domenica 23 gennaio 2022

La prossima guerra mondiale

 

La prossima guerra mondiale


  Le notizie che giungono dalla frontiere tra Ucraina e Federazione Russa indicano che in quella parte d’Europa si sta organizzando una guerra mondiale. Si tratta di territori che fino all’inizio degli anni ’90 era compresi nel territorio dell’Unione Sovietica. Là non si è mai vissuto il processo di pacificazione tra popoli che si erano combattuti per millenni che ha portato alla costituzione dell’Unione Europea. Nel conflitto sono coinvolte potenze che in vario modo e misura hanno inglobato dei cristianesimi, ma non cristianesimi di pace,  nella loro ideologia politica: gli Stati Uniti d’America, l’Ucraina, la Bielorussia e la Federazione russa. L’altro giorno Lituania, Estonia e Lettonia, le nazioni Baltiche, perché si affacciano sul mar Baltico, si sono schierate con l’Ucraina iniziando a trasferirvi forniture militari ricevute dagli Stati Uniti d’America: sono divenute parti nel conflitto e lo sono della NATO. Nel caso fossero invase, automaticamente, per il trattato NATO, l’Italia sarebbe in guerra e si dovrebbe iniziare la mobilitazione generale, richiamando gente alle armi per classi d’età. Nel corso di incontri diplomatici recenti tra Stati Uniti d’America e Federazione Russa si è convenuto che, nel caso di invasione dell’Ucraina da parte dei russi, gli Stati Uniti d’America non useranno l’arma nucleare e non trascineranno la NATO, l’alleanza politico-militare tra nazioni europee e del Nord America in una guerra a sostegno dell’Ucraina. Dunque: la guerra può iniziare. I contendenti non la temono più, confidando che non sarà totale. Tuttavia gli esperti di strategia bellica avvertono che quando si inizia una guerra di quella portata non se ne possono programmare realisticamente gli sviluppi, come accadde durante la Seconda Guerra Mondiale, combattuta con armamenti molto meno potenti di quelli che la scienza e la tecnica hanno messo a disposizioni degli stati. Nel caso di coinvolgimento bellico degli Stati Uniti d’America in Europa, questo genererà opportunità in un altro scenario conflittuale, quello tra la Cina popolare, ad ordinamento neo-comunista totalitario, e la Repubblica insediata nell’isola di Taiwan, fortemente appoggiata e armata dagli Stati Uniti d’America. Infatti fatalmente questi ultimi avranno meno risorse da impiegare in questa zona. Ciò potrebbe incoraggiare l’invasione di Taiwan da parte dell’altra Cina, che da tempo la minaccia. Una guerra in Ucraina causerebbe probabilmente l’interruzione delle forniture energetiche della Federazione Russa all’Europa occidentale, qualora l’Unione Europea si non si mantenesse neutrale, cosa che ben difficilmente potrebbe avvenire, in quanto questo atteggiamento creerebbe un pericoloso precedente che potrebbe mettere in pericolo l’integrità di altri stati ex sovietici, in primo luogo le nazioni Baltiche. Se scoppierà la guerra, sarà per noi o un inverno molto freddo o un inverno di guerra.

 Questo lo scenario storico.

 A fronte di questo concreto e gravissimo pericolo di guerra, quest’anno le celebrazioni per la Giornata della pace sono trascorse quasi completamente inavvertite, come sembra sarà per quelle della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Pace e Unità dei cristiani sono temi strettamente connessi, perché, da un lato, fino al Seicento i contrasti tra cristianesimi furono all’origine di efferate e lunghissime guerre europee e, dall’altro, nell’Europa occidentale proprio l’azione politica dei cristianesimi democratici animati da cattolici ed evangelici furono elemento determinante del processi di pacificazione che ha portato all’Unione Europea e ad una lunghissima epoca di pace, durata oltre settant’anni. Una pace così lunga non era mai accaduta in Europa.

  In Italia ci siamo abituati alla pace stabile. Quando facevo le elementari, negli anni Sessanta, era ancora diverso: il mio maestro ci avvertì che sicuramente saremmo stati richiamati in guerra, che una parte di noi sarebbe morta combattendo e che, tuttavia, non dovevamo temere, perché quello era il destino di tutti gli uomini.

  Regna un Papa che proviene da molto lontano, da una parte del mondo ancora instabile, che in passato conobbe conflitti, ma che non fu mai coinvolta nelle due ultime  guerre mondiali, rimanendovi neutrale. Da quelle parti probabilmente si è convinti della possibilità di rimanere neutrali  in una guerra europea, contrariamente a ciò che l’esperienza storica insegna.

 Nel 1990, quando stava per scoppiare la prima Guerra del Golfo, nel lontano Iraq, ricordo che nel mondo, e anche in Italia, si fecero grandi manifestazioni per la pace: oggi che il pericolo è concreto come allora ma molto, molto, più vicino, praticamente nulla. Non si manifesta, né si prega.

 Perché non si prega? Si confida che l’ordinamento mondiale sia ancora in grado di prevenire la guerra, e ciò contro l’esperienza recente (parti dell’Ucraina sono già state invase militarmente dalla Federazione Russa), o che la preghiera sia, in fondo, inutile, così come qualunque mobilitazione popolare?

  Se la preghiera è inutile, lo è anche la religione. E perché si dovrebbero ancora impegnare tempo e interiorità in una cosa divenuta inutile? Il mondo va come è sempre andato, come è scritto nel libro biblico più sconsolato, il Quoelet:

 

Nella vita dell’uomo, per ogni cosa c’è il suo momento,

per tutto c’è un’occasione opportuna.

Tempo di nascere, tempo di morire,

tempo di piantare, tempo di sradicare,

tempo di uccidere, tempo di curare,

tempo di demolire, tempo di costruire,

tempo di piangere, tempo di ridere,

tempo di lutto, tempo di baldoria,

tempo di gettare via le pietre,

tempo di raccogliere le pietre,

tempo di abbracciare, tempo di staccarsi,

tempo di cercare, tempo di perdere,

tempo di conservare, tempo di buttar via,

tempo di strappare, tempo di cucire,

tempo di tacere, tempo di parlare,

tempo di amare, tempo di odiare,

tempo di guerra, tempo di pace.

Ogni cosa al suo posto

Perché tanto lavorare e tribolare?

Che senso hanno tutte le fatiche

alle quali Dio ha sottoposto l’uomo?

Dio ha dato un senso a tutto,

ha messo ogni cosa al suo posto.

Negli uomini Dio ha messo il desiderio

di conoscere il mistero del mondo.

Ma non son capaci di capire

tutto quel che Dio ha fatto,

dalla prima all’ultima cosa.

Mi sono convinto che la cosa migliore per l’uomo

è stare sereno e godersi la vita.

[Qoelet 3,1-12 - versione TILC]

 

 Ora, dunque, è venuto il tempo della guerra, quello al quale presiedeva l’antico dio Marte. Gli antichi, in definitiva, erano molto più realisti di noi, che sognammo la pace universale.

Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli