venerdì 11 febbraio 2022

“Perché” e “per chi”

 

“Perché” e “per chi”

 

 

 dall’intervista al card. Angelo Scola pubblicata ieri 10-2-22 su La Repubblica:

 

Noi paghiamo le difficoltà di una vita della Chiesa che dopo la seconda guerra mondiale riempiva le parrocchie di gente con le varie associazioni che pullulavano di impegno e fervore, senza che ci si chiedesse il “perché” e il “per chi” di questo stesso impegno, perché si andava massicciamente a messa, perché ci si dedicava al volontariato. Prevaleva la convenzione sulla convinzione. Da lì, dal non entrare nelle ragioni profonde della pratica religiosa e dell’impegno sociale, è nata la deriva e una reale scristianizzazione con tutte le sue conseguenze.

 

 

 Si parla di secondo dopoguerra  per indicare gli anni dal 1945 al 1955, gli anni della Chiesa secondo il papa Pio 12°. Per il card. Scola è a quell’epoca che risale la radice di quella che definisce deriva  e reale scristianizzazione. La ragione, a suo avviso,  è che si partecipava in massa alle attività ecclesiali, innanzi tutto alla messa, senza che ci si chiedesse  il “perché”  e il “per chi”. In definitiva, secondo lui,  ci furono carenze nelle masse, quelle che partecipavano in quel modo.

  Non ho vissuto quell’epoca storica, ma ne ho avuto il ricordo vivo dai miei parenti, innanzi tutto dai miei genitori.

  Si viveva la fede in quel modo perché lo ordinava il Papa e lo si faceva per lui. I fedeli erano come li  voleva la gerarchia. Quest’ultima appare ancora incapace di una reale autocritica, che dovrebbe estendersi anche ai problemi molto seri che si crearono dagli scorsi anni ’90, con la dura polemica clericale contro il cristianesimo adulto, vale a dire quello che si pone realmente il problema del perché  e del per chi. Va aggiunto che chi cercava di vivere la fede in modo diverso venne duramente represso. Accadde a Lorenzo Milani, grande anima.

 Nel decennio del secondo dopoguerra i nostri gerarchi oscillavano pericolosamente tra un sostegno diffidente alle politiche democratiche di Alcide De Gasperi, cercando tuttavia di spingerlo ad allearsi contro il partito neofascista (1952), e l’apprezzamento per il regime instaurato in Spagna dal despota fascista Francisco Franco, con il quale, nel 1953, venne concluso un concordato  che molti ritengono discutibile, innanzi tutto nel prevedere:  “La Religione Cattolica, Apostolica, Romana continua ad essere l'unica religione della Nazione spagnuola”.  E poi in un coacervo di disposizioni di privilegio come quella che prevedeva che nelle scuole, anche non statali, i vescovi potessero esigere  che non vi [fossero] permessi o che [venissero] ritirati libri, pubblicazioni e materiale d'insegnamento in contrasto con il Dogma e la Morale cattolica.

  In fondo questo orientamento, favorevole a una religiosità di massa, quella delle adunate oceaniche ciclicamente organizzate durante i regni dei papi Pio 12° e Giovanni Paolo 2°, in cui non ci si ponga tanto il problema del perché  e del per chi ma ci si limiti a fare quello che viene detto di fare,  è ancora oggi sensibile nella nostra Chiesa, nonostante l’esortazione dell’attuale Papa a fare diversamente, e questo spiega la misera parvenza di sinodalità che si è finora vissuta nei cammini  iniziati nello scorso ottobre. Una sinodalità che si vorrebbe simile ad esercizi spirituali, sovrastata dai consueti pipponi spiritualistici, in cui il ruolo delle persone laiche non dovrebbe essere quello di chi partecipa  realmente per  decidere tutti insieme ciò che riguarda tutti, perché questo potrebbe suscitare l’esecrato dibattito, ma essenzialmente quello di serbare un silenzio devoto.

  Penso che noi persone laiche dovremmo trovare la forza di liberarci da questa avvilente condizione, secondo la quale ci si chiede di inscenare la sinodalità ancora e sempre come semplice platea  liturgica.

  E, appunto, dovremmo cominciare a ragionare sul perché e il per chi, ma anche, sul come  e sul dove, vivere collettivamente la nostra fede.

  Un buon esempio di come si potrebbe procedere è quello della Chiesa tedesca, che è attualmente riunita in sinodo. Grazie a Google translate sono divenute facilmente accessibili le informazioni pubblicate sul suo sito

www.katholisch.de

https://www.zdk.de/

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli