mercoledì 7 settembre 2022

Prospettive del gruppo di AC parrocchiale

 Prospettive del gruppo di AC  parrocchiale 


 Ad ottobre ricominceremo le riunioni infrasettimanali.

 Vivremo tempi duri, di guerra e recessione. Intorno a noi la società si fa più violenta, intollerante. Molti soffriranno. Il processo sinodale avviato lo scorso autunno nelle Chiese in Italia non ha prodotto  granché finora: bisognerà impegnarsi molto di più. L’Azione Cattolica sarà chiamata a fare la propria parte. I vescovi italiani hanno invitato ad ascoltare i cattolici in società, ma mi pare che loro per primi non lo facciano (a rimediare dovrebbe servire proprio la sinodalità). Questo il quadro generale.

  A livello del nostro gruppo, c’è il problema di cercare di coinvolgere persone più giovani e quello di curare la spiritualità di quelle più anziane. Le due esigenze sono entrate in conflitto. Ad esempio, c’è stata la richiesta di riprendere le riunioni infrasettimanali il martedì, ma questo escluderebbe le persone che lavorano. D’altra parte gli interessi delle persone più anziane divergono sensibilmente da quelli delle persone più giovani. E’ diventato impossibile conciliarle.

  L’organizzazione dell’Azione Cattolica è divisa per settori di età, in particolare ci sono adulti e adultissimi.  Il confine tra i due non sono determinabili con precisione, ma, certo, a partire dal settantesimo anno d’età, le persone iniziano a cambiare molto interessi e abitudini. In genere sono pensionate e l’impiego del loro tempo varia marcatamente dagli anni precedenti. Chi ha nipoti viene ingaggiato spesso a tempo pieno nella loro cura. Questo impegna particolarmente nei fine settimana, in cui si ha piacere di avere a pranzo figli e nipoti. In qualche modo, questo ricalca ciò che accade ai preti. Anche per loro i fine settimana sono il tempo del maggiore sforzo. Per chi lavora, invece, la massima parte del tempo libero è proprio nei fine settimana.

  Dunque, che fare?

 Non c’è che da prenderne atto.

 Naturalmente il programma per gli adultissimi  non potrà essere quello di un gruppo anziani, dove si va solo per passare in qualche modo un po’ di tempo insieme, e, soprattutto, gli adultissimi non dovranno pretendere che i più giovani si occupino di organizzare un intrattenimento spirituale per loro. Dovranno fare da sé. L’Azione Cattolica è proprio questo: una organizzazione in cui le persone laiche di fede  fanno da sé. Dovranno individuare ciò che a loro interessa, formare un progetto di attività e dividersi i compiti. Sono da una vita in Azione Cattolica, sapranno sicuramente come si fa. Non si viene in Azione Cattolica semplicemente per ascoltare  cose già organizzate da altri, per poi magari criticarli aspramente parlando alle loro spalle con i preti (costume clericale deprecabile).

   Il settore adulti dovrebbe invece concentrarsi sullo sviluppo del gruppo, cercando di coinvolgere chi lavora e chi sta preparandosi a farlo. Altrimenti, purtroppo, la natura farà il suo corso e il gruppo si estinguerà.

10 Gli anni della nostra vita sono settanta,
ottanta per i più robusti,
ma quasi tutti sono fatica, dolore;
passano presto e noi ci dileguiamo.
11 Chi conosce l'impeto della tua ira,
tuo sdegno, con il timore a te dovuto?
12 Insegnaci a contare i nostri giorni
e giungeremo alla sapienza del cuore,

invoca infatti il salmo (Sal 89). In questo campo servono programmi molto diversi da quelli più adatti agli adultissimi. E, soprattutto, ci si deve vedere il sabato e la domenica e anche sfruttando le opportunità offerte dai programmi di teleconferenza, come Meet, del quale durante l’emergenza per la pandemia da Covid 19 abbiamo fatto molta, e mi pare positiva, esperienza.

 Propongo, quindi, di porre all’ordine del giorno della prima riunione di ottobre le questioni che ho sopra sintetizzato.

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli