neri.

  Nella nostra Unione Europea due importanti partiti politici, in Grecia e in Germania, rivendicano nella loro denominazione la democrazia  benché siano di orientamento razzista.

  Quando, a cavallo tra Ottocento e Novecento, in Italia, nell’organizzazione dell’Opera dei Congressi, che riuniva tutti i movimenti e le associazioni che organizzavano nelle genti cattoliche iniziative sociali anche secondo le indicazioni date dall’enciclica Delle Novità – Rerum novarum del 1891, si manifestarono componenti favorevoli alla partecipazione alla vita politica italiana (vietata dal Papato dai precedenti anni ’60), i loro esponenti parlarono di una democrazia cristiana. Questa tendenza fu scomunicata dal Papato con l’enciclica Le gravi dispute sugli affari sociali - Graves de communi re [agitationes], del 1901. L’Opera dei Congressi fu sciolta per volontà del Papato nel 1904. Al suo posto il Papato organizzò l’Azione Cattolica italiana, con l’enciclica Fermo proposito del 1905, i cui statuti furono approvati l’anno seguente.

  Un’altra connotazione della democrazia fu in Europa la socialdemocrazia, che voleva correggere le tendenza antidemocratiche dei socialismi marxisti. Questi ultimi diffidavano delle democrazie perché in esse le masse proletarie (formate dalle persone che per vivono dipendono da altre) avevano sempre la peggio (in genere, paradossalmente, è ciò che è più  o meno sempre accaduto, anche quando fu istituito il suffragio universale maschile e femminile e tutte le persone adulte poterono votare).

  In Italia e in ambito socialista fu adottata anche la denominazione di democrazia proletaria: ci si proponeva di correggere i processi democratici in modo che non sfavorissero le masse proletarie.

  L’istituzione di procedure politiche democratiche non garantisce contro le discriminazioni sociali. Proprio la storia degli Stati Uniti d’America ne sono l’esempio storico. Né contro la violenza politica: ancora ci si può richiamare agli Stati Uniti d’America, ma anche alla Gran Bretagna al tempo del suo Impero mondiale ma anche dopo, alla Francia rivoluzionaria e in altre successive epoche storiche e all’attuale Stato di Israele, indubbiamente organizzato come una democrazia liberale di tipo occidentale ma che attua politiche di pesante discriminazione contro le popolazioni arabe palestinesi dei territori che controlla in Cisgiordania.

  La democrazia dell’Unione Europea è fortemente caratterizzata da norme di protezione delle minoranze, che quindi limitano gli arbitri delle maggioranze.

 Il problema della tirannia  delle maggioranza si presentò molto presto nell’evoluzione della democrazia rivoluzionaria francese, a fine Settecento, in pochi anni evolutasi nell’Impero di Napoleone Bonaparte. Ne scrisse il francese Alexis de Tocqueville (1805-1859) nel libro La democrazia in America  - De la démocratie en Amérique" pubblicato tra il 1835 e il 1840.  Di questo tema ha parlato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso che ha tenuto a Trieste il 3 luglio 2024 nella giornata di apertura della 50° Settimana sociale dei cattolici italiani, sul tema Al cuore della democrazia.

  La democrazia si è sviluppata cercando di far prevalere le maggioranza sui poteri autocratici, che  ritenevano di legittimarsi su basi sacrali o ereditarie, come era anche quello della dinastia sovrana dei Savoia in Italia, la quale si diceva regnante Per Grazia di Dio (con lo statuto democratico del 1848 si aggiunse  e per volontà della Nazione). Ma una volta che si è in un regime democratico e siano state sottomessi o aboliti i poteri autocratici, sono proprio le minoranze ad aver bisogno di tutela. E, se non l’hanno, viene meno uno dei principi cardine della democrazia, quello della libertà di pensiero e di espressione, e quindi poi non è più realmente attuabile il dialogo  democratico, quindi il confronto delle idee nella fase istruttoria delle decisioni collettive. E la democrazia è anzitutto questo, non solo votare.

  Concludo osservando che nella nostra Chiesa, purtroppo, non è riconosciuta ancora libertà di pensiero e di espressione e, anzi, vi è un organismo centrale di diretta collaborazione con il Papato, il cosiddetto Dicastero per la dottrina della fede, che ha il compito principale di perseguire il pensiero e le sue manifestazioni pubbliche. Un relitto obsoleto del passato? Non è considerato tale dalla nostra gerarchia, che, insieme, ne è artefice ma anche vittima. Nel gennaio 1968 l’arcivescovo di Bologna, il cardinale Giacomo Lercaro, fu bruscamene costretto alla dimissioni dal Papato per aver predicato, nella prima Giornata della pace, istituita l’anno precedente e celebrata per la prima volta il 1 gennaio 1968, che i bombardamenti a tappeto statunitensi contro le città del Vietnam del Nord erano contro il Vangelo. Gli fu anche imposto di giustificare le dimissioni con (inesistenti) motivi di salute. Ne ha scritto qualche anno fa Alberto Melloni nel libro Rimozioni. Lercaro 1968, Il Mulino 2019, disponibile anche in ebook e Kindle.

Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli