Una decisione ragionevole
Il parroco ha deciso
di sospendere il catechismo per Prime Comunioni e Cresime. Questo sta
suscitando delle critiche.
Si tratta di una decisione ragionevole, obbligata dall’andamento
sfavorevole della pandemia di Covid 19 e dal fatto che i locali parrocchiali
non consentono veramente di mantenere il distanziamento raccomandato dalle
autorità sanitarie. Inoltre la parrocchia è frequentata da moltissimi anziani,
persone per le quali c’è un rischio morto maggiore di morte e di conseguenze
gravi, con lunghe ospedalizzazioni, in caso in contagio.
Si dice che le scuole primarie e secondarie di primo grado sono rimaste
aperte e che il catechismo dovrebbe seguirle. Tuttavia la riapertura delle
scuole è coincisa con la recrudescenza della pandemia, nonostante i numeri
rassicuranti forniti dall’amministrazione scolastica. E’ stata una decisione che è stata presa
perché le famiglie non sono in grado di supplire l’insegnamento scolastico.
Nella formazione religiosa dovrebbe essere diverso e, se una famiglia non
riesce a motivare alla fede i più giovani spiegando loro in che consiste, c’è
poco da fare al catechismo.
La scuola è prevalentemente istruzione formale, almeno come la si fa in
genere. La fede e la religione sono invece essenzialmente spiritualità. Questo comporta metodi diversi. Confonderli facendo catechismo serve poco alla fede e produce una religione nozionistica e rituale,
che va poco lontano. Cose vecchie, non di ora: si tratta di acquisizioni culturali che risalgono alla riforma della catechesi progettata e attuata dagli anni '70, ma di cui vedo poca consapevolezza tra i laici.
E’ incredibile quali asprezze si possono raggiungere nelle comunità
religiose, in cui formalmente ci si dovrebbe volere bene. Del resto
questo è in linea con la terribile
nostra storia. Ne fanno le spese i migliori, i più volenterosi, quelli che si
spendono di più. I migliori tra noi sono i preti delle parrocchie, al contrario
del clero di corte.
In genere vedo che tra i laici si sa poco di tutto, ma si tende molto a
sopravvalutarsi. E chi sa un po’ di più,
comprende bene quanto poco ancora sa e allora capisce il valore dell’umiltà,
tanto predicata ma praticata da pochi.
Una volta raggiunta una qualche incerta certezza, si diventa arroganti
e insofferenti. Del resto non è così anche in tutta la società? Ma quelle
traballanti certezze non di rado sono basate su fonti poco degne di fede e si
dimentica la lezione evangelica sui cattivi maestri. Così leggo, in particolare
sul Covid 19, lezioni fantasiose travestite da devozione religiosa che, poiché
trascinano la gente verso il pericolo, sono oggettivamente malvagie, anche se
soggettivamente dipendono più che altro da ignoranza e da stati alterati di
coscienza indotti dal bailamme mediatico.
In momenti come questi, capisco l’importanza della parabola del Buon
Pastore, che è richiamata dall’affresco
che c’è sul frontone della chiesa parrocchiale. E’ di questi tempi difficili
che bisogna viverla. Ma noi si preferisce talvolta azzannarci praticando
tuttavia l’ipocrisia di un atteggiamento devoto. Non vedo poi tutta questa
devozione nelle malelingue in azione in tempi come questi.
Infine, constato che, evidentemente, non ci si
sente pronti a insegnare nemmeno l’ABC della fede ai nostri ragazzi, per questo
li vorremmo portare in parrocchia al catechismo nonostante il pericolo di
ammalarsi e di far ammalare - il nostro quartiere è una delle zone a maggior
rischio di Roma -, ma tuttavia ci sentiamo in grado di insegnare a chi dovrebbe
insegnare loro, in primo luogo al parroco, ma talvolta più oltre. Perché sento
e leggo di chi, palesemente poco addentro alle cose di religione e poco assiduo
alle liturgie e nella carità, vorrebbe addirittura dar lezione ai vescovi e al
Papa su come fare il loro mestiere. Se ci fosse veramente tutta questa
copiosità di teologi a livello di popolo, i nostri problemi sarebbero risolti!.
Per quanto mi riguarda, del resto nella
tradizione di sempre dell’Azione Cattolica, io seguo il parroco.
Mario
Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli