lunedì 26 agosto 2019

Azione cattolica e riforma sociale

  Il collegamento tra l'Azione Cattolica e l'azione sociale promossa dal Papa e dai vescovi è stato sempre centrale nell'attività associativa, fin dalla sua fondazione, decisa dal Papa Giuseppe Sarto - Pio 10° con l'enciclica Il fermo proposito  del 1905, e attuata l'anno seguente con la deliberazione e approvazione degli statuti della nuova organizzazione. Quest'ultima  proprio nel suo collegamento organico con il Papato differiva sostanzialmente dalle precedenti iniziative sociali del laicato italiano, ma con esse condivideva l'intento espressamente politico dell'agitazione delle masse per la riforma sociale, in un'epoca di acutissimo contrasto tra il Papato e il Regno d'Italia, dopo la soppressione, nel 1870 a seguito di conquista militare da parte dell'esercito italiano,  dello Stato Pontificio, il piccolo regno territoriale che il Papato  manteneva dall'antichità nell'Italia centrale, con capitale Roma. Questa azione sociale e politica si allineò progressivamente e  in gran parte con quella fascista dal 1930 al 1938, il periodo della compromissione dei cattolici italiani con il regime mussoliniano dopo i Patti Lateranensi  conclusi nel 1929 tra il Regno d'Italia e il Papato romano. L'anno di svolta fu il 1931, quello in cui l'Azione Cattolica fu attaccata da squadre di delinquenti politici fascisti e il Papato con l'enciclica Il Quarantennale - Quadragesimo anno, del Papa Achille Ratti - Pio 11°,  invitò i cattolici a collaborare con il regime. Certo, alcuni settori dell'Azione Cattolica, come quello degli universitari, mantennero una posizione critica nei confronti del regime, facendosi forza anche in base a quanto argomentato da quello stesso Papa sempre nel 1931, con l'enciclica  Non abbiamo bisogno, un  tentativo (ambiguo e sostanzialmente tiepido) di mantenere uno spazio di azione religiosa dell'organizzazione, pur tra (oggi) sconcertanti affermazioni come questa "Crediamo poi di avere contemporaneamente fatto buona opera al partito stesso ed al regime." Dal 1939, con il Papa Eugenio Pacelli - Pio 12°, l'orientamento del Papato mutò radicalmente e condusse l'Azione Cattolica ad avere un ruolo decisivo nella costruzione di una nuova democrazia repubblicana in Italia, con l'affermazione politica di tanti principi umanitari del pensiero sociale cristiano e della dottrina sociale cattolica. 
 Non deve stupire, quindi, che l'Azione Cattolica segua il Papa e i vescovi nella loro attuale aspra polemica, su base prettamente evangelica e senza intenti di egemonia di potere,  contro la politica dei  porti chiusi da chiunque propugnata, in linea con la critica, contenuta nell'enciclica citata Non abbiamo bisogno, che "non si è cattolici se non per il battesimo e per il nome — in contraddizione con le esigenze del nome e con gli stessi impegni battesimali — adottando e svolgendo un programma che fa sue dottrine e massime tanto contrarie ai diritti della Chiesa di Gesù Cristo e delle anime".
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli