giovedì 19 settembre 2019

Opzione preferenziale per i poveri

 Opzione preferenziale per i poveri significa non accettare, in nome del Vangelo,  che vi siano poveri in una società in cui vi è anche chi povero non è, quindi la povertà determinata dall'organizzazione della società, e di conseguenza agire per modificare questa organizzazione iniziando dal non considerare la proprietà un valore assoluto e da prassi di condivisione di ciò che si ha. Questa idea è stata elaborata a partire dalle assemblee dell'episcopato Latino-americano riunito nel CELAM, il Consiglio Episcopale Latino Americano, a partire dall'assemblea generale tenutasi a Medellin nel 1968. Essa è stata accolta nel magistero del papa Karol Wojtyla - Giovanni Paolo II ed è menzionata nella lettera apostolica Nel nuovo Millennio  - Novo Millennio ineunte (2001):

49. Dalla comunione intra-ecclesiale, la carità si apre per sua natura al servizio universale, proiettandoci nell'impegno di un amore operoso e concreto verso ogni essere umano. È un ambito, questo, che qualifica in modo ugualmente decisivo la vita cristiana, lo stile ecclesiale e la programmazione pastorale. Il secolo e il millennio che si avviano dovranno ancora vedere, ed anzi è auspicabile che lo vedano con forza maggiore, a quale grado di dedizione sappia arrivare la carità verso i più poveri. Se siamo ripartiti davvero dalla contemplazione di Cristo, dovremo saperlo scorgere soprattutto nel volto di coloro con i quali egli stesso ha voluto identificarsi: « Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi » (Mt 25,35-36). Questa pagina non è un semplice invito alla carità: è una pagina di cristologia, che proietta un fascio di luce sul mistero di Cristo. Su questa pagina, non meno che sul versante dell'ortodossia, la Chiesa misura la sua fedeltà di Sposa di Cristo.
  Certo, non va dimenticato che nessuno può essere escluso dal nostro amore, dal momento che « con l'incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo a ogni uomo ». Ma stando alle inequivocabili parole del Vangelo, nella persona dei poveri c'è una sua presenza speciale, che impone alla Chiesa un'opzione preferenziale per loro. Attraverso tale opzione, si testimonia lo stile dell'amore di Dio, la sua provvidenza, la sua misericordia, e in qualche modo si seminano ancora nella storia quei semi del Regno di Dio che Gesù stesso pose nella sua vita terrena venendo incontro a quanti ricorrevano a lui per tutte le necessità spirituali e materiali.

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli