Popolo,
popoli, populismo - 4
Questo risalta molto bene nel mito biblico della costituzione del popolo degli
antichi israeliti per estrazione dalla sottomissione alla monarchia egiziana,
quella dei Faraoni. La narrazione (il mito è una narrazione) inizia con una
vocazione divina rivolta alla popolazione degli israeliti stanziata in Egitto,
che giunse mediante Mosè, che in quell'occasione fu profeta. Durante la fuga e
le successive peregrinazioni nel deserto fu poi condottiero. Consolidatosi un
ordinamento sociale per via di prassi e cultura, quest'ultima a marcato sfondo
religioso data la natura della vocazione fondativo, e accettata la
"Legge", strutturata come un Patto con l'Onnipotente, da quelle
peregrinazioni emerse un popolo. L'episodio biblico cruciale è
quello narrato nel libro dell'Esodo, al capitolo 24, dove troviamo costituito
un collegio di governo, il gruppo dei settanta anziani. Il
popolo venne poi destinato ad invadere la Palestina, ciò che, secondo il mito,
in questo confermato da testimonianze archeologiche e storiche affidabili, si
fece con una lunga serie di guerre contro gli altri popoli (e i loro re) che
l'occupavano. Con il consolidarsi di un potere territoriale in quella regione,
troviamo integrati tutti gli elementi che oggi riteniamo caratterizzare lo
stato: governo, popolo soggetto a quel governo, territorio. Questo mito si è
rivelato tanto potente da sorreggere, dalla fine dell'Ottocento, il
movimento sionista dal quale originò lo stato ebraico contemporaneo. In qualche
modo gli attuali israeliani sembrano sentire di essere
lo stesso mitico popolo che invase e conquistò la Palestina
secondo la narrazione biblica.
Anche l'Italia visse un analogo processo di costituzione di un popolo dalla
metà dell'Ottocento, quando mediante una fase di sanguinosi conflitti, la
monarchia (ormai) costituzionale dei Savoia riuscì ad estendere il suo dominio
su gran parte della Penisola e sulle varie popolazioni che l'abitavano,
veramente molto diverse tra loro, in particolare per cultura e lingua,
nonostante che gli irredentisti le immaginassero come un unico popolo. In
questa fase il populismo. praticato dal Papato romano in reazione alla
sconfitta militare e politica subita nel 1870, si rivelò un fattore
fondamentale di unificazione culturale e politica, ben oltre e anche talvolta
contro le intenzioni dei Pontefici.
Mario
Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli