lunedì 1 gennaio 2024

Pensiero di Capodanno 2024

 

Pensiero di Capodanno 2024

 

  Annunciato da una incredibile quantità di “botti” anche quest’anno a Roma si è prodotto il Capodanno, uno dei molti del mondo. Le esplosioni inscenate dalla gente sono una specie di liturgia e in genere sono collegate all’idea che servano a influire in qualche modo sugli spiriti. “Spiriti”?! E già, sostanzialmente sembra  trattarsi  di questo, stando all’antropologia,  pur nella nostra civiltà di europei occidentali, che si dà per altamente secolarizzata. Secolarizzazione  non significa infatti che non si creda più negli spiriti, ma semplicemente che non li si ritenga più coinvolti nella legittimazione delle strutture di governo.

  Il Capodanno che va più in voga da  noi è stato storicamente inserito nelle liturgie del Natale cristiano, affermatosi progressivamente nelle cristianità antiche tra il Terzo e il Quarto secolo, ed è in uso dal Sedicesimo secolo, quando fu imposto il calendario gregoriano, che tuttavia mantenne in gran parte il nome dei mesi del precedente calendario giuliano, introdotto nel Primo secolo dell’era antica.  Ma i nomi mesi di Settembre, Ottobre, Novembre e Dicembre fanno riferimento alla numerazione di più antichi calendari in uso tra i romani,  nei quali l’anno aveva dieci mesi. Nel nostro calendario troviamo ancora in nomi degli antichi dei pre-cristiani: Giano (gennaio), Marte (marzo), Afrodite (aprile, dall’etrusco apru), Maia (maggio), Giunone (giugno). E anche quelli di due personaggi politici molto importanti nella rifondazione del sistema politico degli antichi Romani, a cavallo tra il Primo secolo dell’era antica e il Primo secolo della nostra era: Giulio Cesare (luglio) e Gaio Giulio Cesare Ottaviano che ebbe il titolo di Augusto (agosto). I calendari dei romani  facevano iniziare il computo da una mitica data di fondazione della città di Roma, che non si sa con precisione quando sia avvenuta, mentre il calendario che è in uso tra noi oggi parte dalla mitica data di nascita di Gesù il Nazareno, nel quale fu riconosciuto il Cristo  dei cristiani. La fondazione di Roma è un fatto ritenuto storico, nel senso che di esso ci parlano fonti affidabili. E’ mitica la data in cui avvenne. Anche la nascita di Gesù il Nazareno è ritenuta un fatto storico, ma  è sicuramente mitica la sua data nel nostro calendario, sia come anno che come mese e giorno. Quanto al primo, in base alle fonti disponibili ritenute affidabili, si ritiene che possa essere individuato tra il sesto e il quarto anno dell’era antica.  Quanto al mese e giorno, la fissazione del giorno natale  dei Gesù il Nazareno  al 25 dicembre si affermò progressivamente perché in quello stesso giorno i romani  festeggiavano un altro giorno natale, quello del dio Sole mai sconfitto. Si tratta di questioni, queste di calendario, che non hanno rilevanza teologica per la nostra fede, per la quale è invece fondamentale che Gesù il Nazareno sia esistito come uomo, e quindi nato da una donna, e Dio. Nella liturgia cattolica, dal 1969, a Capodanno si celebra la solennità di Maria Santissima Madre di Dio, mentre prima di allora si celebrava quella della Circoncisione del Signore,  che ancora si celebra quel giorno nel rito ambrosiano. La solennità della Circoncisione del Signore cadeva, e ancora cade nel rito ambrosiano, nell’ottavo giorno dal Natale, in memoria del fatto che quel rito liturgico cruento venne praticato otto giorni dopo la nascita, secondo la prassi liturgica dell’antico giudaismo, come narrato nel brano del Vangelo secondo Luca che abbiamo letto nella messa di oggi (Lc 2,21).

 Dunque il nostro calendario è solo un elemento culturale e nella natura non accade nulla di reale  nel passaggio dal 31 dicembre al successivo Primo gennaio e da un anno ad un altro. Il nostro calendario si affermò universalmente nel corso dell’Ottocento, quando quasi tutto il mondo intero cadde sotto il dominio delle armi e delle culture europee. Oggi segna ancora il nostro dominio culturale globale.

  E’ invece reale il progredire dei processi antropologici, sociologici, storici: l’umanità cambia ed ha iniziato a cambiare a velocità vertiginosa rispetto al passato sia per la sua espansione demografica, sia ormai otto miliardi, sia per i rilevantissimi sviluppi tecnologici. A quest’ultimo proposito si parla, a proposito della nostra epoca, di Quarta rivoluzione industriale, prodottasi solo pochi decenni dopo la Terza.

  Il calendario ci dà l’illusione di riuscire a dominare questi processi grandiosi. In realtà possiamo cercare di influirvi, ma solo attivando delle masse critiche di popolazioni coinvolte, cosa che esige anche una rivoluzione nelle mitologie di riferimento, per guidare in tal modo le rivoluzioni giuridiche che consentano di dare stabilità alle trasformazioni sociali. Nonostante quello che spesso comunemente si crede, non è più  vero che il mondo va com’è sempre andato.

  Da bambino, sulla linea ferroviaria  Rimini-Ravenna sono salito su un treno tirato da una locomotiva a vapore e ora ho tra le mani uno smart-phone  collegato a sistemi di intelligenza artificiale: questo può dare il senso della rapidità dell’evoluzione sociale.

 Nelle cristianità si acquisì progressivamente consapevolezza dell’importanza della rivoluzione religiosa, sociale e politica prodottasi in base alla figura e all’insegnamento del Nazareno. Questo fondamentalmente il senso del Natale  dei cristiani, del quale tra i cattolici si fa memoria per otto giorni, appunto l’Ottava di Natale.  Nato come evoluzione del messianesimo dell’antico giudaismo (Χριστός - Cristo  è la traduzione in greco antico della parola  dell’ebraico Mašīaḥ - Messia), il cristianesimo ebbe la sua fondamentale sistemazione teologica tra il Quarto secolo e il Settimo secolo proprio sulle questioni cristologiche: i cristiani,  infatti, concepirono se stessi come seguaci del Cristo.

  La valenza religiosa del Natale, e quindi anche del nostro Capodanno, si va rapidamente perdendo nell’Europa occidentale per vari motivi: nelle liturgie sociali di queste festività stanno prendendo sempre più piede la mitologie di Santa Claus – Babbo Natale – Babbo gelo, legate all’aspirazione verso la primavera nel cuore dell’inverno (nell’emisfero boreale naturalmente), integrate nei costumi consumistici dei capitalismi avanzati. Si si concentra sui rituali di bontà sociale di un solo giorno, così come il mito del Capodanno  si concentra nel solo Primo gennaio, perdendo la connessione tra le due feste. Si tratta di feste nei quali sono sempre meno marcati i connotati specificamente cristiani e che, per questo, sono transitate senza problemi anche in popolazioni nei quali sono diffuse altre culture religiose.

  Il Natale – Capodanno  rimane però una solennità che le persone cristiane dovrebbero sentire particolarmente loro, perché i cristianesimi si sono affermati alle origini, e si sono anche mantenuti vivi nonostante la violenza stragista che ha sicuramente cooperato a diffonderli tra i popoli sottomessi dagli europei, proprio per rilevantissimi moti di popolo: da qui poi la consapevolezza del carattere epocale della rivoluzione cristiana, quindi di un passaggio di fase alla nascita del Fondatore.

 Il mio augurio a tutti voi è quello di riuscire ancora ad approfondire ed interiorizzare sempre meglio il senso religioso delle solennità natalizie e quindi dell'importanza per il mondo del nostro rimanere persone cristiane.

Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli