venerdì 3 novembre 2023

Estratto condensato di alcuni punti di convergenza, con le relative proposte, esposti nella Relazione di sintesi “Una Chiesa sinodale in missione” approvata il 28 ottobre 2023 in una Congregazione generale nel corso della Prima sessione della 16° Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla sinodalità “Per una Chiesa sinodale. Comunione, partecipazione, missione

 

[Estratto condensato di alcuni punti di convergenza, con le relative proposte,  esposti nella Relazione di sintesi “Una Chiesa sinodale in missione” approvata il 28 ottobre 2023 in una Congregazione generale nel corso della Prima sessione della 16° Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla sinodalità “Per una Chiesa sinodale. Comunione, partecipazione, missione”]

 

Convergenze e proposte: sinodalità

 

Punti chiave

  Pratiche sinodali sono attestate nel Nuovo Testamento e nella Chiesa delle origini. Successivamente hanno assunto forme storiche particolari. Papa Francesco incoraggia la Chiesa a rinnovarle ancora. In questo processo si colloca anche il Sinodo 2021-2024.

 La sinodalità comporta il riunirsi in assemblea ai diversi livelli della vita ecclesiale, l'ascolto reciproco, il dialogo, il discernimento comunitario, la creazione del consenso e l'assunzione di una decisione in una corresponsabilità differenziata.

  Sappiamo che “sinodalità” è un termine sconosciuto a molti membri del Popolo di Dio, che suscita in alcuni confusione e preoccupazioni [tuttavia si è] convinti che la sinodalità è una espressione del dinamismo della Tradizione vivente.

In ogni caso, in tutti i contesti culturali, i termini “sinodale” e sinodalità” indicano un modo di essere Chiesa che articola comunione, missione e partecipazione.

 [I] termini “sinodale” e “sinodalità” richiedono un chiarimento più accurato dei loro livelli di significato nelle diverse culture. È emerso un sostanziale accordo sul fatto che, con i necessari chiarimenti, la prospettiva sinodale rappresenta il futuro della Chiesa.

Proposte:

-aumentare il numero delle persone coinvolte nei cammini sinodali;

-rendere più intergenerazionale la cultura della sinodalità coinvolgendovi maggiormente le persone più giovani;

-approfondire la teoria e pratica della sinodalità, ragionando anche su come modificare il diritto della Chiesa che la riguarda.

 

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 [Dalla Relazione di sintesi – testo condensato]

 

Convergenze:

 

   Abbiamo accolto l’invito a riconoscere con nuova consapevolezza la dimensione sinodale della Chiesa. Pratiche sinodali sono attestate nel Nuovo Testamento e nella Chiesa delle origini. Successivamente hanno assunto forme storiche particolari nelle diverse Chiese e tradizioni cristiane. Il Concilio Vaticano II le ha “aggiornate” e Papa Francesco incoraggia la Chiesa a rinnovarle ancora. In questo processo si colloca anche il Sinodo 2021-2024

 La sinodalità comporta il riunirsi in assemblea ai diversi livelli della vita ecclesiale, l'ascolto reciproco, il dialogo, il discernimento comunitario, la creazione del consenso e l'assunzione di una decisione in una corresponsabilità differenziata.

  Sappiamo che “sinodalità” è un termine sconosciuto a molti membri del Popolo di Dio, che suscita in alcuni confusione e preoccupazioni. Tra i timori, vi è quello che l’insegnamento della Chiesa venga cambiato, allontanandoci dalla fede apostolica dei nostri padri e tradendo le attese di coloro che anche oggi hanno fame e sete di Dio. Tuttavia, siamo convinti che la sinodalità è una espressione del dinamismo della Tradizione vivente.

 [Alcuni temono] che il Sinodo possa diventare un organo di deliberazione a maggioranza privo del suo carattere ecclesiale e spirituale, mettendo a rischio la natura gerarchica della Chiesa. Alcuni temono di essere costretti a cambiare; altri temono che non cambierà nulla e che ci sarà troppo poco coraggio per muoversi al ritmo della Tradizione vivente. Alcune perplessità e opposizioni nascondono anche la paura di perdere il potere e i privilegi che ne derivano. In ogni caso, in tutti i contesti culturali, i termini “sinodale” e sinodalità” indicano un modo di essere Chiesa che articola comunione, missione e partecipazione. Ne è esempio la Conferenza ecclesiale dell’Amazzonia (CEAMA – si veda sotto nota 1), frutto del processo sinodale missionario di quella regione.

  Attraverso l’esperienza e l’incontro, siamo cresciuti insieme in questa consapevolezza. In sintesi, fin dai primi giorni, l’Assemblea si è trovata plasmata da due convinzioni: la prima è che l’esperienza che abbiamo condiviso in questi anni è autenticamente cristiana e va accolta in tutta la sua ricchezza e profondità; la seconda è che i termini “sinodale” e “sinodalità” richiedono un chiarimento più accurato dei loro livelli di significato nelle diverse culture. È emerso un sostanziale accordo sul fatto che, con i necessari chiarimenti, la prospettiva sinodale rappresenta il futuro della Chiesa.

 

Proposte:

 [E’ stato indicato come] prioritario l’allargamento del numero delle persone coinvolte nei cammini sinodali, superando gli ostacoli alla partecipazione finora emersi, così come il senso di sfiducia e i timori che alcuni nutrono. [Occorre comprendere la ragioni della resistenza ala sinodalità da parte del clero].

la cultura sinodale [deve diventare] diventi più intergenerazionale, con spazi che permettano ai giovani di parlare liberamente con le loro famiglie, con i loro coetanei e con i loro pastori, anche attraverso i canali digitali.

[Ci si propone l’approfondimento terminologico e concettuale della nozione e della pratica della sinodalità, [ sulla base] in particolare, dei documenti della Commissione Teologica Internazionale su La sinodalità nella vita e nella missione della Chiesa (2018) e Il sensus fidei nella vita della Chiesa (2014).

[Si è proposta] l’istituzione di un’apposita commissione intercontinentale di teologi e canonisti [esperti del diritto della Chiesa cattolica], in vista della Seconda Sessione dell’Assemblea [nell’ottobre 2024] per uno studio preliminare per la modifica delle norme del diritto della Chiesa che riguardano la sinodalità.


Note:

1)   Conferenza ecclesiale dell’Amazzonia – CEAMA: nuovo organismo regionale permanente e rappresentativo istituito da papa Francesco il 9-10-21 su richiesta dei vescovi dei territori della regione amazzonica e a seguito della proposta avanzata dall’Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi del 2019 dedicato alla regione panamazzonica. La sua finalità è di promuovere la sinodalità tra le Chiese della regione, aiutare a delinearne il volto amazzonico, proseguire nella ricerca di nuovi cammini per la missione evangelizzatrice, includendo in special modo la proposta dell’ecologia integrale (Sinodo dei Vescovi 2019, n. 115).

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 Nella Relazione di sintesi “Una Chiesa sinodale in missione” [di seguito indicata come Relazione di sintesi] approvata il 29 ottobre scorso al termina della Prima sessione della 16° Assemblea generale ordinaria del Sino dei vescovi sulla sinodalità nella Chiesa si sono distinte convergenze, proposte e punti meritevoli di ulteriori approfondimenti  sui temi proposti alla discussione sinodale nello Strumento di lavoro.

  La Relazione di sintesi  non è un documento facile da leggere per tutte le persone. Per comprenderlo, individuandone i punti chiave, occorre avere una certa familiarità con  il linguaggio usato negli ambienti ecclesiastici.  Qui sopra ho cercato di condensare e di rendere più intelligibili i temi sui quali si sono manifestate le maggiori convergenze e le relative proposte sul tema della sinodalità. Secondo la Relazione di sintesi  nel prossimo anno si partirà dalle convergenze per organizzare i lavori della Seconda sessione dell’Assemblea sinodale, che si terrà nell’ottobre del prossimo anno.

  Gli sviluppi del Sinodo Panamazzonico del 2019, con l’istituzione di un organismo permanente per la promozione della sinodalità in un’area latinoamericana molto vasta ma con caratteristiche omogenee, Conferenza ecclesiale dell’Amazzonia – CEAMA, sono presi come modello di riferimento anche per il lavoro che seguirà all’Assemblea sinodale del prossimo anno.

  Nella Relazione di sintesi si evidenzia che la sinodalità è un modello  ecclesiale molto antico, che storicamente ha assunto forme molto diverse. Ora si vuole aggiornarle per rispondere alle esigenze dei nostri tempi, in particolare tenendo conto delle caratteristiche delle culture in cui si deve operare.

  Raccogliendo sul WEB notizie sulla Diocesi di Engativà, compresa nell’Arcidiocesi di Bogotà (Colombia), dalla quale ci viene il nostro don Miguel, ho scoperto che la Diocesi venne istituita nel 2003 all’esito di un processo sinodale e sempre con processi sinodali venne organizzata la sua struttura pastorale e il suo piano pastorale.

Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli