In parrocchia le persone adulte non sanno che fare
La parrocchia è fatta per bimbi e vecchi. Gli altri non sanno che fare. Gli sposi e i genitori, se s'avvicinano, si sentono propinare un mucchio di assurdità su come doverebbero essere sposi e genitori da persone che di matrimonio e genitorialita sembrano non sapere nulla di nulla. Della vita in società, in parrocchia non ci si vuole occupare per timore che si finisca per litigare. Iniziative non se ne possono prendere perché decidono tutto i preti che pensano essenzialmente a quello che ritengono sia il loro lavoro. Vivono attorniati da vecchi e bimbi e dalle persone che accettano di aiutarli in quel lavoro. Con le altre persone in genere manifestano poca dimestichezza. Alle persone adulte non ancora nell'età della pensione più che altro viene assegnato il ruolo di comparse liturgiche. Ci si può meravigliare, allora, se non frequentano?
Insomma, mi pare che la sinodalitá presenti anche un aspetto propriamente generazionale, che rimane irrisolto.
Nel pensare a una sinodalitá adatta anche per la fascia d'età, diciamo, dai diciotto ai cinquanta bisognerebbe tener conto che si ha a che fare con gente che è insofferente della condizione di mero gregge in cui in genere la si vorrebbe tenere e che vorrebbe aver una parte maggiore nelle decisioni che la riguardano. Questo significa che occorrerebbe costituire una specifica organizzazione per queste esigenze. Che ne uscirebbe fuori? Finché non si prova non lo si può sapere. In Azione cattolica, dove questo già c'è, le cose vanno bene, ma essa ha una lunga tradizione in questo campo. Probabilmente all'inizio le persone coinvolte non saprebbero bene che fare. D'altra parte, poiché hanno fatto sempre le comparse liturgiche, questo è comprensibile ed è proprio fuori luogo addirittura prenderle in giro per questo, ad esempio quando, chiamate a leggere a messa, si dimostrano impacciate. Sono cose che si imparano facendole. Ma se non le si impara per autoformazione non funzionano.
Non bisogna avere fretta di ottenere risultati. I preti di parrocchia sono invece, di solito, assillati da questa esigenza, perché pressati dalla burocrazia della Diocesi. Sarebbe quindi consigliabile che la faccenda fosse messa nelle mani delle persone laiche, coinvolgendo inizialmente le persone che ne sanno un po' di più, ma sempre in organismi sinodali, mai attribuendo ad una persona o a piccoli gruppi posizioni di potere sull'altra gente. Altrimenti facilmente si ricasca nelle cattive abitudini del clero.
Si potrà mai fare? Negli anni Settanta del secolo scorso, ai tempi della mia adolescenza, si cominciò, ma poi tutte quelle esperienze gelarono nel lunghissimo inverno ecclesiale che seguì. Si perse una tradizione, per cui, appunto, ora le persone laiche di quella fascia d'età, ritrovandosi in parrocchia non sanno bene che fare. Non riescono a comprendere veramente il senso religioso della loro vita fuori degli spazi liturgici. Hanno prevalentemente come modello i preti e i religiosi, la cui esperienza, per quanto fortemente in crisi, è oggetto, insieme a quella dei papi, di una plateale mitizzazione, anche in televisione e al cinema. Sfuggirne non è facile, anche perché tra santificazioni di papi e anni santi ci siamo sempre in mezzo.
Mario Ardigò - Azione Cartolica in San Clemente papa- Roma, Monte Sacro, Valli