Avvenire
epurato
Sembra quasi di ritornare nella seconda metà
dell’Ottocento, quando i cattolici intransigenti papisti e i socialisti condivisero i
rigori di polizia della leggi d’ordine pubblico del Regno d’Italia.
Mario Ardigò - Azione
Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli
da: www.avvenire.it
Avvenire, la sindaca fa dietrofront. Ma la via è
rimediare allo «scarto»
Alessia
Guerrieri - martedì 2 ottobre 2018 [ometto indicazioni sul Comune e sui politici coinvolti, perché non si tratta di questo o quel partito, ma della democrazia]
Il
governo dovrà rispondere sulla scelta della sindaca […]di non rinnovare l'abbonamento ai due
giornali, ma le due copie al dì offerte dai cittadini adesso tornano
disponibili però in Comune
Ora la vicenda di M. arriva fino a Roma, in
Parlamento. Perché sul caso della sindaca
[…] del paese in provincia di G., che ha deciso di non rinnovare gli
abbonamenti di Avvenire e Il Manifesto destinati
al pubblico nella biblioteca comunale, ora dovrà rispondere il premier
Giuseppe Conte, a cui è destinata l'interrogazione
parlamentare di due deputate […] che parlano apertamente di «censura». Che la
sindaca […] prova a chiudere adesso mettendo a disposizione dei cittadini le
copie dei due abbonamenti ai quotidiani offerti dai cittadini nell'atrio del
Comune, non in biblioteca però. E dal primo gennaio, sempre stando
alle parole del primo cittadino, l'abbonamento di Avvenire (ma
non Il Manifesto) dovrebbe essere rinnovato.
La decisione di tagliare i due abbonamenti
comunque è «deplorevole e arbitraria - commentano S. e R. - figlia di un
clima sempre più pesante nei confronti della libertà di stampa e della
pluralità dell'informazione che non possiamo tacere né sottovalutare». Per
questo hanno deciso di presentare al presidente del Consiglio un'interrogazione
alla Camera e al Senato nella quale chiedono di sapere «sulla base di quali
disposizioni è stato impedito ai cittadini di M. di poter usufruire delle due
testate il cui abbonamento è stato sottoscritto come atto di donazione da parte
dei cittadini al proprio comune».
La sindaca […],
aggiungono poi S. e R., «non è nuova a trovate inquietanti». Fece
discutere infatti, tempo fa la scelta di mettere un tetto alla presenza di
bambini immigrati in classe. «Troppe violazioni della nostra Costituzione -
continuano - Noi non ci stiamo: questa violazione ripetuta della nostra
Carta deve cessare». Al presidente Conte perciò chiedono di fare in modo
che l’amministrazione comunale di M. ripristini la consultazione delle testate
tagliate, consentendone la lettura a chi lo volesse.
In difesa della libertà d'informazione si
schiera anche il segretario di […] per
cui «l'amministrazione comunale […] di M. già si era coperta di ridicolo
tagliando alla locale biblioteca pubblica gli abbonamenti ai quotidiani Avvenire e Il
Manifesto». Evidentemente «il giornale comunista e l'organo della
Conferenza Episcopale Italiana devono fare tanta ma tanta paura - prosegue l’esponente
[…]- se si arriva pure al loro boicottaggio. Non c’è mai limite al ridicolo, ma
tutto deve avere un limite di decenza».
La
vicenda
Tutto è iniziato più di un anno fa, quando
l'amministrazione comunale - adducendo la motivazione del contenimento dei
costi - ha deciso di tagliare dall'elenco dei quotidiani consultabili nella
biblioteca di M. proprio Avvenire e Il
Manifesto. La scelta sarebbe caduta sul quotidiano di ispirazione
cattolica e sul giornale d'indirizzo comunista per questioni di «utilità»,
visto che in pochi avrebbero chiesto la loro consultazione. Ma dopo una cena di autofinanziamento, in cui
sono stati raccolti 516 euro, i cittadini hanno fatto un accordo con un'edicola
del paese per poter riavere i due quotidiani in biblioteca. Peccato che prima
sono stati tenuti al primo piano dell'edificio, quindi non accessibili al
pubblico proprio perché non inseriti nell'elenco dell'amministrazione comunale,
poi sono stati dirottati all'indirizzo di una casa di riposo. In
più, stando alle informazioni che l'associazione di cittadini che ha promosso
la raccolta fondi ha spiegato al quotidiano locale Il Piccolo, le
copie dei due quotidiani non arrivano neppure più alla struttura per anziani
visto che non sempre gli addetti possono andare a prenderli in biblioteca, dove
pare che adesso giacciano i due quotidiani. Ancora una volta però, interdetti
al pubblico. Dopo le critiche
ricevute, «per non offrire motivi di ulteriore strumentalizzazione di
un caso montato sul nulla» [la
sindaca] ha deciso invece che «da domani quegli abbonamenti
saranno consultabili liberamente da tutti i cittadini all'Urp,
in municipio». Ma non in biblioteca definito «luogo di cultura e non di
confronto politico».
SECONDO
NOI. «La via maestra è rimediare allo scarto»
Tutto è bene ciò che finisce bene? Più o
meno, nel caso del Comune di M.. Dopo le polemiche e le interrogazioni
parlamentari, la sindaca ha dichiarato infatti di voler rendere disponibili
alla lettura dei cittadini le copie di 'Avvenire'
e 'Il Manifesto' pagate da alcuni
degli stessi cittadini che amministra, ma negli uffici del Municipio e non
ancora in Biblioteca. E – a noi, non sembra invece così per 'Il Manifesto' – ha promesso di
ripristinare l’abbonamento in Biblioteca dal 1° gennaio 2019. È una soluzione
positiva, ma un po’ barocca. Assai più semplice ed efficace sarebbe stato
ammettere, senza infingimenti: la scelta precedente era sbagliata, ce ne
scusiamo e ripariamo al più presto. Non perché si sia 'offesa' l’una o l’altra
testata, con quel deliberato 'scarto' di due giornali che hanno fatto e fanno
la storia dell’informazione italiana, ma perché si è ristretta l’area del
pluralismo delle idee. E questo è un grave errore, rimediare al quale è
salutare e giusto.