martedì 23 marzo 2021

Incontro in Google Meet di sabato 27 marzo, ore 16:45 per una Via Crucis

Gruppo di Azione Cattolica

nella Parr occhia di San Clemente papa - Roma



Sabato 27 marzo, dalle ore 16:45, staremo insieme nel   16° incontro in Google Meet per una  Via Crucis, come proposto da Antonietta, anche sulla base delle meditazioni proposte da don Emanuele nel ritiro del 13 marzo. Abbiamo comunicato ai soci il link e il codice della riunione.

 Può essere richiesto con una email a

mario.ardigo@acsanclemente.net

indicando il proprio nome, la parrocchia di appartenenza e i temi di interesse. Questi dati saranno cancellati dopo ogni incontro e dovranno essere nuovamente inviati per partecipare ad una riunione successiva.

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Per accedere agli incontri in Google Meet:    

- acquisite un account Google, se già non l’avete, a questo indirizzo WEB

 https://accounts.google.com/signup/v2/webcreateaccount?continue=https%3A%2F%2Faccounts.google.com%2FManageAccount%3Fnc%3D1&hl=it-it&flowName=GlifWebSignIn&flowEntry=SignUp

 

 - effettuate l’accesso a Google, ad esempio dal browser Chrome o dall’applicazione Meet

 

https://apps.google.com/meet/

 o da

https://accounts.google.com/

 

 (i telefoni cellulari smartphone che hanno il sistema operativo Android - che sono la maggior parte di quelli in uso - sono sempre collegati a Google)

 

Poi

 

Potete seguire due metodi per accedere alla riunione in teleconferenza:

 

- da PC fisso, PC portatile, tablet

A) mediante LINK (cliccate sopra il link)

o

B) CODICE

Inserite il codice nel riquadro dell’applicazione MEET con la scritta INSERISCI IL CODICE RIUNIONE.

 

A questo indirizzo di YouTube

 

https://www.youtube.com/watch?v=GorIYoaHGjk

 

 potrete vedere un video in cui si insegna, passo per passo, come partecipare. 

 

 Segnalate eventuali problemi con una email a

mario.ardigo@acsanclemente.net

indicando, se volete essere contattati telefonicamente, un numero di telefono al quale essere chiamati.

 

Riportiamo la sintesi di  alcuni pensieri svolti da don Emanuele durante il ritiro di Quaresima di sabato 13 marzo (sintesi di Mario, da appunti presi durante l’incontro, per come ha compreso le parole dell’assistente ecclesiastico)

 

   Dietro ogni termine della narrazione evangelica della Passione di Gesù c’è un significato spirituale. Gesù è colui che sta portando a termine la promessa di Dio.

   Gesù sale sulla croce come su un trono regio. E’ sulla croce che doveva essere intronizzato. 

  Gesù non è solo nel luogo della crocifissione: sta al centro, tra altri due crocifissi. Mette al centro l’amore, nella sua donazione. 

  Pilato utilizzò un linguaggio regale nella scritta posta sulla croce di Gesù per spiegare il motivo del supplizio: Re dei giudei. Non è solo il titolo della condanna, ma anche un titolo di gloria. 

 Il Signore Gesù ha scelto l’amore come via per sconfiggere l’odio. La salvezza è per tutti e questo è simboleggiato da quella scritta Re dei giudei  in tre lingue, ebraico, greco e latino. 

 Sotto la croce c’erano tre donne, indicate con il loro nome, Maria madre di Gesù, Maria di Cleòpa e Maria di Màgdala e il discepolo amato da Gesù. Gesù affida la madre a quel discepolo. E’ discepolo di Gesù chiunque è capace di amare. L’amore viene prima di tutto e lo si scopre sotto la croce. L’amore di Gesù arriva fino all’ultimo.

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 Al centro del racconto della Passione del Signore c’è il verbo  compiersi.

«Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: "Ho sete". Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: "È compiuto!". E, chinato il capo, consegnò lo spirito.» (dal Vangelo di Giovanni, capitolo 19, versetti da 28 a 30)

 Gesù ha portato a compimento il disegno del Padre: questo è il centro del vangelo. Gesù fu condotto dallo Spirito sulla croce: scelse la croce come compimento della sua vita. La sete del Signore si accontenta della nostra spugna imbevuta di aceto. Come cristiani capiamo che la nostra spugna non è capace di dare ciò che ci chiede il Signore. Ma Gesù ci consegnò il suo spirito. Lo Spirito continua a stare con noi e a permettere anche a  noi di gridare “Padre, nelle tua mani consegno lo spirito”.

  Dal costato trafitto di Gesù uscirono acqua e sangue, dal dono della sua vita i Sacramenti. 

 Dio in Gesù ricolma la nostra vita con la vita di Gesù che sgorga, con il suo spirito. La prima Pentecoste si visse sulla croce. Chi stava sotto la croce assaporò lo spirito. E’ l’amore che ricolma ogni cosa e  spinge anche noi a volgere lo sguardo a colui che fu trafitto.

  «Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.» (Gv 19, 33-37)