Civiltà e storia
La consapevolezza storica è molto importante per capire che, quando
vengono in contatto, le civiltà umane tendono a fondersi, superando l’iniziale
contrapposizione. Questa è una dinamica che si osserva praticamente in tutti
gli scontri di civiltà, che non rimangono a lungo scontri.
Le ideologie, le comprensioni formali del
senso degli eventi storici, e tra esse le teologie, le quali cercano di spiegarne il
senso soprannaturale, sono invece costruite culturalmente per compattare le
civiltà e quindi per dividerle dalle altre, segnandone precisi confini. Esse
però seguono fatalmente gli sviluppi culturali delle fusioni di civiltà, per
quanto, facendo il lavoro per cui sono state pensate, cerchino di resistervi.
Il cristianesimo, da punto di vista culturale, si è presentato alle
origini, in particolare nei primi tre secoli dei quali sappiamo meno dal punto di vista storico, come una spettacolare fusione di civiltà, in particolare
delle culture dell’antico ebraismo e dell’ellenismo, che negli ultimi due
secoli dell’era antica si erano fronteggiati e combattuti violentemente, il primo tentando di contrastare le influenze del
secondo e quest’ultimo cercando di inculturare il primo. L’altra spettacolare
fusione del cristianesimo fu quando assimilò la cultura giuridica dell’antica
romanità. Ci meravigliamo dal constatare che, dal Quarto secolo, partendo da una situazione di contrapposizione e anche di cicliche persecuzioni, nella quale quali i cristiani ci si presentano come una minoranza vessata, l'Impero romano abbia assimilato il cristianesimo nelle propria ideologia politica, in tal modo rendendolo obbligatorio per i suoi sudditi. Le nostre conoscenze storiche sui primi secoli, in cui si realizzò la fusione , sono incomplete: tuttavia non si passò certamente istantaneamente dalla contrapposizione alla fusione. La fusione fu costruita culturalmente e ideologicamente sicuramente a partire da dinamiche sociali di mediazione che portarono i cristiani nel ceto dominante, più vicino al centro imperiale. Uno sviluppo durato quattro secoli, i primi della nostra era, e che è proseguito fino ai nostri giorni.
Un esempio di quelle dinamiche di fusione? Il Papa è anche chiamato Pontefice Massimo. Quello dei Pontefici era un collegio sacerdotale della Roma antica, precristiana. Originariamente deteneva le competenze tecniche per la costruzione dei ponti, quindi per superare importanti barriere naturali come lo sono i fiumi, e anche il Tevere, nei pressi del quale l'antica Roma fu fondata. Il capo di quei sacerdoti era chiamato Pontefice
Massimo. Dal primo secolo, a partire da Ottaviano Augusto, quella carica fu
attribuita agli imperatori romani, ma dal Quarto secolo se la attribuirono i
vescovi di Roma e da lì, con lo sviluppo del loro ruolo preminente, passò ai Papi. Quindi
il Papato romano ha fatto proprio il titolo di un antico capo sacerdotale pagano, tuttavia non ricevendolo
culturalmente dal collegio sacerdotale di riferimento, quello degli antichi Pontefici, ma dalla cultura romana del
potere politico imperiale: il titolo
passò dall’imperatore al papa. L’idea di un Papato universale è con tutta
evidenza collegata a quella cultura imperiale: ne derivò la costruzione ideologica
e teologica, durata quasi un millennio, di un Papato imperiale, in particolare con la rielaborazione dell'antica teologia del Papa come Vicario di Cristo, posta a fondamento di quel nuovo potere imperiale, non più inteso solo come preminenza in ambito
religioso.
La consapevolezza storica delle dinamiche di fusione delle civiltà è
molto importante proprio nelle epoche in cui l’avvicinamento o l’intersecarsi
di civiltà manifesta dinamiche di scontro
sorrette da visioni ideologiche e
teologiche incompatibili, esclusive nel senso di escludere, e anzi di temere, la
possibilità di contaminazioni reciproche, che però inevitabilmente si
produrranno. La pace dipende dalla capacità di assecondare i processi di
fusione, producendo le ideologie che occorrono. Questo è stato storicamente il
compito dei mediatori ideologici, dei
quali la storia della nostra Chiesa è piena. Uno dei più importanti nella
teologia della nostra fede fu Tommaso d’Aquino, frate domenicano vissuto nel
Duecento. La sua filosofia, in un’epoca di duri scontri ideologici, con l’enciclica Aeterni Patris - Dell’Eterno Padre diffusa nel 1879 dal Papa Leone
13° - Vincenzo Gioacchino Pecci, fu dichiarata quella più conforme al
modello culturale proposto da Magistero. Su di essa venne costruita la moderna
dottrina sociale, che si fa iniziare dal 1891, l'anno in cui quel Papa diffuse l'enciclica sociale Rerum Novarum - Le novità, deliberando una nuova ideologia di azione sociale per i fedeli cattolici.
Mario Ardigò - Azione Cattolica
in San Clemente Papa, Roma, Monte Sacro, Valli