Tempi nuovi e processo sinodale
Un dato mi pare eclatante confrontando la situazione tra i cristiani d’oggi con quelle che storicamente si manifestarono fin dalle origini: una condizione in genere pacificata e di reciproca tolleranza e, in molti casi, di reciproca stima.
La storia dei cristiani è stata infatti caratterizzata per la sua massima parte da feroci controversie che, cristianizzate le ideologie pubbliche europee, sfociarono in vere e proprie guerre. Il Secondo Millennio, poi, fu caratterizzato da una lunga serie di persecuzioni a sfondo religioso condotte con i metodi della polizia politica da istituzioni ecclesiastiche e civili. E, sempre in quest’epoca, risalta l’evangelizzazione genocida delle Americhe, nel corso della quale potenze europee riconosciute come cattoliche cercarono di annientare le culture dei nativi, che nel Centro e Sud America erano molto evolute. Da ciò, appunto, derivò la cosiddetta “America Latina”. Ma anche nel Nord America non ci si condusse diversamente, da parte dei cristiani, cattolici e non.
Di solito, quando si cerca di orientarsi in materia di fede, si scandagliano i tempi antichi, alla ricerca di tradizioni consolidate che ci confermino in un certo orientamento. Ma dobbiamo prendere atto che, purtroppo, quel passato non corrisponde del tutto alle semplificazioni agiografiche che di solito vengono insegnate nella formazione di base dei fedeli. Innanzi tutto, le fonti che riferiscono sui primi tempi sono piuttosto incerte e anche divergenti. Poi dal Quarto secolo la politica influì potentemente nella definizione delle decisioni in materia di fede divenute vincolanti, dògmata, dogmi, nel greco antico.
Francamente, l’asprezza di certe controversie dei primi secoli, con pesanti conseguenze per la vita dei protagonisti, spesso persone che cercavano sinceramente di essere virtuose, sconcerta, ma anche ripugna. Eppure il corpo delle dottrine di fede che oggi seguiamo si è consolidato con quei metodi. In generale, ciò che indichiamo come “teologia” non si è manifestato tanto utile per trovare una via di convivenza pacifica e i sinodi, dall’epoca in cui si affermò il potere monocratico dei vescovi come quello proprio di un ordine autoreferenziale, furono in genere occasione di scontro e, al più, le sedi di precari armistizi, con qualche notevole eccezione naturalmente. La svolta epocale è stata recentissima e risale al movimento ecumenico affermatosi dalla seconda metà del Novecento. La pace religiosa tra i cristiani ne è il frutto. Ma da quale pianta è derivato? Come è possibile che, da una storia tanto efferata, ad un certo punto sia nata questa nuova realtà, che talvolta, ma senza grandi appigli, proiettiamo nel passato?
È una domanda importante.
Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli