domenica 12 gennaio 2020

Sintesi dell’articolo di Giancarlo Bosetti “Il ritorno di Habermas - A 90 anni il filosofo tedesco pubblica una nuova opera di 1700 pagine e invita a riscoprire la forza del pensiero contro gli estremismi, pubblicato su La Repubblica l’11-1-20


Sintesi dell’articolo di Giancarlo Bosetti “Il ritorno di Habermas - A 90 anni il filosofo tedesco pubblica una nuova opera di 1700 pagine e invita a riscoprire la forza del pensiero contro gli estremismi, pubblicato su La Repubblica  l’11-1-20

Sintesi di Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro Valli


  Jurgen Habermas, dopo dieci anni di lavoro, […] ha mandato da poco alle stampe un’opera […] (due volumi, più di 1700 pagine) Auh eine Geshichte dei Philosophie [Anche una storia della filosofia]: sfida alla interpretazione corrente della modernità come secolarizzazione e sfida alla “disintegrazione” accademica della filosofia in tante diverse tecniche.
[…]
  Non possiamo più rifugiarci nel mito o nella garanzia di un Essere che faccia tutt’uno con il bene, il bello e il giusto e detti regole. Ma non dobbiamo rinunciare a un “pensiero generale”. […] Per il filosofo dell’ “etica del discorso”, a partire dalle risorse morali presenti nella comunicazione umana (il linguaggio)  si può realizzare  un progresso che regola, con il diritto, il traffico delle attività umane. […] [Però] sembrano rinsecchirsi le risorse a disposizione della modernità per riprodurre se stessa, sembra esaurirsi il carburante che alimenta le istituzioni della libertà. Preoccupa la crisi di quei meccanismi che avevano funzionato, specialmente in Europa, nel secernere diritto a partire dalle risorse morali della vita pubblica e della politica.
  Il problema cui Habermas dedica queste 1700 pagine è proprio quello delle “fonti” della normatività, delle energie che tengono insieme e possono far crescere la solidarietà tra gli esseri umani. Per questo ha voluto fare la storia di queste risorse cercandone le tracce a partire  dagli inizi di homo sapiens nei tre millenni della “costellazione” religione-conoscenza-vita delle comunità. Dove stanno le chiavi che spiegano come dai riti degli ominidi siamo arrivati alla Costituzione americana del 1787, alla Carta dei diritti umani del 1948 o all’Unione Europea? E, se le troveremo, non saranno queste le stesse chiavi che ci possono rimettere in cammino? […] Habermas mette qui al centro del suo pensiero la dimensione sacrale e rituale che precede la formazione del linguaggio e delle razionalità che il linguaggio incorpora. […] Troviamo nel libro una rinnovata e vistosa attenzione all’ “epoca assiale” - il concetto è di Karl Jasper - che è  il periodo tra il nono e il terzo secolo avanti Cristo, che vede una straordinaria  fioritura di fede e di pensiero, con Confucio e Lao Tse in Cina, con le Upanishad e Buddha in India, con i profeti biblici in Palestina, con Omero e la filosofia greca. […] Le energie solidali che tengono insieme gli ordinamenti sociali si generano e rigenerano storicamente  nelle pratiche di culto delle comunità, la secolarizzazione trasferisce e traduce poi le obbligazioni di natura religiosa in strutture di coscienza astratte. […]  Quel che non è chiaro […]è se e come questa traduzione, dal teologico al laico, «possa  proseguire oggi» di fronte ai problemi etici di tipo completamente nuovo come quelli posti dalla fine della crescita naturale dell’organismo umano e dalla possibilità di interventi incontrollati sulla sua struttura genetica.
  L’ipotesi di continuare ad attingere ai depositi di senso, alle “riserve semantiche” della religione appare ad Habermas plausibile. […] La questione dell’integrazione sociale di individui, nella loro unicità, con norme astratte e generali [è un tema che] rimane caro  alla teoria sociale critica, che Habermas spinge a esplorare i legami tra l’individuo e la comunità, sulla formazione del “noi” nella concretezza storica  delle forme particolari di vita che ogni comunità assume, con le sue norme guida.
[…]
 Lascia aperto un interrogativo drammatico: se i processi di apprendimento  morale, che si incarnano nella costituzionalizzazione delle libertà legali, si stanno inceppando, sarà ancora la costellazione fede-sapere ad alimentarli? E, se anche le risorse religiose scarseggiano, ci saranno movimenti secolari e pratiche sociali capaci di rimettere in moto la macchina?