domenica 20 gennaio 2019

Domenica 21-1-19 – 2° del Tempo Ordinario - Lezionario dell’anno C per le domeniche e le solennità – colore liturgico: verde– salterio: 1° settimana - Letture e sintesi dell’omelia delle Messa delle nove- avvisi del parroco e di A.C. Sunday 21 January 2019 - 2 ° of Ordinary Time of the Catholic liturgy - Lectionary of the year C for Sundays and solemnities - liturgical color: green- psaltery: 1st week - Biblical readings and summary of the homily of the Mass at nine o'clock - notices of the parson


 Domenica 21-1-19 – 2° del Tempo Ordinario -   Lezionario dell’anno C per le domeniche e le solennità –  colore liturgico: verde– salterio: 1° settimana -   Letture e sintesi dell’omelia delle  Messa delle nove- avvisi  del parroco e di   A.C.
Sunday 21 January 2019 - 2 ° of Ordinary Time of the Catholic liturgy - Lectionary of the year C for Sundays and solemnities - liturgical color: green- psaltery: 1st week - Biblical readings and summary of the homily of the Mass at nine o'clock - notices of the parson

Blog of the parish group of Catholic Action of the christian catholic parish “San Clemente papa”, in the Monte Sacro - Valli neighborhood - Rome, Italy, European Union

Osservazioni ambientali: cielo nuvoloso, piovoso; temperatura ambientale 10° C.
Environmental observations: cloudy, rainy sky; ambient temperature 10 ° C.

Canti: ingresso, Noi canteremo gloria a te; offertorio, Se m’accogli; Comunione, Il tuo popolo in cammino; finale, Santa Maria del Cammino 

Alla Messa delle nove il gruppo di A.C. si siede nei banchi di sinistra, a fianco dell’altare, guardando l’abside.
At the Mass at nine o'clock, the group of A.C. sits in the pews on the left, next to the altar, looking at the apse.

 Buona domenica a tutti i lettori!  
Happy Sunday to all readers!

La pace sia con voi
La paix soit avec toi
Friede sei mit dir
η ειρήνη να είναι μαζί σου
La paz sea contigo
A paz esteja contigo
Peace be with you
Мир вам
السلام معك
Amani iwe na wewe
शांति आपके साथ हो
和平与你同在
Pax vobiscum

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Pillola di Concilio
Council pill

Dalla Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo La gioia e la speranza - Gaudium et spes,  del Concilio Vaticano 2° (1962-1965)
From the Pastoral Constitution on the Church in the Modern World Joy and Hope - Gaudium et Spes, from the Second Vatican Council (1962-1965)

9. Le aspirazioni sempre più universali dell'umanità.
Cresce frattanto la convinzione che l'umanità non solo può e deve sempre più rafforzare il suo dominio sul creato, ma che le compete inoltre instaurare un ordine politico, sociale ed economico che sempre più e meglio serva l'uomo e aiuti i singoli e i gruppi ad affermare e sviluppare la propria dignità. Donde le aspre rivendicazioni di tanti che, prendendo nettamente coscienza, reputano di essere stati privati di quei beni per ingiustizia o per una non equa distribuzione.
I paesi in via di sviluppo o appena giunti all'indipendenza desiderano partecipare ai benefici della civiltà moderna non solo sul piano politico ma anche economico, e liberamente compiere la loro parte nel mondo; invece cresce ogni giorno la loro distanza e spesso la dipendenza anche economica dalle altre nazioni più ricche, che progrediscono più rapidamente.
I popoli attanagliati dalla fame chiamano in causa i popoli più ricchi.
Le donne rivendicano, là dove ancora non l'hanno raggiunta, la parità con gli uomini, non solo di diritto, ma anche di fatto. Operai e contadini non vogliono solo guadagnarsi il necessario per vivere, ma sviluppare la loro personalità col lavoro, anzi partecipare all'organizzazione della vita economica, sociale, politica e culturale. Per la prima volta nella storia umana, i popoli sono oggi persuasi che i benefici della civiltà possono e debbono realmente estendersi a tutti.
Sotto tutte queste rivendicazioni si cela un'aspirazione più profonda e universale.
I singoli e i gruppi organizzati anelano infatti a una vita piena e libera, degna dell'uomo, che metta al proprio servizio tutto quanto il mondo oggi offre loro così abbondantemente.
Anche le nazioni si sforzano sempre più di raggiungere una certa comunità universale.
Stando così le cose, il mondo si presenta oggi potente a un tempo e debole, capace di operare il meglio e il peggio, mentre gli si apre dinanzi la strada della libertà o della schiavitù, del progresso o del regresso, della fraternità o dell'odio. Inoltre l'uomo prende coscienza che dipende da lui orientare bene le forze da lui stesso suscitate e che possono schiacciarlo o servirgli.
Per questo si pone degli interrogativi.

9. The increasingly universal aspirations of humanity. Meanwhile the conviction grows not only that humanity can and should increasingly consolidate its control over creation, but even more, that it devolves on humanity to establish a political, social and economic order which will growingly serve man and help individuals as well as groups to affirm and develop the dignity proper to them.
As a result many persons are quite aggressively demanding those benefits of which with vivid awareness they judge themselves to be deprived either through injustice or unequal distribution. Nations on the road to progress, like those recently made independent, desire to participate in the goods of modern civilization, not only in the political field but also economically, and to play their part freely on the world scene. Still they continually fall behind while very often their economic and other dependence on wealthier nations advances more rapidly.
People hounded by hunger call upon those better off. Where they have not yet won it, women claim for themselves an equity with men before the law and in fact. Laborers and farmers seek not only to provide for the necessities of life, but to develop the gifts of their personality by their labors and indeed to take part in regulating economic, social, political and cultural life. Now, for the first time in human history all people are convinced that the benefits of culture ought to be and actually can be extended to everyone.
Still, beneath all these demands lies a deeper and more widespread longing: persons and societies thirst for a full and free life worthy of man; one in which they can subject to their own welfare all that the modern world can offer them so abundantly. In addition, nations try harder every day to bring about a kind of universal community.
Since all these things are so, the modern world shows itself at once powerful and weak, capable of the noblest deeds or the foulest; before it lies the path to freedom or to slavery, to progress or retreat, to brotherhood or hatred. Moreover, man is becoming aware that it is his responsibility to guide aright the forces which he has unleashed and which can enslave him or minister to him. That is why he is putting questions to himself.


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Letture bibliche proclamate durante la Messa
Biblical readings proclaimed during the Mass

Le letture bibliche possono essere lette anche  in cinese, inglese, latino e spagnolo all’indirizzo Web:
The biblical readings can be read in Chinese, English, Latin and Spanish at the Web:

http://www.vatican.va/archive/bible/index.htm

Prima lettura
Dal libro del profeta  Isaia (Is 62,1-5)

Is 62,1-5
 
Per amore di Sion non tacerò,
per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo,
finché non sorga come aurora la sua giustizia
e la sua salvezza non risplenda come lampada.
 
Allora le genti vedranno la tua giustizia,
tutti i re la tua gloria;
sarai chiamata con un nome nuovo,
che la bocca del Signore indicherà.
Sarai una magnifica corona nella mano del Signore,
un diadema regale nella palma del tuo Dio.
 
Nessuno ti chiamerà più Abbandonata,
né la tua terra sarà più detta Devastata,
ma sarai chiamata Mia Gioia
e la tua terra Sposata,
perché il Signore troverà in te la sua delizia
e la tua terra avrà uno sposo.
 
Sì, come un giovane sposa una vergine,
così ti sposeranno i tuoi figli;
come gioisce lo sposo per la sposa,
così il tuo Dio gioirà per te.

Salmo responsoriale
Dal salmo 96

Ritornello:   Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome. 
 
Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie. 
 
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome. 
 
Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine.


Seconda lettura
Dalla prima  lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi (1Cor 12,4-11)
 
Fratelli, vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.
 A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell’unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue.
 Ma tutte queste cose le opera l’unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Dio ci ha chiamati mediante il Vangelo,
per entrare in possesso della gloria
del Signore nostro Gesù Cristo. (Cfr. 2Ts 2,14)

Alleluia.


Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 2,1-11)

 
In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
 Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
 Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
 Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
  Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

 

Sintesi dell’omelia della Messa delle nove
Summary of the homily for the Mass at nine o'clock

Il miracolo di Cana, il cambiare l’acqua in vino è stato visto come l’immagine del passaggio ad una nuova Alleanza.
 Ancora oggi talvolta il padre della sposa fa imbottigliare il vino migliore, con sull’etichetta le foto degli sposi, e lo fa servire per primo al pranzo nuziale. Quando finisce, i camerieri iniziano a servire quello nelle damigiane. Il capo cameriere, che non beve il vino servito e quindi non se ne inebria, sa distinguere tra i due.
 Servire vino ad una festa è consono con l’evento: si vuole celebrare la felicità coniugale. A volte però il vino viene utilizzato solo per stordirsi e questo non va bene. Altre volte il vino è adulterato e fa male. Gesù è come il vino buono che è servito al  momento giusto e allora fa bene all’anima. Sappiamo però riconoscere il vino cattivo e quello addirittura adulterato, che fa male? In società ne viene propinato e molti ne diventano dipendenti, e poi stanno male.
 Il vino buono del pranzo nuziale evoca una felicità che dura: questo è appunto il matrimonio, non si riduce tutto alla festa nuziale. Ma di quella festa i coniugi continuano a fare memoria per rinnovarla e prolungarla per tutta la vita. Così sia anche per le nostra fede.

The miracle of Cana, the change of water in wine was seen as the image of the transition to a new covenant.
 Even today, the father of the bride bottles the best wine, with pictures of the couple on the label, and makes him serve for the wedding lunch first. When it ends, the waiters start serving the demijohns. The maître, who does not drink the wine served and therefore does not get intoxicated, knows how to distinguish between the two.
 Serving wine at a party is in keeping with the event: we want to celebrate conjugal happiness. Sometimes, however, the wine is used only to stun and this is not good. At other times wine is adulterated and hurts. Jesus is like the good wine that is served at the right time and then it is good for the soul. But we know how to recognize bad and even adulterated wine, which hurts? In society it is propitiated and many become dependent, and then they are bad.
 The good wine of the nuptial lunch evokes a happiness that lasts: this is precisely the marriage, everything is not reduced to the wedding party. But of that party the spouses continue to remember to renew it and prolong it for life. So be it also for our faith.

Sintesi di Mario Ardigò, per come ha compreso le parole del celebrante.
Summary of the homily given by Mario Ardigò, according to how he understood the words of the celebrant.

Avvisi del parroco:
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Avvisi di A.C.
 La riunione infrasettimanale del gruppo di AC si terrà martedì 22-1-19, alle 17, in sala rossa.