martedì 18 ottobre 2022

Emozioni e illusioni cognitive

Emozioni e illusioni congnitive 

Le moderne scienze cognitive (ad esempio Kahneman e Sibony, autori di due interessanti testi divulgativi dei risultati delle loro ricerche), che studiano i processi mentali e neurologici che ci determinano nel valutare e decidere, sostengono di aver provato sperimentalmente che in quelle attività siamo preda di illusioni  cognitive difficilmente fronteggiabli, che si manifestano anche in persone sapienti e competenti, non solo negli incolti. Dipendono da come funziona la nostra mente, che ha una base neurologica, quindi fisiologica, che è cambiata poco negli ultimi 200.000 anni. Insomma, contrariamente a quanto si riteneva fino a pochi decenni fa, in particolare nelle scienze economiche, gli esseri umani, sia nelle decisioni più importanti che in quelle della vita quotidiana, non si comportano come agenti razionali. Su questo si basano le moderne tecniche del marketing, che cercano di indurre il consumatore, ma ora anche l'elettore, a scegliere un certo prodotto posto in commercio, o un candidato o un partito politico alle elezioni. L'esperienza ha dimostrato che queste tecniche hanno un grande successo e ciò è un'ulteriore conferma sperimentale dei risultati delle scienze cognitive a cui accennavo.
   Certamente molta parte della religiositá, in particolare di quella popolare, dipende da illusioni cognitive del tipo di quelle studiate dalle scienze di settore.
  Dobbiamo chiederci se sia onesto, da parte di noi persone di fede, sfruttarle.
  In questione ci sono le emozioni, che sono parte integrante dei nostri processi mentali. 
  In certi ambiti si cerca di tenerle a bada per impedire che ostacolino i risultati che si vogliono ottenere. Ad esempio in medicina. Qui si cerca di fare tesoro dell'esperienza clinica consolidata raccomandando certe linee di condotta, basate su quelle che in passato diedero i migliori risultati, non tenendo conto di casi episodici, ma di campioni statisticamente rappresentativi. È la medicina evidence based, vale a dire basata su prove di efficacia. Analogamente si procede in molti altri campi, fondamentalmente relativi alle scienze naturali e alle relative tecnologie. Ma, ad esempio, in filosofia e in teologia la mente emotiva ha ampio spazio. Così può avvenire che una persona decida di laurearsi in medicina in base a decisioni prevalentemente emotive, che non valutano correttamente le sue capacità di apprendimento e attuazione di quanto imparato, e poi, conquistata laurea e abilitazione alla professione, debba invece, nell'affrontare un caso clinico, ragionare secondo quanto raccomandato. Ad alcuni pare privo di senso, perchè si perderebbe in questo modo la possibilità di intuire le particolarità del singolo caso clinico, ma questa, appunto, è una illusione cognitiva. L'esperienza clinica dimostra invece che attenendosi alle raccomandazioni baste su prove di efficacia si ottengono i migliori risultati. Un altro caso di illusioni cognitive di massa è quello dei santuari miracolanti. Ci vanno milioni di persone, ma poi le guarigioni miracolose, attestate come tali perché inspiegabili ad un vaglio rigoroso, sono pochissime, forse qualche decina. Eppure la gente va, perché ci crede.
  Sfruttare le illusioni cognitive per ottenere obbedienza è prassi corrente in religione, e non solo in quelle cristiane naturalmente.
 Ecco allora quello che propone un programma e, constatando delle resistenze nelle persone che vorrebbe coinvolgere, le apostrofa dice dicendo, ad esempio, che allora non sono con Gesù, devono aderire, superando proprie obiezioni, per essere con Gesù. Messa così la cosa, uno si fa degli scrupoli. Gesù è infatti al centro della fede cristiana. Siamo stati abituati a considerarlo il fondamento della nostra speranza, la porta del cielo, ad amarlo perché egli ci ama. Ecco che, quindi, si scatenano potenti emozioni, che portano a sostituire l'oggetto della decisione, da quella tra un programma e un altro a quella tra essere con Gesù o lontano da lui. Un agente razionale, quali noi in genere non siamo nelle cose religiose, ragionerebbe su che titoli ha quello là, che ha proposto quel tale programma che a noi non sta bene, ad essere una sorta di portavoce di Gesù e a imporre che quel programma è voluto da Gesù. Nella gran parte dei casi, ragionandoci sopra, si scoprirebbe che si tratta di una specie di usurpazione. Quel tale ci sta facendo una violenza, troncando la discussione sul programma da lui proposto e che a noi non sta bene, costringendoci ad accettarlo sotto minaccia, per così dire, di sanzione celeste.
  A me è stato insegnata la devozione del Nome, e  lo pronuncio quasi solo nella preghiera. Mi è stato anche insegnato che utilizzare il Nome per esonerarmi dallo spiegare bene le mie ragioni e dal prendere in considerazione le obiezioni dei miei interlocutori equivale a una bestemmia. 
  Nel dialogo sinodale può accadere di sentirsi replicare come quello là di cui dicevo, perché in fondo clero e religiosi ci hanno abituati così, loro spesso fanno così e quindi anche noi siamo tentati a farlo,e noi non dobbiamo adombrarci più di tanto e dobbiamo resistere alla ulteriore tentazione di mandare a quel paese chi si comporta in quel modo. Può darsi, in fin dei conti, che creda veramente a quello che dice: gli esseri umani, ricordiamocelo sempre, non sono agenti razionali. Comunque è una persona di fede di cui dobbiamo aver cura. Nella mentalità sinodale tutti sono pastori di tutti. Bisogna invece riportare pazientemente la discussione sulle caratteristiche del programma proposto e sulle obiezioni che gli sono state proposte. Può darsi che, esaminando meglio la questione, ci si convinca dell'utilità reale di quel programma, o gli si possano apportare modifiche tali da renderlo accettabile a chi obiettava. Se poi rimangono valitazioni diverse, si decida a maggioranza, dopo aver pregato insieme però, in modo da mettere al centro la nostra fede e la missione ricevuta dal Maestro e di non essere abbandonati nelle numerose tentazioni da cui tutti siamo afflitti.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemenfe papà - Roma, Monte Sacro, Valli