Osare la solidarietà, la giustizia e la fratellanza. Il mondo della
politica non ceda alla tentazione di strumentalizzare le paure o le oggettive
difficoltà di alcuni gruppi e di servirsi di promesse illusorie per miopi
interessi elettorali.
[…] permettetemi di aggiungere una
parola doverosa sul tema dei migranti. L’iniziativa che lo scorso mese ci ha
visti sbloccare la situazione della Nave Diciotti ha
rappresentato un momento importante, tanto nel rapporto con le Istituzioni
governative quanto nella sinergia con cui ci siamo attivati per assicurare
accoglienza ai profughi. In più occasioni in queste settimane ci siamo sentiti
dire: “Ma che succederà con la prossima nave? Che farete?” Come Pastori
riconosciamo di non possedere soluzioni a buon mercato, ma questo non ci
impedisce di continuare a sentirci responsabili di fratelli la cui storia
sofferta ci chiede senza mezzi termini di osare la solidarietà, la giustizia e
la fratellanza. Per noi credenti, infatti, “l’altro è non solo un essere da
rispettare in virtù della sua intrinseca dignità, ma soprattutto un fratello o
una sorella da amare”, come ci ha ricordato qualche giorno fa il Santo Padre. A
nostra volta, non ci stancheremo di testimoniarlo, richiamando lo stesso mondo
della politica perché non ceda alla “tentazione di strumentalizzare le paure o
le oggettive difficoltà di alcuni gruppi e di servirsi di promesse illusorie
per miopi interessi elettorali”.
Gravita
in questo orizzonte di promozione della persona e della cultura dell’incontro
anche la volontà di procedere alla costituzione di un Comitato che dia
contenuti e gambe a un’iniziativa di riflessione e spiritualità
per la pace nel Mediterraneo.
[Dall’introduzione del Cardinale Presidente ai
lavori del Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana che si
terrà in Roma dal 24 al 26 settembre 2018]