venerdì 2 novembre 2018

Dalla milizia ideologica al lavorare nella società al modo di fermento, di lievito


Dalla milizia ideologica al lavorare nella società al modo di fermento, di lievito

[dal libro di Fulvio De Giorgi, Paolo VI. Il papa del Moderno, Morcelliana, seconda edizione rivedute e ampliata, 2018, pp.48-49]

  Anche Giovanni Paolo II (nella lettera apostolica Tertio Millennio Adveniente [Avvicinandosi il Terzo Millennio, vale a dire il 2000]) avrebbe affermato nel 1994, cioè dopo la fine del «secolo breve» [il Novecento tra il 1914, inizio della Prima Guerra Mondiale, e il 1989, l’anno della crisi terminale dei regimi comunisti dell’Europa Orientale] ma, significativamente, evocando la cesura del «secolo spezzato» [il Novecento spezzato nel 1945 dalla consapevolezza e dal rifiuto dello sterminio, e della catastrofe morale, della Shoah, la distruzione degli ebrei d’Europa nel cuore dell’Europa Cristiana]:
«Si tratta di un Concilio simile ai precedenti, eppure tanto diverso; un Concilio concentrato sul mistero di Cristo e della sua  Chiesa e insieme aperto al mondo. Questa apertura  è stata la risposta evangelica all’evoluzione recente del mondo con le sconvolgenti esperienze del XX [Ventesimo] secolo, travagliato da una prima e da una seconda guerra mondiale, dall’esperienza dei campi di concentramento e da orrendi eccidi. […] Un’enorme ricchezza di contenuti ed un nuovo  tono, prima sconosciuto, nella presentazione conciliare  di questi contenuti, costituiscono quasi un annuncio di tempi nuovi. I Padri conciliari hanno parlato con il linguaggio del Vangelo, con il linguaggio del Discorso della Montagna e delle Beatitudini».
  Dunque non più una Chiesa trionfale, ma umile, bisognosa di un aiuto ce sa accogliere anche da chi le è ostile, un Popolo di Dio, comunione di battezzati, uguali in dignità, arricchito dallo Spirito di doni gerarchici e carismatici, che valorizza i miseri laicali e l’indole secolare dei laici; non un pastorale orientata allo scontro dottrinale-ideologico, ma attenta ai comportamenti e ai sentimenti del cuore; non un egoismo individualistico della salvezza ma un’esperienza di fede vissuta coerentemente e veramente comunitaria. Per i laici si immaginava una grande e fondamentale missione: animare le realtà temporali, come lievito e fermento; far fiorire il sacerdozio comune in forme ministeriali nuove. E’ l’insegnamento della Lumen Gentium [=la Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo Luce per le genti, deliberata durante il Concilio Vaticano II (1962-1965)] e di molti altri documenti conciliari.