venerdì 15 novembre 2019

“Riparatori di brecce, restauratori di sentieri” - una citazione dal libro di Angelo Cassano, Le idee contano. Viaggio nel cuore dell’essenzialità, 2019, Claudiana, €16,50, pagg.188


Riparatori  di brecce, restauratori di sentieri”

[da: CASSANO Angelo, Le idee contano. Viaggio nel cuore dell’essenzialità, 2019, Claudiana, €16,50, pagg.188]

 Partire de noi, dalla mitezza interiore, è l’unico modo per contrastare coloro che, con gesti e parole, attentano alla nostra fragile democrazia e per costruire una pace che riesca a ramificarsi nell’albero della vita collettiva. Se vogliamo che il raggio divino, che è in ogni essere umano, riesca ad illuminare i rapporti umani, occorre che ogni uomo e ogni donna facciano la loro parte, superando inimicizie e rancori. Ne era pienamente convinta Etty Hillesum:
Una pace futura potrà essere veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso – se ognuno si sarà liberato dall’odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà superato quest’odio e l’avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore se non è chiedere troppo. E’ l’unica soluzione possibile.
  La mitezza d’animo è tale, quando ha la forza di tradursi in un’etica della riconciliazione. Tra i tanti testi biblici che parlano  di riconciliazione, ce n’è uno che trovo davvero straordinario perché offre immagini di una concretezza cristallina: «Il Signore ti guiderà sempre, ti sazierà nei luoghi aridi […] e tu sarai chiamato riparatore delle brecce, il restauratore dei sentieri per rendere abitabile il paese [Isaia 58,11-12]».
  Il riparatore e la riparatrice di brecce è chi vede una feritoia o una spaccatura nelle mura di protezione della città e, invece di lamentarsi, raccoglie le pietre, prepara la calce e si mette a riparare la crepa.
  Dove le strade di comunicazione vengono distrutte e la gente cade in miseria, il restauratore e la restauratrice dei sentieri ripara le buche, perché la vita, gli scambi, la comunicazione possano riprendere. Non si blocca davanti a un sentiero o a un ponte dissestato. Si rimbocca le maniche e li rimette a posto.
  Dai periodi bui si può uscire, dalle macerie si può ricostruire, se ci sono uomini e donne di buona volontà che fanno della mitezza il cammino della loro esistenza civile e democratica, e che non si lasciano irretire dalla cultura dell’odio, ma dalla cultura della cura. [pag.123-124]