martedì 27 agosto 2019

Predicazione

Predicazione

[1]Saulo frattanto, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote [2]e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne, seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati. [3]E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo [4]e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». [5]Rispose: «Chi sei, o Signore?». E la voce: «Io sono Gesù, che tu perseguiti! [6]Orsù, alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare». [7]Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce ma non vedendo nessuno. [8]Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco, [9]dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda.
[10]Ora c'era a Damasco un discepolo di nome Anania e il Signore in una visione gli disse: «Anania!». Rispose: «Eccomi, Signore!». [11]E il Signore a lui: «Su, và sulla strada chiamata Diritta, e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco sta pregando, [12]e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire e imporgli le mani perché ricuperi la vista». [13]Rispose Anania: «Signore, riguardo a quest'uomo ho udito da molti tutto il male che ha fatto ai tuoi fedeli in Gerusalemme. [14]Inoltre ha l'autorizzazione dai sommi sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome». [15]Ma il Signore disse: «Và, perché egli è per me uno strumento eletto per portare il mio nome dinanzi ai popoli, ai re e ai figli di Israele; [16]e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome». [17]Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: «Saulo, fratello mio, mi ha mandato a te il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale venivi, perché tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo». [18]E improvvisamente gli caddero dagli occhi come delle squame e ricuperò la vista; fu subito battezzato, [19]poi prese cibo e le forze gli ritornarono. Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco, [20]e subito nelle sinagoghe proclamava Gesù Figlio di Dio.
 [Dagli Atti degli apostoli, capitolo 9, versetti 1-20]

  In genere la vita cristiana inizia ascoltando altri che raccontano di Gesù:  è la predicazione. Per chi vive in famiglie cristiane, i primi predicatori sono coloro che fanno da genitori. Crescendo, si ascoltano quelli che sono accreditati nelle comunità di riferimento e hanno ricevuto l’incarico di svolgere quel compito, preparandosi. Non ho mai incontrato finora qualcuno che sia riuscito a fare da sé, anche se non posso escludere che ve ne siano. Nemmeno Paolo di Tarso, stando a quanto si racconta nel brano degli  Atti degli apostoli  che ho sopra trascritto, ci riuscì. In Siria, sulla strada di Damasco, ebbe un’esperienza prodigiosa che possiamo definire  visione. Una luce, una voce dal cielo: "Io sono Gesù, che tu perséguiti! Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare".  La visione lo rese cieco. Nella città, Damasco, un discepolo di Gesù, Anania, ebbe anche lui una visione e gli fu detto: "Su, va' nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco, sta pregando e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire a imporgli le mani perché recuperasse la vista"  e "Va', perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d'Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome".  Paolo recuperò la vista dopo che Anania gli ebbe imposto le mani, un gesto che significava il dono dello Spirito Santo: "Saulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo". 
  Fare da sé in materia di fede espone al pericolo di non incontrare veramente Gesù e di costruirsi un dio a  propria misura. Per quanto uno sia grande e sapiente, quella misura non è mai quella giusta, perché siamo  viventi limitati. Nelle Scritture si trova in molti brani l’esortazione a  contare i propri giorni. Se ad una persona però basta l’illusione di breve periodo, una specie di aiuto psicologico per superare brutti momenti della vita… Così la religione diventa una specie di analgesico. Un sogno piacevole come quello indotto da certe droghe. E’ una delle critiche più dure che le sono state fatte. Ma la fede che mi è stata insegnata non è fatta così e non serve a quello.
 La riflessione sui fatti rilevanti per la fede, alla luce di essa, ciò che trovate su questo blog, non è predicazione. E’, al più, un discorso colto per condividere l’esperienza di fede, come potete trovare anche in altre pubblicazioni. Tra ciò che qui condivido vi è anche l’esortazione ad esporsi alla predicazione, nella comunità di riferimento, per saperne di più ed essere indirizzati per la via giusta. Sento che alcuni vorrebbero farne a meno. Su Famiglia Cristiana in edicola leggo addirittura di una imponente opposizione dei fedeli contro il Papa su questioni importanti. Quelli lì, dopo una visione prodigiosa per via,  addirittura di Gesù stesso!, si sarebbero eletti in proprio predicatori, nonostante l’esortazione del Signore: “…entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare”.  Ma lo avrebbero fatti da ciechi! E’ questo, appunto, che accade,  nella mia esperienza, a quella specie di sedicenti  sovraumani che seguono quella via. I risultati, poi, non mi sembrano veramente un granché. Ecco che ad esempio, dunque, nonostante magari un gran brandire di amuleti  religiosi, simboli ridotti a tali perché strumentalizzati, ci si manifesta  spietati, facendosi lecito di ignorare il comando di Gesù dell’amicizia universale operosa. La cosa poi, come insegna la storia, va in genere a finire male, perché, quando in una società si introduce il principio di spietatezza, al momento in cui fatalmente si è colpiti da rovesci della fortuna se ne sarà travolti, come accadde storicamente a molti rivoluzionari francesi di fine Settecento.

Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli