mercoledì 14 settembre 2022

ELEZIONI POLITICHE 2022 -15- Appunti per una scelta consapevole

ELEZIONI POLITICHE 2022
  -15-
     Appunti per una scelta consapevole  
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    Qualche giorno fa è morta la regina del Regno Unito e molti, anche fuori della Gran Bretagna, hanno sentito un certo trasporto emotivo. L'empatia ci viene facile quando pensiamo ad una sola persona. La nostra mente, per limiti fisiologici della nostra specie, non ha la capacità di avvertire un medesimo trasporto emotivo per le moltitudini di persone. Le nostre relazioni sociali sono confinate in una cerchia di circa 150 persone, ma quelle più importanti in un ambito di circa una trentina di persone. Uno stato è fatto di moltitudini, ma è così anche per entità politiche molto più limitate, come un piccolo comune. Il problema non riguarda solo i cittadini elettori, naturalmente, ma anche coloro ai quali sono state attribuite funzioni pubbliche. 
  La conseguenza è che a noi viene più facile immaginare le moltitudini vedendole impersonate in una singola persona posta al vertice di un'organizzazione politica, ma per quest'ultima figurarsele è impossibile, non avendo la mediazione di una figura rappresentativa. In entrambi i casi le relazioni emotive che legano le moltitudini a una figura di vertice e quest'ultima alle moltitudini sono meramente immaginarie. Questo significa che le parti di questa relazione si illudono di conoscersi, ma non è così.
  Ma come possono funzionare, se così stanno le cose, organizzazioni che governano moltitudini? Per questo sono stati inventati le religioni e il diritto: storicamente il secondo fu un'evoluzione delle prime. Entrambi appaiono derivare da consuetudini che si sono formate con dall'antichità  nel governo delle società umane. In questo contesto il rito, la procedura, è molto importante. È proprio in questo consistono le elezioni. Questa procedura si distingue nettamente dal sondaggio perché non consiste (solo) nella manifestazione di un orientamento politico, ma anche nell'espressione di una volontà politica. Per cui può darsi che, un minuto dopo aver votato, l'elettore cambi idea, ma la sua volontà espressa nel voto rimane e questo perché il diritto della società stabilisce così. In questo è ancora ravvisabile un antico elemento sacrale. Ma, tutto sommato, è così anche quando si conclude un contratto: solo in alcuni casi, ad esempio quando la volontà di un contraente sia stata fuorviata da errori gravi e a lui non imputabili, ci si può sciogliere. Nel voto elettorale, però, rilevano solo gli aspetti formali, e se un segno è stato posto in una parte della scheda a ciò destinata, senza possibilità di equivoci, la volontà rimane anche se l'elettore si sia ingannato.
  Le scelte politiche che competono alle organizzazioni statali sono molto complesse e nemmeno i candidati al Parlamento sono in genere del tutto competenti a farle, e spesso non sono nemmeno consapevoli, se non per grandi linee,  di tutti i problemi. A fare il deputato e il senatore si impara dopo essere stati eletti, a meno di non avere precedenti esperienze parlamentari. Le camere sono dotate di una sofisticata organizzazione, con funzionari di prim'ordine scelti in concorsi pubblici molto selettivi, per fornire ai parlamentari tutta l’assistenza  che loro occorre per capire i problemi in decisione. Naturalmente non tutti i parlamentari sono assidui e ce ne sono stati alcuni che si sono visti poco alle camere. I dati sulla frequenza alle camere e sul lavoro svolto sono disponibili sui siti Web della Camera dei deputati e del Senato.
  Come fare, allora, a spiegare agli elettori problemi che non sono chiari nemmeno ai candidati?
  I partiti, in genere, non dispongono più di organizzazioni che formino alla politica, come invece avevano fino agli scorsi anni '80. L'Azione cattolica supplisce egregiamente per i suoi circa 300.000 aderenti. L'altra gente, in genere, deve fare da sè. La mancanza di un'adeguata formazione alla politica  fa correre il rischio di ingannarsi, soprattutto quando la propaganda elettorale si basa su elementi personalistici e non su una esposizione sufficientemente completa e veritiera dei programmi e degli orientamenti.
  Sotto elezioni, allora, specialmente come nel nostro caso in cui le si prevedeva per la prossima primavera, i partiti che presentano candidati fanno ricorso alla personalizzazione della loro offerta politica, vale a dire che cercano di concentrarla intorno al loro maggior esponente politico, per cui le elezioni appaio circoscritte alla scelta tra una decine di persone, che vengono ritratte in tutto il materiale propagandistico. Questa scelta non è del tutto onesta. Innanzi tutto perché un partito è di solito un'organizzazione che funziona mediante molta gente e quindi non conta solo la persona che sta al vertice. E poi perché, spesso, a parte i partiti personalistici organizzati solo sulla volontà di una persona, la persona che sta al vertice risponde ad un organo collegiale, che la può anche rimuovere. Lo stesso accade anche al vertice dello stato. Così, per l'elettore, "capire" un partito è molto importante, ma i partiti in genere si nascondono dietro la persona al vertice e ci fanno vedere solo ciò che, di solito su consiglio di un'agenzia di pubblicità, vogliono che sia visto.
  Per capire un partito occorre perdere un po' di tempo su internet per studiare la sua dialettica interna e le sue posizioni del passato. E poi come è organizzato. La Costituzione richiede ai partiti una organizzazione democratica, ma non tutti l'hanno. Un indizio importante della democraticità di un partito è la convocazione a scadenze regolari di un Congresso, a cui partecipino delegati della base e che sia investito del potere di nominare o condizionare gli organi di vertice. Un partito non organizzato democraticamente tenderà a esprimere candidati con quell'orientamento, che potrebbe pregiudicare la dialettica parlamentare.
  Da universitario ebbi modo di assistere a due Congressi della Democrazia Cristiana. Nel corso del primo, il XIII Congresso nel 1976, i delegati confermarono il segretario politico, che era stato eletto qualche mese prima dal Consiglio  Nazionale. Nel corso del Congresso i delegati approvarono una modifica statutaria che stabiliva che il segretario politico fosse eletto dal Comgresso. L'esito di quei due Congessi non era predeterminato e la dialettica era vivacissima. Nel corso del primo, Aldo Moro tenne un discorso di diverse ore durante il quale accusò anche un malore. Nel secondo se ne commemorò la memoria perché era stato assassinato dalle brigate rosse.
Mario Ardigò- Azione cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli