sabato 15 settembre 2018

Riposo festivo

Riposo festivo

 Si sta discutendo se limitare l’apertura domenicale dei negozi. Anni fa furono abrogate le norme limitative. C’è chi osserva che l’occupazione ne risentirebbe, altri che i consumatori ne risentirebbero. Infine c’è chi obietta che, comunque, ci sarebbe gente al lavoro di domenica, per cui si farebbero discriminazioni ingiustificate.
  I nostri vescovi ritengono ragionevoli le limitazioni al commercio di domenica. Non tanto perché gli esseri umani non sono fatti solo per il lavoro, e devono avere il tempo per dedicarsi ad altre occupazioni importanti, ad esempio alle funzioni religiose, ma perché il valore di scambio, su cui si basa il mondo degli affari, non è il più importante. Certo, c’è anche il comando religioso, di santificare  le feste, e in particolare la domenica. Ma è un’esigenza di tutti e di sempre, universale,  limitare l’invadenza degli affari nella vita umana. Tanto che anche altre religioni hanno periodici giorni festivi, ad esempio il venerdì e il sabato. La domenica è stata scelta da noi in Italia come giorno festivo ricorrente ogni settimana per influsso della tradizione religiosa cristiana. In prospettiva, aumentando i fedeli delle altre religioni o le persone che non ne seguono nessuna, si potrebbe scegliere anche un altro giorno, o stabilire una turnazione mensile. Per ora, a parte l’influenza dei fedeli cristiani nella società, sembra vi sia un consenso piuttosto rilevante a mantenere la domenica come giorno festivo settimanale. Ma, ad esempio, è stata stipulata un’intesa con le Comunità Israelitiche, a seguito della quale è stata approvata una legge per la quale gli ebrei dipendenti dallo Stato, da enti pubblici o da privati o che esercitano attività autonoma o commerciale, hanno diritto di fruire, su loro richiesta, del riposo sabbatico come riposo settimanale. 
  Lavoro in un ufficio che non si ferma mai: ho turni anche la domenica e negli altri festivi. E’ lo stesso per gli ospedali, i comandi di polizia, quelli dei vigili del fuoco e per altri servizi che richiedono continuità. Si fanno dei turni, ma si lavora sempre. Ci sono settori del commercio che rispondono ad  esigenze simili, come quelli che danno alloggio e pasti. Proseguono l'antica tradizione, profondamente umana, di soccorrere i viandanti. C'è il mondo dello spettacolo, che è medicina dell'anima. In ognuna di queste attività ininterrotte si scorgono gli elementi di una delle opere di misericordia canoniche: risanare, soccorrere, proteggere,  dare alloggio e cibo, consolare. Ma, per il resto, si tratta solo di affari, che finiscono a volte per sovrastare la vita della gente in una perenne, e spesso frenetica, sollecitazione allo scambio. Anche il lavoro, in questa prospettiva, finisce per essere una merce come le altre, e non lo è.
  Primo Levi scrisse che  gli affari uccidono l’anima immortale.  Può avvenire così se uno non dà loro il giusto valore. Una società dominata dagli affari potrà anche essere ricca, ma sarà sicuramente infelice. Non è tanto per garantire il riposo individuale che si vorrebbe limitare gli affari la domenica, perché chi lavora nei giorni festivi non solo ha una maggiorazione della retribuzione ma deve avere un riposo compensativo in un altro giorno, ma per impedire che la logica degli affari sovrasti altri valori molto importanti, tutti quelli in cui non è il valore di scambio a dominare ma quello della persona nelle sue relazioni con gli altri. Essi non hanno solo un significato religioso, ma anche specificamente civile: fondano la democrazia come forma di amicizia sociale, un regime politico che nelle forme contemporanee è basato su un’intensa solidarietà umana, per cui nessuno è abbandonato a sé stesso e si va in soccorso anche di chi non potrà dare corrispettivi adeguati. Il giorno festivo settimanale dovrebbe essere anche questo: la festa dell’amicizia sociale, la base della democrazia come oggi la si intende, un tempo in cui l’egoismo dell’interesse individuale che c’è al fondo della logica degli affari, per cui ognuno cerca di avere il meglio e il più per sé, sia sospeso e si pratichi una diversa virtù. Un tempo per conoscersi, per superare l’estraneità reciproca in cui ci costringono le occupazioni di tutti i giorni,  e, conoscendosi, per stimarsi.
  Le ricadute sull'occupazione delle limitazioni al commercio nei festivi mi appaiono sovrastimate. Al lavoro festivo nel commercio non si provvede infatti, di solito, assumendo altri dipendenti, ma con turnazioni o lavoro straordinario di chi già lavora nei giorni feriali. Gli esercizi che oggi sono aperti anche la domenica, lavorano anche nelle altre giornate. 

Mario Ardigò Azione Cattolica in San Clemente papa – Roma, Monte Sacro, Valli