Il
sovranismo è in Costituzione?
Il sovranismo, termine entrato in uso
recentemente nella politica italiana, va considerato una forma di neo-fascismo:
significa voler porre un governo nazionale, in quanto legittimato da un
plebiscito popolare, anche al di sopra dei valori umanitari e di ogni istituzione preposta
a diffonderli e difenderli, perché persegua solo gli interessi egoistici della
nazione di riferimento senza alcun limite al suo potere. Fa riferimento all’idea di sovranità, che significa appunto l’essere superiore ad ogni altro
potere.
Nella nostra Costituzione la sovranità in quel senso non c’è. Non è sovrana nessuna istituzione della
Repubblica, perché sempre limitata dalla Costituzione, dalle altre leggi e dal
rispetto delle competenze di altre istituzioni fondamentali. Non è sovrano neppure il popolo, in quanto, è scritto all’art.1,
il suo potere si esercita nelle forme e
nei limiti della Costituzione. Una sovranità
limitata non è più una vera sovranità. In realtà, la Costituzione
entrata in vigore nel 1948 abolì la sovranità nella Repubblica democratica. Ciò
si fece reagendo all’esperienza storica del fascismo mussoliniano. Fortemente
dissonante con quest’ordine di idee si presenta l’art.7, che prevede che Stato
e Chiesa cattolica siano, ciascuno nel proprio ordine, sovrani oltre che indipendenti. In tal mondo la Chiesa cattolica
venne presentata come un antico stato, di quelli che ancora rivendicavano la
sovranità: nessuno stato contemporaneo è più veramente sovrano. Infatti è stato
stabilito un nuovo ordine internazionale al fine di promuovere e preservare la
pace e, in particolare, di risolvere i conflitti. Esso limita i poteri degli stati. Di fatto, dalla Seconda
Guerra mondiale (1939-1945) non ci sono stati più conflitti generali, ma solo
locali. Da questo ordine i sovranismi intendono staccare le nazioni di riferimento.
La nostra Costituzione ha quindi un orientamento anti-sovranista, in quanto anti-fascista.
La nostra Costituzione ha quindi un orientamento anti-sovranista, in quanto anti-fascista.
Il sovranismo
è una forma di neo-fascismo perché prevede: a) una delega in bianco ad un governo autoritario e autoreferenziale
che impersoni l’identità collettiva nazionale e l’egoismo nazionale, forte di
una delega plebiscitaria, sganciata quindi da giudizi e rendiconti su singole questioni (in questo senso in bianco),
b) un forte impegno popolare di aggressività a sostegno delle campagne sovraniste, che ciclicamente i governi di orientamento sovranista indirizzano verso un qualche nemico interno o
esterno, compattando così il loro consenso plebiscitario; c) l’insofferenza
verso gli atteggiamenti critici, visti come espressione di sabotaggio
anti-nazionale.
La partecipazione popolare per concorrere a determinare la politica nazionale che è prevista dalla Costituzione ha caratteri molto diversi.
Concludo osservando, che come argomentato più volte dalla nostra Corte Costituzionale, vi sono alcuni principi costituzionali, espressione dei massimi valori umanitari, come quello sull'uguaglianza in dignità tra gli esseri umani, quello personalistico e quello sulla libertà religiosa, che devono ritenersi sottratti, come quello sulla forma repubblicana dello Stato dichiarato espressamente come immodificabile all'art.139 Costituzione, al potere di riforma della Costituzione, in quanto rientranti nell'idea di democrazia. Uno stato che non li riconoscesse non sarebbe più democratico. Ed è antico principio della dottrina sociale che le leggi non obbligano in coscienza se li violano, venendone così limitata la sovranità dei sovrani, di ogni tipo di sovrano.
La partecipazione popolare per concorrere a determinare la politica nazionale che è prevista dalla Costituzione ha caratteri molto diversi.
Concludo osservando, che come argomentato più volte dalla nostra Corte Costituzionale, vi sono alcuni principi costituzionali, espressione dei massimi valori umanitari, come quello sull'uguaglianza in dignità tra gli esseri umani, quello personalistico e quello sulla libertà religiosa, che devono ritenersi sottratti, come quello sulla forma repubblicana dello Stato dichiarato espressamente come immodificabile all'art.139 Costituzione, al potere di riforma della Costituzione, in quanto rientranti nell'idea di democrazia. Uno stato che non li riconoscesse non sarebbe più democratico. Ed è antico principio della dottrina sociale che le leggi non obbligano in coscienza se li violano, venendone così limitata la sovranità dei sovrani, di ogni tipo di sovrano.
Mario
Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli