venerdì 1 ottobre 2021

Celebrare

 

 

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Celebrare

 

“Camminare insieme” è possibile solo se si fonda sull’ascolto comunitario della Parola e sulla celebrazione dell’Eucaristia. In che modo la preghiera e la celebrazione liturgica ispirano e orientano effettivamente il nostro “camminare insieme”? Come ispirano le decisioni più importanti? Come promuoviamo la partecipazione attiva di tutti i Fedeli alla liturgia e l’esercizio della funzione di santificare? Quale spazio viene dato all’esercizio dei ministeri del lettorato e dell’accolitato?

 

   

La vita religiosa dei fedeli italiani ruota in gran parte intorno alla messa. E’ un atto liturgico molto efficace e, per la gran parte delle persone laiche, è anche il principale strumento formativo. La spiritualità personale se ne arricchisce. Nel contempo contiene una posizione chiara e rigida di supremazia del clero, mentre i fedeli sono in genere relegati a comparse che leggono il foglietto, o comunque recitano formule predefinite. La posizione delle persone laiche è quella di sempre: sedute, in ginocchio, in piedi, secondo le varie fasi. Possono assistere il celebrante, al modo dei chierichetti o essere ammesse a leggere  per l’assemblea, ma nulla di più. La messa, di solito, non crea comunità o, comunque, legami di solidarietà, mentre rafforza molto i rapporti personali con i celebranti.

  La messa è il campo in cui i fedeli hanno sperimentato di più le innovazioni portate dall’ultimo concilio: hanno capito di più e meglio ciò che vi accade, da quando la si celebra in italiano. Prima, a parte quelli che intendevano il latino liturgico, aveva un certo che di magico, che contrasta con la spiritualità religiosa ma che alcuni rimpiangono per il potenziale di sacralizzazione del clero che comportava.

  Alcuni vorrebbero arricchire la messa con musiche e canti e, tra questi, c’è chi, tra i reazionari, sogna il ritorno all’antica polifonia, ma si tratta di osservazioni superficiali. In realtà la messa è già il campo liturgico in cui, anche se celebrata poveramente, i fedeli si sentono personalmente più coinvolti. Il rito contiene una potente spiritualità che, ora che se ne capiscono le parole, affascina e fa crescere nella fede. Poi i preti, specialmente quelli di base, ma anche molti vescovi, sono molto bravi nelle omelie: la loro formazione in quel campo appare molto curata. Una volta ho invece ascoltato l’omelia di un alto prelato della curia vaticana, che mi è apparsa piuttosto algida e a tratti stizzosa: sembrava che ce l’avesse con noi fedeli. Il rapporto vivo con la gente fa la differenza. L’anno scorso ho pubblicato sul blog le omelie di alcuni vescovi durante il periodo del lockdown  per il Covid 19 ed erano veramente belle, preziose.

  La gerarchia, tuttavia, ripone troppa fiducia nella virtù aggregativa della messa, che non appare particolarmente rilevante. Se il rito non si fa comunità in altro modo, vale a dire oltre il rito, rimane solo una fonte di arricchimento personale. Il clero però in genere diffida delle aggregazioni laicali, in particolare di quelle che non hanno solo scopi devozionali, caritativi o ausiliari nella formazione spirituale delle persone, o quelle in cui le persone laiche hanno ruoli direttivi derivati da procedure di scelta dalla base, non per cooptazione.Teme di perderne il controllo. Così, in genere, la nostra Chiesa, almeno per quanto riguarda le persone laiche, è povera di comunità. Questo crea problemi soprattutto con le persone giovani, che invece, per loro natura, crescono comunitariamente, molto più che per la gente di altre età, che se ne sta più sulle sue. Poi c’è il fatto che diversi movimenti laicali o anche laicali mimano l’autocrazia del clero e i più vi stanno stretti (non parliamo poi dei giovani). Si tratta in genere di esperienze collettive che vogliono stupire  e soggiogare con "effetti speciali".

  La comunità non esce magicamente dall’Eucaristia come atto liturgico: quest’ultimo è ricco di simboli che la stimolano, ma, come spesso dicono i celebranti, la messa non deve finire con il congedo al suo termine, ma prolungarsi nella vita. Purtroppo la teologia medioevale in materia non aiuta.

Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli