venerdì 3 dicembre 2021

AC SAN CLEMENTE - RIUNIONE IN PARROCCHIA – IN SALA ROSSA E MEET DI AC SANCLEMENTE! - SABATO 4 DICEMBRE 2021, ORE 17

 

AC SAN CLEMENTE 

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RIUNIONE IN PARROCCHIA – IN SALA ROSSA E MEET DI AC SANCLEMENTE!

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SABATO 4 DICEMBRE 2021,  ORE 17







Sabato 4 dicembre 2021, alle ore 17, in  parrocchia – sala rossa – e in videoconferenza Meet  ci riuniremo per prepararci sall’assemblea sinodale parrocchiale che si terrà, con inizio nella chiesa parrocchiale, domenica 5 dicembre, alle ore 16.


Si potrà partecipare anche in video conferenza Meet con il link o con il codice di accesso che sono stati comunicati ai soci, anche nella lettera mensile  del mese di Dicembre.  Anche i non soci possono partecipare. Per partecipare in videoconferenza si può chiedere link e codice di accesso scrivendo a mario.ardigo@acsanclemente.net 


Ora è più semplice accedere in Meet.

Fare clic o tap  sul link. Oppure: andare su  https://apps.google.com/meet/ , inserire il codice della riunione   e cliccare su Partecipa; nella schermata successiva,  inserire il proprio nome a destra e cliccare su  Chiedi di partecipare.  Attendere di essere ammessi alla riunione.

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INFORMAZIONI ESSENZIALI SU SINODO E SINODALITA’ DA TENERE PRESENTI

 

Chi ha deciso di convocarci? Il Papa.

Perché siamo stati convocati? Per ascoltarci come comunità, non individualmente, uno per uno, come in un sondaggio demoscopico. La parrocchia ne riferirà in Diocesi, quest’ultima alla Conferenza episcopale nazionale e,poi, da qui si arriverà a una sintesi per Continenti e, infine ,tutto perverrá all’esame del Sinodo dei vescovi della Chiesa cattolica: questo per il cammino sinodale mondiale del quale si farà  sintesi nell’ottobre 2023. Quello nazionale, specificamente per le Chiese italiane,  durerà più a lungo, fino all’ottobre 2025, e prevede altri momenti di ascolto.

 Che cosa ci si attende da noi? Che ci esprimiamo liberamente, dialogando tra noi, fino a mettere a punto una sintesi che corrisponda ad impegni collettivi, cercando di creare, come frutto del dialogo, che implica stabilire relazioni tra i dialoganti, il più ampio consenso sugli impegni collettivi che saranno decisi dal gruppo e nel gruppo. Questa appunto è sinodalità. Per orientare il lavoro i vescovi ci hanno posto un Interrogativo fondamentale

Una Chiesa sinodale, annunciando il Vangelo, “cammina insieme”: come questo “camminare insieme” si realizza oggi nella vostra Chiesa particolare? Quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere nel nostro “camminare insieme”?

che si articola in Dieci domande.

Qual è l’obiettivo che ci si propone? Si vuole costruire, con collaborazione di tutti, anche di coloro che oggi sono ai margini, una Chiesa sinodale, per individuare nuovi modi per diffondere e praticare collettivamente, come Chiesa, il Vangelo nel mondo di oggi, restaurando l’agàpe, la convivenza benevola e solidale nel nome di Cristo, e prendendosi cura di chi ne ha bisogno. In ciò sono comprese liturgia, frequentazione biblica e preghiera, formazione alla sapienza,  spiritualità, solidarietà, azione sociale. Questo da sempre è il campo della missione ecclesiale. Il Papa ritiene che i problemi che i tempi ci pongono, anche sotto il profilo religioso, ritengono un più ampio coinvolgimento dei fedeli, correggendo il totalitarismo gerarchico che ancora in genere impera.  Le soluzioni usciranno dal confronto, che parte dall'ascolto  dei fedeli che di solito costituiscono solo una platea  di eventi liturgici. Il dialogo che si vuole indurre è, però, già un cambiamento in senso sinodale.   L'obiettivo di una Chiesa sinodale  comincia ad essere conseguito già nei cammini sinodali  che sono stati iniziati. Si vedrà quali saranno state le prassi migliori. La pratica  viene prima della  teoria. Il manuale della sinodalità deve ancora essere scritto. Non sono tali le Scritture, formate in tempi molto lontani  e diversi dalle situazioni del mondo attuali, anche se da lì è necessario trarre ispirazione. Neanche la storia della nostra Chiesa aiuta, perché ha vissuto prevalentemente una sinodalità riservata a clero, religiosi ed esperti e, almeno fino al Quattrocento, con l'ingerenza di sovrani civili e loro funzionari. Il primo sinodo  con le caratteristiche di quelli attuali si tenne a Cartagine, in Africa, nel 225, quindi all'inizio del Terzo secolo. Nell'antichità la sinodalità si sviluppò seguendo lo sviluppo di un vero e proprio clero, che si ebbe a cavallo tra il Primo e il Secondo secolo. La sinodalità come viene proposta oggi è ampiamente praticata in molte altre Chiese cristiane e, se si affermerà, favorirà il processo ecumenico. 

 

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Consigli dai vescovi per praticare la sinodalità

 

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Dal Vademecum  diffuso dalla Segreteria del Sinodo dei vescovi nel settembre 2021

 

All'interno di ogni Chiesa locale, gli incontri dovrebbero essere organizzati in modo da promuovere un'esperienza sinodale più fruttuosa nel contesto locale. Idealmente, più "incontri di consultazione sinodale" potrebbero essere organizzati per lo stesso gruppo di partecipanti, in modo che possano approfondire e dialogare meglio. In alternativa, si possono organizzare nuovi raggruppamenti in modo che un maggior numero di persone possano ascoltare e impegnarsi, con una più ampia diversità di opinioni ed esperienze.

 

[…]

 

  L'ascolto reciproco si arricchisce conoscendosi e condividendo la vita insieme. Può essere molto utile condividere un'attività comune prima di iniziare gli incontri e dialogare fra di voi.

  Alcuni esempi di attività che possono essere svolte insieme includono un pellegrinaggio, un'azione sociale o caritatevole, o semplicemente un pranzo o una cena insieme. Oltre a sviluppare la fiducia reciproca tra i partecipanti, questo potrebbe anche aiutare a promuovere la partecipazione di persone che sono più attratte dall'azione pratica piuttosto che dalla discussione intellettuale.

  Questo approccio segue l'esempio di Gesù che riuniva i suoi discepoli per condividere un pasto, camminare insieme o semplicemente passare del tempo insieme. Può essere importante concedere tempo sufficiente e spazio adeguato ai partecipanti per condividere cibo e bevande, prolungando l'esperienza dell'ascolto reciproco in uno scambio meno formale e più spontaneo durante le pause. Questo può aprire ad una partecipazione più fruttuosa delle persone che si sentono meno a loro agio nelle riunioni formali, oltre a offrire l’opportunità per chiarire più liberamente alcuni punti.

Prendere parte ad attività fisiche, culturali, sociali e caritative può contribuire a costruire la comunione tra i partecipanti, rinnovando la Chiesa attraverso nuove esperienze di fraternità.

 

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Dalle Indicazioni metodologiche dalla Segreteria della Conferenza Episcopale Italiana

 

Avviare precisi percorsi di consultazione, tenendo ben presente la domanda fondamentale del Sinodo universale (Come si realizza oggi, a diversi livelli (da quello locale a quello universa­le) quel “camminare insieme” che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemen­te alla missione che le è stata affidata; e quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere come Chiesa sinodale?) e seguendo lo schema dei dieci nuclei tematici proposti dal Docu­mento preparatorio del Sinodo universale.

  In questa fase, è fondamentale un lavoro di consultazione e confronto diffuso valorizzando, là dove è possibile, la costituzione di piccoli gruppi (8-10 persone). Questi gruppi possono trovarsi una o più volte e non sono chiamati ad affrontare necessariamente tutti i “nuclei tematici” indicati dal Documento preparatorio (anche se è importante che chi li coordina tenga presente l’insieme dei nuclei tematici nel loro rapporto con l’interrogativo di fondo del cammino sinodale). Gli incontri dovranno essere svolti con uno stile chiaramente sino­dale e con una metodologia finalizzata all’ascolto e al discernimento.

  Gli incontri possono avere una struttura articolata in più fasi nel corso di una mezza o intera giornata o in più momenti (prendono così la forma di percorsi) oppure svolgersi in un tem­po più circoscritto (sarebbe bene comunque dedicare ad un incontro almeno 90 minuti).

Per favorire la consultazione quanto più ampia possibile sono proposti a livello nazionale alcuni esempi di percorsi per destinatari diversi: Parrocchie e unità pastorali e i loro organi­smi di partecipazione; Organismi diocesani di partecipazione ecclesiale (Consiglio pastora­le diocesano; Consiglio presbiterale; Consulta delle aggregazioni laicali); Uffici pastorali dio­cesani; realtà culturali e sociali del territorio per raccogliere lo sguardo sulla Chiesa dai luoghi della vita comune. Inoltre è proposta una traccia per incontri anche informali e per poter ascoltare il vissuto e le voci anche di quanti hanno poca confidenza con la comunità ecclesiale, la frequentano sporadicamente, se ne ritengono ai margini o hanno preso le di­stanze da essa.

  Per ognuno di questi percorsi è presentata una scheda con: a) un richiamo alla Evangelii Gaudium; b) una introduzione sul senso e sui protagonisti del percorso; c) alcune brevi indicazioni metodologiche; d) i dieci nuclei tematici del Sinodo universale con alcune domande, in parte riformulate considerando di volta in volta i destinatari specifici e tenendo presente il contesto della Chiesa che è in Italia. Le schede sono messe a disposizione sul sito web del Cammino sinodale (www.camminosinodale.net). Inoltre sarà preparata anche una traccia dedicata alle Diocesi che stanno celebrando il Sino­do diocesano, contenente alcuni spunti per valorizzare al meglio i lavori sinodali diocesani in sinergia con il Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia. Le schede proposte hanno un valore esemplificativo e non intendono esaurire la gamma delle situazioni, dei protagonisti e dei contesti ecclesiali. Altre inoltre potranno essere pre­disposte nelle Chiese locali.

   I momenti di consultazione (sia che siano svolti in un incontro sia che si articolino in più incontri) chiedono di essere condotti con una particolare cura attraverso uno stile attento a favorire l’ascolto e il confronto (vedi punto successivo). Ugualmente è necessario che alla fine di ogni incontro e alla fine del percorso sia elaborata una sintesi di quanto emerso. La sintesi rappresenta un aspetto fondamentale di restituzione sia a livello delle singole realtà coinvolte, sia a livello diocesano. Sono molto utili al riguardo le indicazioni contenute nell’Appendice D del Vademecum del Sinodo universale; sarà inoltre svolto a livello nazio­nale un incontro specifico con tutti i referenti diocesani per approfondire i criteri di elabora­zione delle sintesi.

  Per la conduzione degli incontri di consultazione, l’Appendice B del Vademecum del Sinodo universale propone di assumere lo stile della Conversazione spirituale. In sintonia con que­sta prospettiva si propone di seguito una mappa di riferimento per la conduzione, che logi­camente può essere adattato e modificato a seconda dei casi. Questa mappa contiene 5 regole d’oro e 6 passaggi ideali.

Cinque regole d’oro

Regola 1. Essere neutri ma empatici. Il coordinatore risponde, se ritiene, alle domande del grup­po ma rinuncia a commentare per custodire la libertà di parola per tutti. Ma neutri non significa freddi. La condizione per ascoltare in profondità è di entrare in empatia con quanto viene detto.

Regola 2. Non aver paura dei silenzi, anzi ogni tanto proporli. Come sul rigo musicale, gli spazi di silenzio mettono in risalto le note. Se il coordinatore non teme il silenzio, i membri del gruppo impareranno ad ascoltare.

Regola 3. Non procedere mai per dibattito, ma per accostamento di prospettive. Un gruppo di ascolto sinodale non è un talk show o un dibattito televisivo, dove ognuno cerca di sovrapporsi alla parola degli altri. Il discernimento è frutto di un consenso che nasce dall’ascoltare tutti con rispetto.

Regola 4. Frenare delicatamente i chiacchieroni, incoraggiare chi parla poco. Se un intervento tende a prolungarsi il coordinatore riassume il pensiero di chi parla (“stai dicendo questo”) e dà la parola a un altro (“tu cosa pensi”).

Regola 5. Il coordinatore scommette sulle risorse del gruppo e sulle sorprese dello Spirito San­to. Questo contribuisce a disinnescare l’ansia del risultato.

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Dalla scheda esemplificativa  per gli incontri sinodali parrocchiali diffusa dalla Conferenza episcopale italiana

 

È bene, là dove è possibile, attivare più gruppi sinodali, ognuno dei quali dovrebbe avere almeno 6-7 persone e non superare le 10-12 persone.

  Ogni gruppo avrà un coordinatore e possibilmente un’altra persona che possa aiutare nella verbalizzazione dell’incontro; queste due figure partecipano attivamente al lavoro del gruppo.

  La costituzione del gruppo può avvenire in diversi modi (ad esempio: per libera iscrizione oppure per invito, a seconda dei contesti).

  Ogni gruppo affronterà la domanda generale proposta dal Sinodo Universale attraverso alcune domande di due o più nuclei tematici, ritrovandosi in almeno un incontro.

  L’importante è che attraverso i diversi gruppi attivati siano presi in considerazione tutti i nuclei tematici e che nella conduzione dei singoli gruppi si abbia sempre presente il loro quadro d’insieme. Gli incontri dei diversi gruppi possono anche svolgersi (in rapporto alle reali condizioni di spazio in questo contesto segnato dalla pandemia) contemporaneamente e anche in modalità on line dove fosse necessario.

  Le domande dei diversi nuclei tematici rappresentano stimoli per il confronto e l’ascolto. Non bisogna perciò preoccuparsi di rispondere ad ogni singola domanda, ma ogni partecipante risponde a quella o quelle che ritiene per lui più importanti.

  Ogni incontro è aperto e chiuso con una breve preghiera; vengono lette le domande dei nuclei tematici assegnati al gruppo, poi vengono lasciati alcuni minuti di silenzio per permettere a ciascuno di riflettere sul proprio intervento.

  Al riguardo è molto utile seguire lo stile suggerito dall’Appendice B del Vademecum del Sinodo universale e richiamato nelle Linee metodologiche per il primo anno del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia.

  Nella preparazione dell’incontro si possono individuare per ogni nucleo anche solo alcune domande su cui concentrare eventualmente l’attenzione.

   È importante che ogni gruppo alla fine del percorso elabori una sintesi del confronto e dell’ascolto secondo uno stile di corrispondenza a quanto emerso. Sarà poi necessario mettere insieme, da parte del referente del percorso, con il supporto dei referenti diocesani, il frutto delle diverse sintesi.

 

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