Sintesi breve dei principi generali desunti
dal Documento finale del Sinodo speciale dei Vescovi per la Regione
Panamazzonica (26-10-19)
0. Il Documento finale del Sinodo speciale dei vescovi per la Regione Panamazzonica del
26-10-19 (di seguito indicato come Documento
finale)è un documento di portata eccezionale ed epocale per la nostra
Chiesa, perché disegna un progetto di vera e propria riforma ecclesiale, definita conversione integrale, basato
sui tre principi cardine di dottrina sociale della sinodalità
totale e diffusa, della integrazione
interculturale e della ministerialità di tutti i
fedeli per la cura della casa comune, quindi
per attuare una riforma sociale a livello globale nel senso
dei valori del vangelo, intesa come parte fondamentale della missione ecclesiale.
1. Esiste una realtà
multietnica e multiculturale nelle società del
mondo contemporaneo.
2. Vi sono culture tradizionali
fondate sul principio dell’armonia “buon vivere”, il quale si realizza pienamente
nelle Beatitudini.
3. Gli ambienti naturali
e sociali sono feriti dagli interessi economici e politici dominanti.
4. Una bioeconomia
innovativa è possibile utilizzando
scienza e tecnologie avanzate.
5. Le migrazioni: la mobilità umana determinata da bisogno e
persecuzione arivela il volto di Gesù Cristo impoverito e affamato (cfr. Mt 25,35),
espulso e senza tetto ed è un’inedita
sfida politica, sociale ed ecclesiale.
6. L'annuncio di Cristo
si è compiuto spesso in connivenza con i poteri che sfruttavano le risorse e
opprimevano le popolazioni.
7. Vi è necessità di
una conversione integrale per ascoltare il grido della terra e dei
poveri. Una Chiesa incarnata, samaritana, maddalena, mariana, che
soccorre amorevolmente, riconcilia e si riconcilia, genera.
8. Vi è necessità di un atteggiamento di dialogo
aperto, riconoscendo anche la molteplicità degli interlocutori.
9. Per i giovani è necessaria
una pastorale [ La pastorale è
un’attività della Chiesa che consiste nell’introdurre, formare, sorreggere e
indirizzare nella vita di fede] sempre in divenire, incentrata
su Gesù Cristo e sul suo progetto, dialogica e integrale,
impegnata in tutte le realtà giovanili esistenti sul territorio, compagna
nell’ascolto, che accoglie i giovani e cammina con loro, soprattutto
nelle periferie.
10. La crescita accelerata delle metropoli
è accompagnata dalla proliferazione di periferie urbane. Le famiglie spesso soffrono
per la povertà, alloggi precari, mancanza di lavoro, aumento del consumo di
droghe e alcol, discriminazione e suicidio infantile, mancanza di dialogo fra
le generazioni. Sviluppo di nuovi tipi di famiglie: famiglie monoparentali
sotto la responsabilità delle donne, aumento delle famiglie separate, unioni
libere e famiglie allargate, diminuzione dei matrimoni istituzionali. Necessità
di difendere il diritto di tutte le persone alla città. Le Comunità di base come fondamento pastorale di molte parrocchie.
11. Vi è necessità di una conversione culturale
per andare incontro agli altri e imparare da loro. La fede come sfida in divenire. Includere tutti. I
popoli originari e quelli che sono arrivati più tardi e hanno forgiato la loro
identità nella convivenza, sono portatori di valori culturali in cui scopriamo
i semi del Verbo.
12. L'avidità per la
terra è alla radice dei conflitti che portano all'etnocidio. La Chiesa si
impegna a essere alleata dei popoli per denunciare gli attentati contro la vita
delle comunità locali, i progetti che incidono sull’ambiente, la mancanza di
demarcazione dei loro territori, nonché il modello economico di sviluppo
predatorio ed ecocida. La Chiesa promuove la salvezza integrale della
persona umana.
13. L’Inculturazione
va vista come incarnazione del Vangelo nelle culture autoctone ("ciò che non
si assume non è redento", Sant'Ireneo) e allo stesso tempo l'introduzione
di queste culture nella vita della Chiesa. In questo processo i popoli sono
protagonisti e accompagnati dai loro agenti pastorali e dai loro pastori. Laici
storicamente protagonisti della pietà popolare non clericalizzata.
14. Occorre ripudiare
l’evangelizzazione colonialista e il proselitismo. Riconoscere i germi del
Verbo già presenti nelle culture Evangelizzazione come l'annuncio inculturato
che genera processi di interculturalità, processi che promuovono la vita della
Chiesa con un'identità e un volto dei popoli in cui vive.
15. Occorre promuovere
l’educazione di base e l’educazione sanitaria preventiva. Educare alla
solidarietà, nella consapevolezza di un’origine comune di di un futuro
condiviso da tutti.
16. La conversione ecologica integrale significa
prendersi cura della casa comune. L'ecologia
e la giustizia sociale sono intrinsecamente unite. Un vero approccio ecologico diventa
sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle
discussioni sull'ambiente. L'ecologia integrale non è una via in più che la
Chiesa può scegliere di fronte al futuro in questo territorio, è piuttosto
l'unica via possibile, perché non c'è nessun'altro cammino praticabile per
salvare la Terra. Per i cristiani, l'interesse e la preoccupazione per la
promozione e il rispetto dei diritti umani, sia individuali che collettivi, non
è facoltativo. La civiltà richiede energia, ma l'uso dell'energia non deve
distruggere la civiltà! Cercare modelli economici alternativi, più sostenibili,
più amichevoli nei riguardi della natura, con un solido sostegno spirituale. Il
nuovo paradigma dello sviluppo sostenibile deve essere socialmente inclusivo. Sostenere
una cultura di pace e rispetto – non di violenza e violazione – e un'economia
incentrata sulla persona che si prenda cura anche della natura. Divenire alleati delle comunità locali protagoniste della cura, protezione e difesa
dei diritti dei popoli e dei diritti della natura in questa regione sono le
stesse comunità locali. La biopirateria è una forma di violenza. Ridurre
drasticamente le emissioni di anidride carbonica (CO2) e di altri
gas legati al cambiamento climatico. Le nuove energie pulite contribuiranno a
promuovere la salute. Dobbiamo lavorare insieme affinché il diritto
fondamentale di accesso all'acqua pulita sia rispettato nel territorio.
17. E’ necessaria una
profonda conversione personale, sociale e strutturale. La Chiesa deve disimparare, imparare e reimparare per
superare ogni tendenza ad assumere modelli colonizzatori che hanno causato
danni in passato. Abbracciare una spiritualità di ecologia integrale, per
promuovere la cura del creato. Definiamo il peccato
ecologico come un’azione o un’omissione contro Dio, contro il prossimo, la
comunità e l'ambiente: si manifesta in atti e abitudini di inquinamento e
distruzione dell'armonia dell'ambiente, in trasgressioni contro i principi di
interdipendenza e nella rottura delle reti di solidarietà tra le creature e in azioni contro la virtù della giustizia.
Occorre: attuare la promozione dell'ecologia
integrale a livello parrocchiale e in ciascuna giurisdizione ecclesiastica;
adottare abitudini responsabili che rispettino e valorizzino i popoli della
Terra, le loro tradizioni e la loro saggezza; ridurre la nostra dipendenza dai
combustibili fossili e l'uso della plastica modificando le nostre abitudini
alimentari (consumo eccessivo di carne e pesce/frutti di mare) mediante stili
di vita più sobri; promuovere l'educazione all'ecologia integrale a tutti i
livelli; promuovere nuovi modelli economici e iniziative che favoriscano una
qualità di vita sostenibile.
18. La Chiesa ha bisogno
di una conversione sinodale. Cerchiamo
nuovi cammini ecclesiali, soprattutto nella ministerialità e sacramentalità
della Chiesa. La sinodalità fu il modo di essere della Chiesa primitiva e deve essere il nostro. La sinodalità
caratterizza la Chiesa intesa come Popolo
di Dio, nell’eguaglianza e nella comune dignità a fronte della diversità di
ministeri, carismi e servizi. È necessario rafforzare una cultura di dialogo,
di ascolto reciproco, di discernimento spirituale, di consenso per giungere a
decisioni comuni, promuovendo la corresponsabilità nella vita della Chiesa in
uno spirito di servizio e superando il clericalismo e le imposizioni
arbitrarie. Il discernimento comunitario permette di scoprire la chiamata che
Dio fa sentire in ogni determinata situazione storica. La sinodalità segna uno
stile di vivere la comunione e la partecipazione nelle Chiese locali che si
caratterizza per il rispetto della dignità e dell'uguaglianza di tutti i
battezzati e le battezzate, la complementarietà dei carismi e dei ministeri, il
piacere di riunirsi in assemblea per discernere insieme la voce dello Spirito: uno stile sinodale di vita e di lavoro, prestando
particolare attenzione all'effettiva partecipazione dei laici al discernimento
e alla presa di decisioni, rafforzando la partecipazione delle donne. La
Chiesa, Popolo di Dio inserito tra i popoli, ha la bellezza di un volto
pluriforme perché si radica in molte culture diverse.
19. Chiesa ministeriale e nuovi ministeri: I laici sono i fedeli che, con il battesimo sono stati
incorporati a Cristo, costituiti così in popolo di Dio e, in modo proprio, resi
partecipi dell'ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, per cui
esercitano il loro ruolo nella missione propria di tutto il popolo cristiano,
nella Chiesa e nel mondo. La Chiesa, in vista di una società giusta e solidale
nella cura della casa comune, vuole
fare dei laici attori privilegiati. Per la Chiesa è urgente che si promuovano e
si conferiscano ministeri a uomini e donne in modo equo. . È la Chiesa degli
uomini e delle donne battezzati che dobbiamo consolidare promuovendo la
ministerialità e, soprattutto, la consapevolezza della dignità battesimale. La
Chiesa vuole allargare gli spazi per una presenza femminile più incisiva nella
Chiesa: occorre che la voce delle donne sia ascoltata, che siano consultate e
partecipino alle prese di decisioni e, in questo modo, possano contribuire con
la loro sensibilità alla sinodalità ecclesiale, rafforzando la sua
partecipazione nei consigli pastorali delle parrocchie e delle diocesi, come
anche nelle istanze di governo, riconoscendo la ministerialità che Gesù ha
riservato alle donne e, quindi, assicurando il loro posto negli spazi di
leadership e nelle loro competenze specifiche. Chiediamo la revisione del Motu
Proprio Ministeria quædam di San Paolo 6°, affinché anche donne adeguatamente formate e preparate
possano ricevere i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato, tra gli altri
che possono essere svolti, e che venga
creato il ministero istituito di donna dirigente di comunità. Da più parti è
stata avanzata la richiesta del diaconato permanente per le donne, che è ancora
in fase di studio. Per la Chiesa, è urgente la promozione, la formazione e il
sostegno ai diaconi permanenti a causa dell'importanza di questo ministero
nella comunità: il diaconato oggi deve anche promuovere l'ecologia integrale,
lo sviluppo umano, la pastorale sociale, il servizio a chi si trova in
condizioni di vulnerabilità e povertà. È auspicabile che anche la moglie ed i
figli partecipino al processo di formazione del diacono permanente. Esiste un
diritto della comunità alla celebrazione dell’Eucaristia, il quale deriva
dall'essenza dell'Eucaristia e dal suo posto nell'economia di salvezza: l'Eucaristia
infatti contiene tutto il bene spirituale della Chiesa; è la fonte e il culmine
di ogni evangelizzazione. Essa è anche è il punto di partenza: di incontro, di
riconciliazione, di apprendimento e catechesi, di crescita comunitaria. La
disciplina del celibato non è richiesta dalla natura stessa del sacerdozio,
sebbene vi sia per molte ragioni un rapporto di convenienza con esso. Si
propone che l’autorità competente stabilisca criteri e disposizioni per
ordinare sacerdoti uomini idonei e riconosciuti dalla comunità, i quali, pur
avendo una famiglia legittimamente costituita e stabile, abbiano un diaconato
permanente fecondo e ricevano una formazione adeguata per il presbiterato al
fine di sostenere la vita della comunità cristiana attraverso la predicazione
della Parola e la celebrazione dei Sacramenti.
20. E’ necessario riprogettare il modo in cui sono organizzate le Chiese locali. È urgente articolare spazi sinodali, generare reti di sostegno solidale e superare le frontiere che la geografia impone e costruire ponti che uniscano. La Chiesa sta sviluppando una rinnovata comprensione della sinodalità su scala regionale.
20. E’ necessario riprogettare il modo in cui sono organizzate le Chiese locali. È urgente articolare spazi sinodali, generare reti di sostegno solidale e superare le frontiere che la geografia impone e costruire ponti che uniscano. La Chiesa sta sviluppando una rinnovata comprensione della sinodalità su scala regionale.
21. Dobbiamo dare una
risposta autenticamente cattolica alla richiesta delle comunità locali di
adattare la liturgia valorizzando la cosmovisione, le tradizioni, i simboli e i
riti originali che includano la dimensione trascendente, comunitaria ed
ecologica.