Il grafico qui sopra è tratto dal libro di Branko Milanovic, Ingiustizia globale.Migrazioni, diseguaglianze e il futuro della classe media, LUISS University Press, 2018, €24,00, pagine 221. Rappresenta nell'asse verticale (ordinate), in punti percentuali, l'aumento del reddito reale tra il 1988 e il 2008, l'era dell'inizio della globalizzazione, nelle varie fasce della popolazione mondiale, rappresentate in decili/percentili nell'asse orizzontale (ascisse). La gente meno ricca, la maggioranza della quale vive nelle nazioni meno ricche, è rappresentata a sinistra della A del grafico, quella più ricca, che in gran parte vive in Occidente, a destra. La classe media delle nazioni occidentali si situa in corrispondenza della B: ha guadagnato poco o nulla. E' emersa invece una classe media nelle nazioni che un tempo venivano dette del Terzo mondo o "In via di sviluppo". Nelle nazioni più ricche hanno guadagnato di più i più ricchi, quelli rappresentati vicino al punto C. Ma anche i più poveri, quelli situati in corrispondenza dei primi trenta decili nell'asse in basso del grafico (delle ascisse), hanno guadagnato, tuttavia molto meno dei più ricchi.
In Occidente sono quindi molto aumentate le diseguaglianze sociali, in particolare a spese della classe media. Ma nei paesi meno ricchi si è ridotta la quota di popolazione in condizione di povertà estrema.
Le diseguaglianze sociali creano problemi. La soluzione ragionevole sarebbe quella di ridurre le diseguaglianze sociali trasferendo risorse dai più ricchi ai meno ricchi, ciò che si può fare con lo strumento fiscale, all'interno di ciascuna economia nazionale. C'è chi pensa di farlo, invece, trasferendo risorse dai paesi meno ricchi a quelli più ricchi, lasciando così com'è il sistema di distribuzione del reddito nei paesi più ricchi, ripristinando sostanzialmente i vantaggi che gli occidentali ricavavano dal colonialismo. Questo però finirebbe per annullare gli effetti positivi della globalizzazione sui più poveri del mondo. E questo senza risolvere veramente la difficoltà nei paesi più ricchi, perché il sistema attuale di distribuzione dei redditi porterebbe la gran parte dei vantaggi ai più ricchi.
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli
