Natura, cultura, tradizione
Incontro
persone mie coetanee le quali da tempo hanno perso dimestichezza con la
religione e la cercano come le venne spiegata quand’erano molto piccole. Per
molta gente il catechismo dell’infanzia rimane l’unico della sua vita.
Quando
ero bambino
parlavo
da bambino,
come
un bambino
pensavo
e ragionavo.
Da
quando sono un uomo
ho
smesso di agire così.
Ora
la nostra visione è confusa,
come
in un antico specchio;[…]
[dalla
Prima Lettera ai Corinzi di Paolo, capitolo 13, versetti 11 e 12 – 1Cor, 13,
1-12 – versione TILC – Traduzione interconfessionale in lingua corrente]
Da persone adulte dobbiamo dismettere le
illusioni di quando
si è bambini. Questo però non significa
abbandonare la fede.
La fede
è un modo di orientarsi nel mondo intorno a noi e naturalmente da grandi lo si
deve fare in un modo diverso da quando si era piccoli.
Nelle
cose della fede c’è una grande cultura, che però i più sembrano ignorare. Così la
loro religiosità è superficiale.
La
persona religiosa non è per statuto un’illusa. Tutt’altro. Però certamente lo
si può rimanere, e non averne neanche la
colpa. Questo accade talvolta ai più anziani: si tratta di generazioni ancora
poco scolarizzate da giovani. Le persone più giovani, invece, hanno avuto una migliore
scolarizzazione, che però nella prima formazione religiosa viene in genere
ignorata.
Da
persona adulte bisogna saper distinguere tra natura e cultura.
La cultura
è un fatto sociale ed è costituita fondamentalmente
di narrazioni e di costumi. Religione e diritto sono fatti di
questo: sono fenomeni affini, molto vicini. Diciamo che, al dunque hanno la
stessa origine, funzione e consistenza.
La natura
è tutto ciò che in noi e intorno a
noi non è cultura. Anche la nostra fisiologia è natura. In
particolare sono natura le nostre
emozioni, che sono molto importanti nella comprensione del mondo in cui
viviamo, perché la nostra mente comprende emotivamente.
Siamo
divenuti capaci di cultura per l’evoluzione
della fisiologia della nostra mente.
Anche la
tradizione è cultura. Ci
orientiamo tenendo conto di quello che s’è sempre fatto più o meno nello stesso modo fin da epoche
remote.
Comprendiamo
la natura cercando di rappresentarne le dinamiche in elementi culturali. In
questo modo le attribuiamo un senso che in sé non avrebbe. Dobbiamo esserne
consapevoli.
Le immagini
religiose delle quali sono piene Scritture
e liturgie ci provengono da una lunga tradizione culturale. La loro verità
non sta però in questo essere state
tramandate fin da epoche remote. E nemmeno nel rappresentare realisticamente fatti
della natura. Bensì nella capacità di essere un elemento unitivo in un
contesto sociale. Questo l’aspetto veramente
caratterizzante di una verità.
La natura
resiste alla nostra tendenza sociale
a costruire verità e anche di questo dobbiamo essere consapevoli. La natura
e le sue dinamiche possono solo essere osservate per studiare come si
presentano. Quanto più la cultura si basa su osservazioni sistematiche della
natura, tanto più è affidabile per
comprenderla. Però le nostre società non si basano solo su questo, ma anche su
religione e diritto, che in molti aspetti sono basati su elementi mitici. Il mito
è una narrazione culturale semplificata
e carica di elementi emotivi che serve a rendere il senso di certi eventi che ci riguardano. Il mito funziona nella costruzione sociale
anche se non si basa su osservazioni sistematiche della natura. Ad esempio, le
narrazioni religiose sulla condizioni del primo uomo e della prima donna prima della Caduta e sul bel giardino in cui
vivevano hanno natura mitica.
Anche le
nostre società, compresa la nostra Chiesa, possono essere studiate come
elementi naturali. Ci pensano antropologia e sociologia. Sotto questo aspetto,
la situazione della nostra Unione Europea è profondamente diversa da tutto ciò
ce c’è nel resto del mondo, e questo, in particolare nelle sue manifestazioni
religiose.
Esercitarsi
a distinguere natura, cultura e tradizione è molto importante per
non avere una fede superficiale, da bambini.
Mario Ardigò – Azione cattolica in San Clemente
papa – Roma, Monte Sacro, Valli