lunedì 16 novembre 2020

Una decisione ragionevole

 

Una decisione ragionevole


  Il parroco ha deciso di sospendere il catechismo per Prime Comunioni e Cresime. Questo sta suscitando delle critiche.

  Si tratta di una decisione ragionevole, obbligata dall’andamento sfavorevole della pandemia di Covid 19 e dal fatto che i locali parrocchiali non consentono veramente di mantenere il distanziamento raccomandato dalle autorità sanitarie. Inoltre la parrocchia è frequentata da moltissimi anziani, persone per le quali c’è un rischio morto maggiore di morte e di conseguenze gravi, con lunghe ospedalizzazioni, in caso in contagio.

 Si dice che le scuole primarie  e secondarie di primo grado sono rimaste aperte e che il catechismo dovrebbe seguirle. Tuttavia la riapertura delle scuole è coincisa con la recrudescenza della pandemia, nonostante i numeri rassicuranti forniti dall’amministrazione scolastica.   E’ stata una decisione che è stata presa perché le famiglie non sono in grado di supplire l’insegnamento scolastico. Nella formazione religiosa dovrebbe essere diverso e, se una famiglia non riesce a motivare alla fede i più giovani spiegando loro in che consiste, c’è poco da fare al catechismo.

  La scuola è prevalentemente istruzione formale, almeno come la si fa in genere. La fede e la religione sono invece essenzialmente spiritualità.  Questo comporta metodi diversi. Confonderli facendo catechismo serve poco alla fede e produce una religione nozionistica e rituale, che va poco lontano. Cose vecchie, non di ora: si tratta di acquisizioni culturali che risalgono alla riforma della catechesi progettata e attuata dagli anni '70, ma di cui vedo poca consapevolezza tra i laici.

  E’ incredibile quali asprezze si possono raggiungere nelle comunità religiose, in cui formalmente  ci si dovrebbe volere bene. Del resto questo  è in linea con la terribile nostra storia. Ne fanno le spese i migliori, i più volenterosi, quelli che si spendono di più. I migliori tra noi sono i preti delle parrocchie, al contrario del clero di corte.

  In genere vedo che tra i laici si sa poco di tutto, ma si tende molto a sopravvalutarsi.  E chi sa un po’ di più, comprende bene quanto poco ancora sa e allora capisce il valore dell’umiltà, tanto predicata ma praticata da pochi.

  Una volta raggiunta una qualche incerta certezza, si diventa arroganti e insofferenti. Del resto non è così anche in tutta la società? Ma quelle traballanti certezze non di rado sono basate su fonti poco degne di fede e si dimentica la lezione evangelica sui cattivi maestri. Così leggo, in particolare sul Covid 19, lezioni fantasiose travestite da devozione religiosa che, poiché trascinano la gente verso il pericolo, sono oggettivamente malvagie, anche se soggettivamente dipendono più che altro da ignoranza e da stati alterati di coscienza indotti dal bailamme mediatico.

  In momenti come questi, capisco l’importanza della parabola del Buon Pastore, che  è richiamata dall’affresco che c’è sul frontone della chiesa parrocchiale. E’ di questi tempi difficili che bisogna viverla. Ma noi si preferisce talvolta azzannarci praticando tuttavia l’ipocrisia di un atteggiamento devoto. Non vedo poi tutta questa devozione nelle malelingue in azione in tempi come questi.

 Infine, constato che, evidentemente, non ci si sente pronti a insegnare nemmeno l’ABC della fede ai nostri ragazzi, per questo li vorremmo portare in parrocchia al catechismo nonostante il pericolo di ammalarsi e di far ammalare - il nostro quartiere è una delle zone a maggior rischio di Roma -, ma tuttavia ci sentiamo in grado di insegnare a chi dovrebbe insegnare loro, in primo luogo al parroco, ma talvolta più oltre. Perché sento e leggo di chi, palesemente poco addentro alle cose di religione e poco assiduo alle liturgie e nella carità, vorrebbe addirittura dar lezione ai vescovi e al Papa su come fare il loro mestiere. Se ci fosse veramente tutta questa copiosità di teologi a livello di popolo, i nostri problemi sarebbero risolti!.

 Per quanto mi riguarda, del resto nella tradizione di sempre dell’Azione Cattolica, io seguo il parroco.

Mario  Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa  - Roma, Monte Sacro, Valli