martedì 31 ottobre 2023

Sinodalità della gente

Sinodalità della gente

 

  È ancora poca la gente coinvolta nei processi sinodali sulla sinodalità iniziati nell’ottobre del 2021 e per la maggior parte è costituita da persone del clero. Ecco che allora risaltano temi come il celibato dei preti o il diaconato alle donne, che non interessano, e non interesseranno mai, i più.

   Altra cosa è strutturare formalmente  diverse  forme di ministerialità, che significa lavorare nella formazione religiosa, nella liturgia e nel presiedere e  animare  le comunità ecclesiali, come già accade in genere, ma con scarsi riconoscimenti, si lavora un po’ come truppe di complemento. Di solito sembra che ci si fidi solo del clero e delle persone appartenenti ad ordini religiosi. Questo anche perché non è organizzata su larga scala un’attività sistematica  di formazione e quindi l’altra gente appare poco preparata.

  Ma non si tratta solo di questo.

  Di fatto, almeno in Europa occidentale, la gente da diversi decenni già valuta e decide sulle questioni che la riguardano. Ma in questo perlopiù si agisce in base alla propria coscienza, senza discuterne con altre persone, ad eccezione, talvolta, delle proprie cerchie familiari e amicali. È qui che bisognerebbe  lavorare per innovare. Prendendo atto che non si ritornerà alla situazione di prima.

  Non è una cosa semplice. Innanzi tutto perché bisogna cercare di tenere insieme oltre un miliardo di persone di fede in tutto il mondo. È questo il nodo centrale della sinodalità.

  Sappiamo che la fede, come è vissuta nella cattolicità, non è solo fatto privato. Non è che la vita comunitaria possa esserci o non esserci: nasciamo alla fede in una comunità, che all’inizio è quella familiare. Cresciamo e approfondiamo la fede sempre in una comunità. Non possiamo fare tutto da soli, sulla base delle nostre intuizioni, e nemmeno solo affidandoci ai libri (che comunque sono opera di altre persone, in genere in dialogo con molte altre, anche  attraverso i secoli e le tante culture della Terra).

  La sinodalità è realizzata quando si riesce a vivere insieme la fede da persone amiche, concordando cose da fare e obiettivi, soccorrendosi all’occorrenza, senza cercare di prevaricare,  correggendosi in ciò che non va. È necessario stabilire in questo convenzioni e consuetudini appropriate, formalizzando, dove occorra, delle procedure. Occorre di tutto ciò fare tirocinio e questo da noi spesso manca. Ci siamo abituati in tutto a far conto prevalentemente su clero, religiose e religiosi. Non ci sentiamo veramente responsabili di ciò che si fa, anche perché spesso siamo tenuti all’oscuro di problemi e decisioni.

  Nella fede pensiamo che tutto sia pervaso dall’azione dello Spirito, ma nulla accade senza di noi. «Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi…»[At 15,28] si fece premettere alle decisioni prese nella prima assemblea sinodale che si ricordi.

Non basta l’invocazione allo Spirito perché tutto si aggiusti.

  Il sistema delle relazioni umane è come un tessuto la cui trama va sapientemente intrecciata e, dove occorre, rammendata. Farlo è un’importante conquista culturale che va appresa di generazione in generazione e tramandata.

  Non tutte le persone vivono la fede allo stesso modo. Le differenze sono regionali (in Europa occidentale non va come in Estremo Oriente), ma anche sui miti. Alcuni immaginano un neo-passato e cercano di inscenarlo, sostenendo di essere tornati alle origini. Altri infarciscono la loro vita con fantasticherie a sfondo religioso, anche di tipo magico, e vi rimangono molto legati. Senza quella realtà “aumentata” pare loro di non trovarsi nella dimensione della religione. Ci sono anche persone che appaiono fuori di testa, non possiamo negarlo.

  Varia anche il coinvolgimento personale nella  vita di fede. Può essere tutto o una parte marginale della propria esistenza, buona più che altro per celebrare le tappe della vita.

  La sinodalità si impara praticandola e, in questo senso, è un lavoro artigianale.

Mario Ardigó – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli