Domenica
22 novembre 2020 - Solennità di Cristo Re - sintesi dell’omelia svolta da papa
Francesco durante la Messa celebrata nella Basilica di San Pietro, dalle ore 10, a Roma, e trasmessa in diretta sulla rete televisiva Rai 1
Sintesi
di Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro,
Valli
Abbiamo ascoltato l’ultimo episodio del
Vangelo prima della Passione.
Quello che si fa agli altri, si fa a Gesù.
Le opere di misericordia rendono eterna la
nostra vita.
“Io sono lì”, dice Gesù, nei poveri, ai quali
il pensiero dominante non è interessato.
Non rinunciamo ai grandi sogni! Il Signore
non vuole che restringiamo gli orizzonti!
Siamo fatti per realizzare i sogni di Dio in
questo mondo.
Le opere di misericordia sono le più belle
della vita. Dovrebbero essere al centro dei nostri sogni. Riflettete sul brano
del Vangelo di oggi.
Le opere di misericordia danno gloria a Dio
più di ogni altra cosa e su di esse saremo giudicati.
Essere buoni o cattivi dipende da noi. Gesù
nel giudizio finale si chinerà sulle nostre scelte: diventiamo ciò che
scegliamo.
Se scegliamo di amare, diventiamo felici. La
bellezza delle scelte dipende dall’amore. Chiusi e indifferenti diventiamo
paralizzati. Se ci spendiamo per gli altri diventiamo liberi.
La vita si possiede, adesso ed eternamente,
solo donandola.
Le scelte possono essere ardue.
L’amore però chiede di non restare appesi ai perché della vita.
Bisogna passare dai perché? ai per chi? vivo.
Bisogna pensare più far bene che a star bene.
Ci sono
tanti ostacoli: la febbre dei consumi, l’ossessione del divertimento, fissarsi
sui propri diritti da reclamare, l’illusione dell’amare a colpi di emozione e
non come dono.
Non lasciamoci anestetizzare dai meccanismi
dei consumi.
Dobbiamo lottare contro la mentalità dell’usa
e getta, del tutto e subito.
Noi siamo stati fatti per vivere, non per vivacchiare.
Ogni
giorno porta tante scelte. Per scegliere bene. Un consiglio: domandiamoci che
cosa ci fa bene, non che cosa ci va di
fare. Chiediamo a Gesù di scegliere che cosa ci fa bene, per vivere e non per vivacchiare.

