domenica 4 settembre 2022

ELEZIONI POLITICHE 2022 - 10 – Appunti per una scelta consapevole

 

ELEZIONI POLITICHE 2022

-10-

Appunti per una scelta consapevole

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"Il vertiginoso innalzamento dei prezzi dell'energia, favorito anche da meccanismi irragionevoli e da squilibri interni tra i Paesi europei, costituisce uno dei nodi più critici del momento attuale. È necessaria e urgente una risposta europea all'altezza dei problemi. I singoli Paesi non possono rispondere con efficacia alla crisi. Nel liberarsi dalla dipendenza russa per le fonti di energia, l'Europa è chiamata, ancora una volta, a compiere un salto in avanti in determinazione politica, integrazione, innovazione".

 Brano del messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, indirizzato il 3 settembre 2022 all’annuale sessione del Forum, European House-Ambrosetti, che si sta svolgendo a Cernobbio, in provincia di Como, come riportato da La Repubblica

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  I giornalisti che seguono la campagna elettorale lamentano la povertà degli argomenti che vi si spendono. E’ arduo trovarne che si riferiscano effettivamente ai maggiori problemi dell’Italia. Per lo più si tratta invece di sterili schermaglie personalistiche, insomma di quello che venne definito sprezzantemente il teatrino  della  politica.

  Come possono fare, dunque, gli elettori a orientarsi?

  Va detto che è venuto completamente a  mancare il supporto del Magistero. Una decisione molto grave della quale, verosimilmente, chi l’ha presa si pentirà tra qualche tempo, anche se non arriverà mai a riconoscerlo  espressamente. Mi pare una vera e propria diserzione, in una tornata elettorale che deciderà di valori molto importanti e, forse, del destino stesso dell’Europa tutta, della quale l’Italia è componente fondamentale, e in cui la gente ha tutti i motivi per essere disorientata. Oggi, con quello che c’è in ballo, siamo chiamati a festeggiare la beatificazione dell’ennesimo Papa.

  Nelle parole del Presidente della Repubblica che ho sopra trascritto ci sono dei temi più importanti per la prossima legislatura: la crisi energetica dipendente dalla guerra in Europa orientale e la necessità di misure da adottare in sede di Unione Europea. Infatti, «I singoli Paesi non possono rispondere con efficacia alla crisi».

  L’Unione Europea non è  un altro stato, uno stato sopra la nostra Repubblica, ma siamo noi con gli altri europei che la compongono: è necessario che tutti si attivino perché si producano delle decisioni e l’Italia ha un ruolo fondamentale. La stabilità dell’Unione Europea si basa infatti ancora sulla concordia e determinazione dei tre maggiori stati fondatori: la Francia, la Germania, l’Italia. Venendo meno uno di essi, l’Unione non sopravvivrà. Alcuni se lo augurano, credono che l’Italia possa fare meglio da sola, in un mondo di giganti. Si illudono. La storia non dà loro ragione.

  Il presidente Mattarella viene dalla tradizione cattolico-democratica, che svolse funzioni fondamentali nella costruzione della nostra Repubblica e dell’Unione Europea: è persona sapiente che intende i benefici che ne sono venuti alla gente, innanzi tutto un lunghissimo periodo di pace, quale mai si ebbe nella precedente storia del continente. E poi diritti, benessere, libertà.

  La nostra gerarchia ecclesiastica, invece, ne diffida profondamente, innanzi tutto perché ne è stata surclassata nel campo del valori, degli orientamenti fondamentali sulla via del bene e della virtù. E poi perché si tratta di un’istituzione democratica e la nostra Chiesa, purtroppo, non lo è ancora (ed è per questo che il processo sinodale inscenato dallo scorso autunno sta miseramente fallendo).

  Nella campagna elettorale si assiste a battibecchi tra i capi partito ed è più o meno tutto lì. Ma un partito non è fatto solo dei suoi capi, ma di molte altre persone e, innanzi tutto, di un’organizzazione. Essere attivi in Unione Europea richiede la collaborazione di molti che sappiano muoversi in quell’ambito.

  Un buon criterio per scegliere è dunque quello di studiare l’organizzazione dei partiti in lizza per capire se hanno persone con la cultura, l’esperienza, le relazioni per influire in Unione Europea e, innanzi tutto, se sono veramente convinti dell’utilità del lavoro in quella sede. I candidati che si perdono nei battibecchi già danno una cattiva prova di sé.

  La dottrina sociale corrente ci esorta alla politica con la “P” maiuscola e quindi a una certa serietà nell’affrontare i problemi relativi, abbandonando atteggiamenti bambineschi.

Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli