dal WEB: https://www.avvenire.it/attualita/pagine/migranti-riace-parla-il-vescovo-di-reggio-calabria
dall’intervista di a monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo metropolita di Reggio Calabria-Bova sul caso Riace (pubblicata sul sito Avvenire.it il 15-10-18
Non lasciamoci ingannare
da chi vuol giustificare questa vergognosa caccia allo straniero come impegno a
salvaguardare i valori cristiani.
La sua posizione rispetto al
tema è stata aspramente criticata, anche da ambienti cattolici. Come se lo
spiega?
Una profonda ignoranza religiosa fa prevalere la corrente opinione dominante sugli insegnamenti del Vangelo. Va precisato, per onestà intellettuale, che questo accade sia rispetto all’accoglienza dei migranti, ma anche in molti altri casi della morale cattolica che viene spesso piegata a uso e consumo personale.
Una profonda ignoranza religiosa fa prevalere la corrente opinione dominante sugli insegnamenti del Vangelo. Va precisato, per onestà intellettuale, che questo accade sia rispetto all’accoglienza dei migranti, ma anche in molti altri casi della morale cattolica che viene spesso piegata a uso e consumo personale.
Quale può essere la
contromisura a queste tensioni sociali?
Reagire negativamente contro un’espressione chiara del Vangelo esige una presa di coscienza da parte delle comunità e delle famiglie cristiane su che tipo di fede stiamo trasmettendo alle nuove generazioni.
Reagire negativamente contro un’espressione chiara del Vangelo esige una presa di coscienza da parte delle comunità e delle famiglie cristiane su che tipo di fede stiamo trasmettendo alle nuove generazioni.
In questo senso quale è la
posizione della Chiesa?
La Chiesa ha avuto sempre una linea chiara: aiutare i più poveri nei loro posti natii, accogliere con razionalità quanti scappano dalla povertà e, soprattutto, integrare, e non abbandonare a se stessi, i profughi che decidono di restare nel nostro Paese.
La Chiesa ha avuto sempre una linea chiara: aiutare i più poveri nei loro posti natii, accogliere con razionalità quanti scappano dalla povertà e, soprattutto, integrare, e non abbandonare a se stessi, i profughi che decidono di restare nel nostro Paese.