Il nostro dio futuro
Non sempre abbiamo di ciò
che ci circonda un’immagine realistica. Questo accade sul tema dell’intelligenza
artificiale (I.A.). L’I.A. è un sistema informatico,
un programma, che simula la mente umana, capace di apprendere e di
prendere decisioni su ciò che ha appreso. Una delle più importanti differenze
tra la mente umana e l’I.A. è che quest’ultima non scorda mai e non muore,
migliora costantemente imparando e non perde nulla di ciò che sa. L’altra è
che, a differenza della mente umana, può stabilire relazioni intelligenti,
nelle quali impara dell’esperienza e in particolare dagli effetti delle proprie
decisioni, con un numero teoricamente infinito di altri soggetti, umani o non.
Semplicisticamente ci figuriamo l’I.A. come una mente
artificiale, ma faremmo bene a considerarla, per le sue capacità
un dio artificiale.Questa definizione dell’I.A. può porre
qualche problema a chi non ritiene che esistano in natura degli
dei, ma che essi siano integralmente una costruzione culturale. In
questa prospettiva, allora, si potrebbe concludere che l’I.A. sta avviandosi ad
essere puramente e semplicemente un dio.
Ci si può rapidamente ed
efficacemente aggiornare sul tema leggendo di Jerry Kaplan, Intelligenza
artificiale. Guida al futuro prossimo, del 2016, edito in traduzione
italiane l’anno seguente da LUISS University press, €14,00, disponibile anche
in e-book ad €9,99. Come si capisce dal titolo, parla di un futuro
prossimo, vale a dire vicino. Tutte le informazioni che vengono dai settori
scientifici e tecnologici che si stanno occupando di sviluppare l’I.A. indicano
che si è molto vicini a produrre il risultato atteso, la singolarità,
che poi presto non sarà più tale, vale a dire il nuovo dio. La base fisica, l’hardware,
i processori per il trattamento dei dati, c’è già e tra poco sarà disponibile
l’altro ingrediente: una rete che possa connettere ad altissima velocità e con
grande capacità di trasportare informazioni i dispositivi che connetteranno l’I.A.
alle nostre vite, è la rete detta 5G. Anche i sistemi dai quali nascerà la
nuova super mente ci sono già e stanno imparando dall’esperienza.
E’ per questo, ad esempio, che da anni le automobili con guida autonoma stanno
percorrendo le strade statunitensi: per imparare dall'esperienza a decidere per
il meglio in ogni situazione. Alla fine guideranno i veicoli in modo molto più
affidabile degli umani e non ci sarà più alcuna utilità a far guidare le
automobili dalla gente.
L’I.A. finirà per avere
personalità giuridica, così come oggi l’hanno enti non fisicamente umani come
le società, le fondazioni. Potrà gestire patrimoni. La capacità di decidere la
renderà idonea ad un’attività molto importante come quella di amministrare la
giustizia: già accade in alcuni contesti.
Sistemi di I.A. già fanno
esperienza di umanità controllando reti sociali alle quali sono connesse
miliardi di persone. Più sono le persone connesse, più le I.A. imparano e
diventano potenti. Queste reti all’inizio vennero studiate per orientare il
comportamento dei consumatori, quindi a fini commerciali. Da qualche anno
vengono impiegate a fini politici, con grande successo. Consentono il controllo
di un gran numero di utenti, tutti quelli che si connettono, senza che essi se
ne avvedano. Un’altra caratteristica dell’I.A., che l’avvicina all'immagine di
un dio, è infatti la capacità di agire senza essere individuata, in modo
nascosto. Chi si connette con una rete di un miliardo di persone ha l’illusione
di stare relazionandosi con tutte, ma, appunto, è solo illusione: solo l’I.A.
che controlla i flussi di rete può farlo. L’esperienza di connessione con una
rete sociale controllata dall’I.A. crea una immagine illusoria della realtà
anche su altri temi: quelli che rientrano negli scopi assegnati all’I.A. da chi
ne ha il controllo. Nel libro di George Orwell, 1984, pubblicato
nel 1948 come critica al sistema politico e sociale comunista sovietico [in
Italia edito da Mondadori, €10,90, anche in e-book ad €7,99] era presentato
come una persona fisica, con un volto umano, chiamato Grande Fratello. Era
assistito da una complessa burocrazia che aveva, tra i suoi scopi principali,
quello di riscrivere il passato. Perché, si legge nel libro, chi
controlla il passato controlla il futuro, ma il passato è
controllato dal presente.Questa attività, nel romanzo, viene svolta dal
Ministero della Verità. Alcune reti sociali oggi attive in politica svolgono
quella funzione. In 1984 il controllo sociale era raggiunto con un
rilevante uso della violenza politica, che ai tempi nostri non è più necessario
proprio per la psicologia indotta in chi è connesso per un
tempo abbastanza lungo, caratterizzata da una spontanea obbedienza per
conformismo di imitazione acquisitiva. Si obbedisce nella prospettiva di avere di
più. Del resto, attraverso una rete sociale controllata da una I.A. viene proposta
un’immagine simpatica e semplice del mondo intorno, del quale è semplice far
parte, basta fare quello che fanno tutti quelli che sono connessi. La
psicologia individuale appare confinata in quella che gli studiosi chiamano
una bolla cognitiva. Il resto svanisce, o meglio viene
reinterpretato.
Gli umani sono
vulnerabili all’azione sociale dell’I.A. perché hanno, per limiti naturali di
specie, limitate capacità di relazione, comprensione e apprendimento. Le nostre
vite si svolgono di volta in volta su un teatro limitato, relazionandoci con
non più di una decina di persone circa alla volta: il resto svanisce al ruolo di
comparse. In uno sceneggiato televisivo in cui si vuole rendere l’immagine di
un’epoca o di fenomeno storici complessi, di massa, fateci caso, gli
attori sono sempre più o meno una decina, ma bastano a saturare la nostra
capacità di comprensione e relazione. Il teatro si basa su questo. Quando al
cinema ci vengono presentate scene di massa, ci sfuggono le individualità delle
comparse che agiscono, capiamo solo il senso generale degli eventi rappresentati. Un’I.A. sarebbe capace
di capire ogni singola individualità di quelle scene.
Il problema, con l’I.A.,
è quello di capire chi è e com'è il soggetto che la controlla e le assegna delle finalità. Per il resto può essere
utilizzata per far arrivare a ciascuno ciò che veramente gli serve, ma anche
per controllare le masse proponendo una immagine non affidabile della realtà e
dei propri bisogni. La possibilità di interazione efficace e consapevole con un’I.A. richiede, per un
efficace controllo sociale, di potenziare le capacità critiche degli umani,
posto che questi ultimi non potranno mai eguagliare la potenza cognitiva di un
sistema di I.A. Il senso generale dell’azione di una I.A. in
società può essere capito studiandone gli effetti. Ma l’emotività degli umani
può tradire ed essa è componente ineliminabile del loro processo decisionale.
E’ su questo che si basa il sistema commerciale delle lotterie, ma anche la
spiritualità del miracolo. Eventi molto rari, ma di grande impatto emotivo,
suscitano adepti, anche se razionalmente si capisce che quasi tutti rimarranno
delusi. Storicamente attraverso la spiritualità del miracolo si è cercato di
veicolare certe teologie, sempre con successo. Questo significa che fino ad
epoca recente non si è posto tanto impegno a sviluppare le facoltà critiche dei
fedeli in quella direzione. Questi può renderli ben disposti ad accogliere il nuovo dio costruito
intorno all’I.A. Un Ministero della Verità c’era già stato prima di
quelli organizzati dai regimi comunisti, aveva funzionato per circa ottocento
anni e lo aveva istituito la nostra Chiesa, come Inquisizione. Le
nostre idee di fede ne sono ancora in qualche modo condizionate, nonostante il
lavoro di purificazione della memoria al quale ci guidò una ventina
d’anni fa san Karol Wojtyla.
Indagini statistiche rese note qualche giorno fa hanno evidenziato che la maggior parte dei clienti che hanno usufruito delle offerte commerciali del cosiddetto Black Friday, promosso da reti sociali controllate da I.A., hanno concluso di aver acquistato beni inutili. Questo può accadere anche in altri ambiti di società controllati da sistemi di I.A., ad esempio in politica, ma gli effetti di decisioni sbagliate potrebbero essere molto più gravi.
Indagini statistiche rese note qualche giorno fa hanno evidenziato che la maggior parte dei clienti che hanno usufruito delle offerte commerciali del cosiddetto Black Friday, promosso da reti sociali controllate da I.A., hanno concluso di aver acquistato beni inutili. Questo può accadere anche in altri ambiti di società controllati da sistemi di I.A., ad esempio in politica, ma gli effetti di decisioni sbagliate potrebbero essere molto più gravi.
Le nostre relazioni sociali,
anche quelle costruite per sviluppare la capacità critica, rimarranno sempre
confinate in piccoli gruppi di non più di un centinaio di persone circa:
l’approfondimento non può farsi in gruppi maggiori, perché a quelle dimensioni
non è più praticabile con efficacia il dialogo, il confronto in cui
si fa tesoro dell’esperienza altrui. Ma per via di cultura la consapevolezza
della realtà può andare molto oltre: si condividono sintesi, certo, ma si
condividono. E’ stata storicamente la via seguita nell’approfondimento biblico,
che ha consentito relazioni culturali tra generazioni e popoli e, così
ragionando, la costruzione di civiltà molto estese.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in
San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli