mercoledì 28 febbraio 2024

Natura, cultura, tradizione

 

Natura, cultura, tradizione

 

   Incontro persone mie coetanee le quali da tempo hanno perso dimestichezza con la religione e la cercano come le venne spiegata quand’erano molto piccole. Per molta gente il catechismo dell’infanzia rimane l’unico della sua vita.

 

Quando ero bambino

parlavo da bambino,

come un bambino

pensavo e ragionavo.

Da quando sono un uomo

ho smesso di agire così.

Ora la nostra visione è confusa,

come in un antico specchio;[…]

[dalla Prima Lettera ai Corinzi di Paolo, capitolo 13, versetti 11 e 12 – 1Cor, 13, 1-12 – versione TILC – Traduzione interconfessionale in lingua corrente]

 

  Da persone adulte dobbiamo dismettere le illusioni di                       quando si è bambini. Questo però  non significa abbandonare la fede.

  La fede è un modo di orientarsi nel mondo intorno a noi e naturalmente da grandi lo si deve fare in un modo diverso da quando si era piccoli.

  Nelle cose della fede c’è una grande cultura, che però i più sembrano ignorare. Così la loro religiosità è superficiale.

  La persona religiosa non è per statuto un’illusa. Tutt’altro. Però certamente lo si può rimanere, e  non averne neanche la colpa. Questo accade talvolta ai più anziani: si tratta di generazioni ancora poco scolarizzate da giovani. Le persone più giovani, invece, hanno avuto una migliore scolarizzazione, che però nella prima formazione religiosa viene in genere ignorata.

 Da persona adulte bisogna saper distinguere tra natura  e cultura.

  La cultura  è un fatto sociale ed è costituita fondamentalmente di narrazioni e di costumi. Religione e diritto sono fatti di questo: sono fenomeni affini, molto vicini. Diciamo che, al dunque hanno la stessa origine, funzione e consistenza.

 La natura  è tutto ciò che in noi e intorno a noi non è cultura. Anche la nostra fisiologia è natura. In particolare sono natura  le nostre emozioni, che sono molto importanti nella comprensione del mondo in cui viviamo, perché la nostra mente comprende emotivamente.

 Siamo divenuti capaci di cultura  per l’evoluzione della fisiologia della nostra mente.

 Anche la tradizione  è cultura. Ci orientiamo tenendo conto di quello che s’è sempre fatto più  o meno nello stesso modo fin da epoche remote.

  Comprendiamo la natura cercando di rappresentarne le dinamiche in elementi culturali. In questo modo le attribuiamo un senso  che in sé non avrebbe. Dobbiamo esserne consapevoli.

 Le immagini religiose delle quali sono piene Scritture  e liturgie ci provengono da una lunga tradizione culturale. La loro verità  non sta però in questo essere state tramandate fin da epoche remote. E nemmeno nel rappresentare realisticamente fatti della natura. Bensì nella capacità di essere un elemento unitivo in un contesto sociale. Questo  l’aspetto veramente caratterizzante di una verità.

 La natura  resiste alla nostra tendenza sociale a costruire verità e anche di questo dobbiamo essere consapevoli. La natura e le sue dinamiche possono solo essere osservate per studiare come si presentano. Quanto più la cultura si basa su osservazioni sistematiche della natura, tanto più è affidabile  per comprenderla. Però le nostre società non si basano solo su questo, ma anche su religione e diritto, che in molti aspetti sono basati su elementi mitici. Il mito  è una narrazione culturale semplificata e carica di elementi emotivi che serve a rendere il senso  di certi eventi che ci riguardano.  Il mito funziona nella costruzione sociale anche se non si basa su osservazioni sistematiche della natura. Ad esempio, le narrazioni religiose sulla condizioni del primo uomo  e della prima donna  prima della Caduta e sul bel giardino in cui vivevano hanno natura mitica. 

 Anche le nostre società, compresa la nostra Chiesa, possono essere studiate come elementi naturali. Ci pensano antropologia e sociologia. Sotto questo aspetto, la situazione della nostra Unione Europea è profondamente diversa da tutto ciò ce c’è nel resto del mondo, e questo, in particolare nelle sue manifestazioni religiose.  

 Esercitarsi a distinguere natura, cultura e tradizione è molto importante per non avere una fede superficiale, da bambini.

Mario Ardigò – Azione cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli