mercoledì 25 maggio 2022

Bilancio di una stagione di attività

     Bilancio di una stagione di attività 


   Sabato prossimo, con la Messa alle 19 e la successiva cena al ristorante "Rigatoni" si chiude la prima stagione di incontri settimanali in parrocchia. Riprenderanno ad ottobre.
  Siamo stati, credo, l'unico gruppo della parrocchia a incontrarsi in presenza ma con la possibilità di partecipare anche in videoconferenza Meet. Nelle ultime due riunioni non è stato possibile per il cambiamento dell'apparato di proiezione in sala rossa, fatto senza avvertirci e senza spiegarci come funziona. Si è sentita la mancanza di una sala regia, che coordini l'uso delle risorse della parrocchia. Di questi tempi gli strumenti detti di multimedia sono importanti e non è accettabile sentirsi rispondere che se ne sono installati di nuovi, ma che non si sa come funzionano. La sinodalitá comincia anche da questo, ma nelle parrocchie, per ciò che sento e sperimento, siamo ancora ai suoi albori, a voler essere ottimisti.
   Abbiamo avuto nuovi arrivi, ma non giovani e nemmeno della fascia d'età 30-50, che in società comprende le persone che hanno la forza di sorreggere le innovazioni: non è difficile pensarle, molto di più lo è attuarle. Le società umane procedono per fasce d'età per ragioni principalmente biologiche e ci si stufa presto a stare con chi è molto più giovane o molto più anziano. È una "legge di natura", come si suol dire, e lo è realmente, a differenza di molte altre cose che passano per esserlo e non lo sono. La carenza di persone di quella fascia d'età è la ragione per cui si prevede che, se la tendenza non verrà corretta, la nostra Chiesa finirà per estinguersi in una ventina d'anni. 
  C'è chi propone come rimedio la riproposizione del sacro e i giovani preti, purtroppo, sembrano essersi formati in questa prospettiva. Ma pochi, in Occidente, danno più credito al sacro, che, del resto, non è l'essenziale della nostra fede. Le religioni precristiane erano basate sul sacro, ma furono surclassate dai cristianesimi, in parte con la violenza politica, ma molto più perché il sacro non soddisfaceva più e la gente ne ebbe abbastanza di essere tiranneggiata da esso. Il contrasto tra sacro e vangelo rimase però endemico, perché la politica ambiva la,sacralizzazione come strumento di dominio.
   Ma, senza l'espediente  in fondo poco onesto del sacro, come coinvolgere di nuovo tutte le fasce della popolazione? La soluzione che ci viene proposta è quella della sinodalitá, che Papa Francesco ci ha indicato con molta determinazione e che  ora ha affidato in Italia all’arcivescovo  di Bologna Zuppi, che, bisogna dire,  è romano, ha studiato al liceo di mia moglie, il Virgilio, ed è stato ordinato prete a Palestrina, dal vescovo Spallanzani, che mia madre conobbe bene e stimò molto. Alla sinodalitá è legato un modo diverso di fare comunità, con più gente che partecipa realmente, decidendo e impegnandosi, e meno che si fa solo trascinare. Un impegno che potremmo prendere in questo momento di bilanci a metà del 2022 è quello di farci più trascinatori che trascinati.
   So che molte persone, pensionate, non hanno gradito lo spostamento delle riunioni al sabato, mentre prima ci si riuniva di martedì alle cinque del pomeriggio. Quest'ultimo era, appunto, un orario da persone pensionate. Oggi si lavora fino al tardo pomeriggio e si sta a casa il sabato (tranne chi come me ha turni anche nei festivi e il sabato). Se si vuole trascinare gente più giovane da noi, per ricostituire una continuità generazionale interrotta dalle scelte pastorali fatte negli anni '90 in parrocchia, occorre riunirci quando le persone più giovani sono libere. Soprattutto  quando sono proprio loro ad animare in concreto il gruppo.
  Abbiamo cercato di mantenere il legame con le persone che per malattia o per acciacchi dell'età non potevano venire alle riunioni con una lettera mensile. Però si è constatata una certa disaffezione alla messa domenicale delle nove e alla riunione del sabato anche da persone che non avevano impedimenti assoluti. Non partecipare significa anche non contribuire con il proprio impegno, farsi semplici trascinati che, ad un certo punto, si piantano e non si riesce più a trascinarli.
  Quest'anno abbiamo seguito il percorso formativo di Azione cattolica "Questione di sguardi" e, unici in parrocchia, abbiamo proseguito la formazione alla sinodalitá, ben oltre gli incontri organizzati in parrocchia, un po' mi pare per dovere di ufficio, poco preparati e,credo, senza alcun seguito. Sono state "ascoltate" una quarantina di persone su circa mille "praticanti". Al termine di quella fase di "ascolto" in parrocchia si dovrebbero mandare in Diocesi due paginette di sintesi. Chi le scriverà e che cosa vi scriverà? In parrocchia non se ne parla. Il Consiglio pastorale parrocchiale non funziona, e dovrebbe essere il primo promotore della sinodalitá parrocchiale, che infatti non c'è e nemmeno si vuole organizzare, mi sembra. Chi ha partecipato ai nostri incontri ne sa un po' di più su molte cose,e in particolare sulla sinodalitá, e questo potrebbe tornare utile anche ai più giovani.
  La gente che ci manca tanto era numerosa, ad esempio, nel pellegrinaggio parrocchiale a Bolsena che s'è fatto domenica scorsa, a conclusione dell'anno catechistico. Ma l'Azione cattolica non è stata proposta in quell'ambito come possibile prosecuzione dell'iter formativo dei catechizzati e dei loro genitori. Eppure l'associazione, con la sua casa editrice, le sue riviste, i suoi progetti formativi,, centrati su cittadinanza e sinodalitá, ha tutto quello che serve per creare le condizioni di un nuovo protagonismo dei cristiani nella società nazionale, secondo gli auspici dei nostri vescovi. Ma i preti, ormai, la conoscono poco e, specialmente i più giovani, sono stati formati a diffidare dei laici, che invece sono realmente protagonisti in Azione Cattolica. In un passato per nostra buona sorte ormai lontano ai giovani venne proposto un altro iter formativo, piuttosto integralista, e il quartiere lo rifiutò. Questo non significa che il rimedio sia non proporne più alcuno, quanto piuttosto proporne di vari, in modo che chi è portato all'integralismo e, in genere, al "passatismo" possa avere ciò che cerca (si può essere cristiani anche così, purché non si pretenda di rompere l'anima, letteralmente, agli altri), ma ci sia anche la possibilità, ad esempio, di formarsi alla sinodalitá.
  Potendo disporre della piattaforma di videoconferenza Meet, in realtà le nostre attività possono proseguire con quella modalità. So che diverse persone pensano di essere troppo anziane per questo, ma a torto. Nel MEIC Lazio da un anno ci riuniamo in videoconferenza, ci sono diverse persone anziane, le attività sono state molto produttive, in particolare sui temi della sinodalitá, e anche i più anziani non hanno avuto difficoltà a collegarsi, bastando imparare a toccare una figurina sullo schermo. Ci riescono bambini di cinque anni, perché non dovrebbe riuscirci una persona di settanta che nella sua vita ha trattato cose molto più complesse? Certo, a volte si tratta di imparare cose nuove e questo, lo sto sperimentando personalmente, diventa più difficile con gli anni. Ma siamo pur sempre seguaci di una fede in cui ci è promesso che tutte le cose saranno fatte nuove.
  Prossimamente proporrò a chi fosse interessato di costituire un gruppo di lettura in videoconferenza Meet, come "compito per le vacanze".
Mario Ardigo - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli