Ora e sempre
Gli Illuministi nel Settecento e i Positivisti nell’Ottocento (e i marxismi vanno inquadrati in questo filone di pensiero) ritenevano, come ancor oggi i neo-positivisti, che le religioni si sarebbero esaurite perché legate all’ignoranza, ma è evidente che questo non è accaduto e non accadrà e sono proprio le scienze contemporanee, in particolare quelle cognitive, a spiegarcene la ragione. Le religioni sono, anche per i colti e i sapienti, strumenti di conoscenza e di integrazione sociale che ci sono indispensabili per superare nostri limiti fisiologici di specie e, in particolare, quelli legati al sistema neurologico, dal quale derivano i nostri processi mentali. Dunque, in definitiva, quando preghiamo dicendo ora e sempre non sbagliamo.
Tuttavia questo non esclude, e anzi implica, che nessuna forma religiosa sia immutabile. Questo perché le forme religiose, come le lingue, sono manifestazioni sociali e, come tali, mutano con le società che le esprimono. Chi le vuole inscenare sempre uguali al passato in realtà ne provoca l’obsolescenza. La storia europea ce lo conferma. Oggi non viviamo più le forme religiose degli antichi culti politeistici che ci appaiono come cessati, finiti. Questo è in parte vero e in parte no. In realtà è cessata la loro liturgia esplicita, legata indissolubilmente alle antiche forme di governo, ma parte delle loro consuetudini sono rimaste nelle forme religiose più recenti, per cui possiamo dire che in molte cose della religione non si è poi tanto diversi dagli antichi, ad esempio nella preghiera, nei templi (li costruiamo ancora sul modello degli antichi), ma anche nella teologia. Di modo che siamo piuttosto superficiali quando ci riferiamo sprezzantemente agli antichi come pagani ritenendoci migliori di loro, noi nel giusto e loro nell’errore.
Più veloci sono i cambiamenti sociali, più veloci sono quelli che si manifestano nelle forme religiose. E dagli scorsi anni Cinquanta in Europa ne stiamo vivendo di vorticosi. La conseguenza non è stata però il superamento delle religioni ma l’esplodere delle forme religiose più varie, tanto diverse dal passato che spesso non se ne comprende la natura profondamente religiosa, e il progressivo abbandono di quelle del passato, nel tentativo di capire il senso del cambiamento e di integrarvisi.
Questa volta la Chiesa cattolica, contrariamente a una prassi millenaria, ha risposto prontamente, con il Concilio Vaticano 2º, il quale, nonostante il gergo ieratico utilizzato per le sue liturgie e i suoi documenti, ètanto diverso da tutti quelli che l’hanno preceduto. Nel contempo però, questa volta, stavano cambiando a livello globale anche le forme di governo sociale per cui sono venuti a mancare i punti di riferimento che dal Quarto secolo avevano regolato l’integrazione tra esse e le religioni. Infine è ancora in corso l’adattamento delle consuetudini religiose nella popolazione, con le fasce d’età più anziane, che in Europa sono diventate sempre più numerose, che sono ancora legate a quelle del passato (questo è un bel problema in una Chiesa come la nostra nella quale il governo ecclesiastico è espresso dai più anziani).
Mario Ardigó – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli