Prospettive del gruppo di AC parrocchiale
Ad
ottobre ricominceremo le riunioni infrasettimanali.
Vivremo tempi duri, di guerra e recessione.
Intorno a noi la società si fa più violenta, intollerante. Molti soffriranno. Il
processo sinodale avviato lo scorso autunno nelle Chiese in Italia non ha
prodotto granché finora: bisognerà impegnarsi
molto di più. L’Azione Cattolica sarà chiamata a fare la propria parte. I vescovi
italiani hanno invitato ad ascoltare i cattolici in società, ma mi pare che
loro per primi non lo facciano (a rimediare dovrebbe servire proprio la
sinodalità). Questo il quadro generale.
A livello del nostro gruppo, c’è il problema
di cercare di coinvolgere persone più giovani e quello di curare la spiritualità
di quelle più anziane. Le due esigenze sono entrate in conflitto. Ad esempio, c’è
stata la richiesta di riprendere le riunioni infrasettimanali il martedì, ma questo
escluderebbe le persone che lavorano. D’altra parte gli interessi delle persone
più anziane divergono sensibilmente da quelli delle persone più giovani. E’
diventato impossibile conciliarle.
L’organizzazione dell’Azione
Cattolica è divisa per settori di età, in particolare ci sono adulti e adultissimi.
Il confine tra i due non sono determinabili
con precisione, ma, certo, a partire dal settantesimo anno d’età, le persone
iniziano a cambiare molto interessi e abitudini. In genere sono pensionate e l’impiego
del loro tempo varia marcatamente dagli anni precedenti. Chi ha nipoti viene ingaggiato
spesso a tempo pieno nella loro cura. Questo impegna particolarmente nei fine
settimana, in cui si ha piacere di avere a pranzo figli e nipoti. In qualche
modo, questo ricalca ciò che accade ai preti. Anche per loro i fine settimana
sono il tempo del maggiore sforzo. Per chi lavora, invece, la massima parte del
tempo libero è proprio nei fine settimana.
Dunque, che fare?
Non c’è che da prenderne atto.
Naturalmente il programma per gli adultissimi
non potrà essere quello di un gruppo
anziani, dove si va solo per passare in qualche modo un po’ di tempo insieme, e,
soprattutto, gli adultissimi non dovranno pretendere che i più giovani
si occupino di organizzare un intrattenimento spirituale per loro. Dovranno fare da sé. L’Azione Cattolica è proprio questo: una organizzazione in cui le
persone laiche di fede fanno da sé. Dovranno individuare ciò che a loro interessa, formare un progetto di
attività e dividersi i compiti. Sono da una vita in Azione Cattolica, sapranno
sicuramente come si fa. Non si viene in Azione Cattolica semplicemente per ascoltare cose già organizzate da altri,
per poi magari criticarli aspramente parlando alle loro spalle con i preti
(costume clericale deprecabile).
Il settore adulti dovrebbe invece concentrarsi
sullo sviluppo del gruppo, cercando di coinvolgere chi lavora e chi sta
preparandosi a farlo. Altrimenti, purtroppo, la natura farà il suo corso e il
gruppo si estinguerà.
10 Gli anni della nostra vita sono settanta,
ottanta per i più robusti,
ma quasi tutti sono fatica, dolore;
passano presto e noi ci dileguiamo.
11 Chi conosce l'impeto della tua ira,
tuo sdegno, con il timore a te dovuto?
12 Insegnaci a contare i nostri giorni
e giungeremo alla sapienza del cuore,
invoca infatti il salmo (Sal 89). In questo campo
servono programmi molto diversi da quelli più adatti agli adultissimi. E, soprattutto, ci si
deve vedere il sabato e la domenica e anche sfruttando le opportunità offerte
dai programmi di teleconferenza, come Meet, del quale durante l’emergenza per la
pandemia da Covid 19 abbiamo fatto molta, e mi pare positiva,
esperienza.
Propongo,
quindi, di porre all’ordine del giorno della prima riunione di ottobre le
questioni che ho sopra sintetizzato.