venerdì 11 dicembre 2020

Scheda di lettura - ANNI Gioele, LANCELLOTTI Roberta (a cura di), Serve ancora la politica - Dieci interviste di protagonisti d’oggi - introduzione di Marco Damilano, Ave, 2020 - parte terza

 Scheda di lettura - ANNI Gioele, LANCELLOTTI Roberta (a cura di), Serve ancora la politica - Dieci interviste di protagonisti d’oggi - introduzione di Marco Damilano, Ave, 2020 - parte terza


8.  Marco Bucci era sindaco di Genova quando cadde il ponte Morandi. E’ laureato in farmacia e in chimica e tecnologia farmaceutiche. Ha lavorato a lungo come dirigente d’impresa. Si è formato negli scout cattolici dell’AGESCI di cui è anche stato un capo fino a ventisei anni. E’ stato commissario straordinario per la ricostruzione del ponte crollato, completata nell’estate di quest’anno.

 Per Bucci la politica è un impegno a favore della cittadinanza  e del bene comune, non un insieme di tecniche che portano a prevalere su altre persone. L’esperienza scout l’ha abituato  a capire come gestire i processi decisionali.

  Ha avuto anche altri buoni maestri: ciascuno di noi incontra nel proprio percorso tante persone di valore.

 Dell’esperienza vissuta negli Stati Uniti per più di vent’anni ha apprezzato il concetto di giveback – restituzione: ci si sente obbligati moralmente a restituire alla comunità qualcosa che dalla comunità di è ricevuto.

  L’esperienza politica di amministratore è faticosa: prende tanto tempo. Il sindaco, poi,  è visto come un punto di riferimento forte della città.

 Conta molto la capacità di ascoltare e poi quella di prendere decisioni rapide e di ottenere risultati. Ogni giorno che passa senza una decisione è un giorno perso.

 Nella ricostruzione del ponte crollato, c’è stata dietro l’intera cittadinanza, non solo il lavoro di un gruppo ristretto. E’ stato fondamentale tenere unità la città e il mondo cattolico è stato sempre attivo in tanti campi. E’ anche importante  creare un sistema da cui tutti traggono benefici: vogliamo avere un luogo in cui sia bello abitare, lavorare, trascorrere il tempo libero.

9. Rita Visini è un volto noto dell’Azione Cattolica nel Lazio. Dal 2013 al 2018 è stata assessora regionale alle Politiche sociali, sport e sicurezza. Ha promosso l’approvazione di una nuova legge regionale sulle politiche sociali. Lavora come funzionaria amministrativa  presso il Centro nazionale trapianti dell’Istituto Superiore di Sanità.

  La sua sensibilità all’impegno politico è cresciuta specificamente nell’Azione Cattolica.

  Quando le fu proposto l’incarico in Giunta regionale, fu incoraggiata dal suo vescovo, a Latina. “Sono tanti anni che fai teoria, ora è il momento di agire”, le disse. Sentì anche il Presidente nazionale dell’AC ricevendo analoga esortazione.

  Ricordò un brano del testamento di Luigi Sturzo, uno dei fondatori del Partito popolare: “A questa vita di battaglie non venni di mia volontà, né per desiderio di scopi terreni né di soddisfazioni umane […] l’ho offerta a Dio e tutto ho indirizzato alla Sua gloria e in tutto ho cercato di adempiere al servizio della verità”.

  Già alle scuole superiori di rese conto della sua attitudine alla politica. Nel suo liceo classico fece esperienza semplice e concreta di grandi principi come l’uguaglianza, la sostenibilità, la giustizia.  Imparò che, se si parla di temi concreti, che toccano le vite delle persone, allora si suscita partecipazione.

 Nella sua formazione fu importante il suo parroco, che introdusse l’Azione Cattolica nella sua parrocchia. Visini aderì intorno ai dieci anni, appassionata ai valori dell’associazione e all’esperienza di fede che proponeva.

  Fece esperienze di alto livello nei campi scuola estivi, in cui si studiavano i testi del Concilio Vaticano 2°. Fu responsabile dell’Ufficio pastorale diocesano per la formazione socio-politica. Il suo vescovo diede un grande impulso al coinvolgimento dei laici in diocesi, affidando  responsabilità a uomini e donne in modo paritario.

  Ritiene che il cristiano debba cercare di vivere concretamente  i valori in cui crede. Bisogna mettere la persona al centro. Si deve immaginare una serie di cerchi concentrici: si parte dalla persona, il secondo cerchio è quello del nucleo familiare, poi c’è la comunità in cui ogni famiglia si inserisce.  E’ fondamentale che la comunità dia valore a tutti e non lasci indietro nessuno. In quest’ottica si comprende l’art.3 della Costituzione, che chiede alla Repubblica di garantire un’effettiva partecipazione di tutti all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Anche la nuova legge regionale sulle politiche sociali ha voluto  riformare il welfare  in modo che favorisse l’inclusione sociale.

  Nell’amministrazione pubblica è importante, oltre allo studio e alla preparazione, avere una squadra di collaboratori preparati al proprio fianco: allora  è possibile affrontare ogni criticità. Ed è possibile riuscire creare legami di rispetto e anche di amicizia anche tra persona che hanno divergenti concezioni politiche. Infatti riuscì quasi sempre a trovare strade di mediazione, anche partendo da posizioni contrastanti.

 Ritiene che i partiti non possano venir meno. Sono presidi di dialogo, mediazione e senso di appartenenza. Il partito rimane nel tempo perché ha una sua base  strutturata e ideologica, nel senso positivo del termine.

  Come credente senza di avere una responsabilità personale in più e che per questo sarebbe utile  che potessero disporre  in politica di un accompagnamento  spirituale serio e costante.

  Ci sono tre qualità importanti per un leader politico: la competenza, la capacità di compassione, la moderazione. E dalla formazione, come quella che si fa in Azione Cattolica discende tutto il resto.

 

Mario Ardigò – Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli.