domenica 19 aprile 2020

DALLA MESSA DELLE.NOVE.IN PARROCCHIA

Immagini e sintesi dell'omelia del parroco della Messa della Seconda Domenica di Pasqua, celebrata nella chiesa parrocchiale, in assenza del popolo per la prevenzione del contagio da Covid-19, il 19 Aprile 2020, teletrasmessa mediante Youtube sul canale 
sul quale può essere rivista








Sintesi dell'omelia svolta dal parroco mons. Remo Chiavarini durante la Messa delle nove nella seconda domenica di Pasqua del 2020, il 19 aprile 2020, celebrata senza la presenza fisica de popolo, a causa delle prescrizioni sanitarie per la prevenzione della malattia Covid-19, ma trasmessa in diretta sul canale YouTube della parrocchia e lì visualizzabile nuovamente. Sintesi di Mario Ardigò, del gruppo parrocchiale di Azione Cattolica, per come ha compreso le parole del celebrante.



Allora, come dicevamo, siamo nell'Ottava di Pasqua, quegli otto giorni dopo in cui i discepoli e la comunità Cristiana si riuniscono di nuovo. E, come vedete, c'è al centro dell'attenzione, della nostra attenzione, una persona che si chiama Tommaso. Oggi è la domenica di San Tommaso, possiamo dire.  È una domenica che ha tanti nomi. Il più antico è Domenica in Albis [Depositis. La domenica in cui le persone che sono stare battezzare nella domenica di Pasqua terminano di indossare vesti bianche che indossavano dal  giorno del Battesimo, le depongono].Poi c'è Domenica della Misericordia, recentemente così chiamata su suggerimento del Papa Giovanni Paolo 2^. Oppure la Domenica di Tommaso, perché in questo Vangelo, che si legge sempre in questa domenica, c'è questa persona che ci rappresenta tanto, e che rappresenta un pochino tutta la Chiesa. Perché lui fa un percorso che è quello che  ogni discepolo del Signore, e la comunità cristiana, deve fare lungo la storia, e in modo particolare in questo Tempo di Pasqua.
  Qual è il significato di questo Tempo di Pasqua, di questi cinquanta giorni che vanno dalla Pasqua alla Pentecoste? È proprio quello: rendersi sempre più convinti, fare l'esperienza, che c'è il Signore, che il Signore risorto è presente in mezzo a noi. Quindi non essere più incredulo ma credente. È il cammino della fede. E noi lo facciamo con l'aiuto della Parola di Dio.
  Che cosa ci dice questo Vangelo? Ci dice che: le porte erano chiuse, c'era paura, lo shock era stato grande, la crocifissione del Signore non era stata una  passeggiata. Quindi c'è paura, ci sono i segni della morte intorno che prevalgono. Ma sono riuniti i discepoli. E, la cosa straordinaria: Gesù viene. Sta in mezzo, addirittura dice, con una frase piuttosto forte, il Vangelo. È questo è quel grande compito dello Spirito, lo Spirito Santo che compare, anzi comincia a comparire come dono, questo è quello che lo Spirito Santo realizza: rendere presente Gesù in mezzo
alla comunità. È quello che fa oggi e farà sempre. Lo Spirito Santo rende presente Gesù, che si fa capire essere vivo, nonostante, ecco l'altra caratteristica, porti ancora i segni della morte del suo corpo. Perché Tommaso gli dice "Se io non metto le mie dita nella piaga" -soprattutto nella piaga del costato, quella che rendeva chiaramente presente la morte nel corpo di Gesù, perché era la piaga che arrivava al cuore, che aveva squarciato il cuore - "io non credo!". È lì, ecco la cosa incredibile e straordinaria, Gesù apre le sue piaghe e dice "Io porto dentro di me, nel mio corpo la piaga aperta, il segno della morte, e la porterò per sempre, tutta la storia sarà una storia in cui i segni della morte sono presenti, ma nonostante questi segni però io sono il vivente.
  Ecco qua il grande ostacolo per la fede, di Tommaso e di ciascuno di noi. Capire che, nonostante i segni della presenza della morte, c'è Gesù che è vivo.
 Come fa Tommaso a fare questo passo? C'è lo dice il Vangelo stesso quando dice che Tommaso era insieme con gli altri discepoli. Non dice "Voi siete degli illusi, per cui io vado per conto mio". Ritorna e, quando sono insieme, Gesù si ripresenta.
 Ecco qua allora il senso della nostra riunione domenicale: nel giorno di domenica la Chiesa si riunisce, riunisce i suoi discepoli, i discepoli del Signore, non tutti con una fede forte, anzi molti con dei grossi dubbi, con delle grosse difficoltà di credere: ma nonostante tutto sono presenti. E piano piano Gesù a tutti fa fare questo cammino. Questo cammino che li porterà a rendersi conto che il Signore è  realmente risorto.
 E allora, con grande nostalgia noi celebriamo questa domenica ancora divisi, in attesa di ritrovarci insieme. perché abbiamo bisogno tutti di fare questo cammino.

Il parroco, al termine della Messa, ci ha invitati a leggere il libro degli Atti degli apostoli, in cui si narra della vita di Gesù dopo la sua morte terrena, in particolare nelle prime comunità di fede. Potete leggero sul WEB all’indirizzo


all’interno del sito con i testi della Bibbia, in varie traduzioni in italiane, in ebraico, in greco e in latino,  proposti dalla Conferenza episcopale italiana.

Nota: dalle immagini della Messa, abbiamo visto i nostri sacerdoti con tagli di capelli radicali, come una volta si facevano per i militari di leva, con la macchinetta come si diceva: anche questo, per così dire, un segno dei tempi (difficili) che stiamo vivendo.