giovedì 27 settembre 2018

Il sovranismo è in Costituzione?


Il sovranismo  è in Costituzione?

  Il  sovranismo, termine entrato in uso recentemente nella politica italiana, va considerato una forma di neo-fascismo: significa voler porre un governo nazionale, in quanto legittimato da un plebiscito popolare, anche al di sopra dei valori umanitari e di ogni istituzione preposta a diffonderli e difenderli, perché persegua solo gli interessi egoistici della nazione di riferimento senza alcun limite al suo potere. Fa riferimento all’idea di sovranità, che significa appunto l’essere superiore ad ogni altro potere.
  Nella nostra Costituzione la sovranità  in quel senso non c’è. Non è  sovrana nessuna istituzione della Repubblica, perché sempre limitata dalla Costituzione, dalle altre leggi e dal rispetto delle competenze di altre istituzioni fondamentali. Non è sovrano  neppure il popolo, in quanto, è scritto all’art.1, il suo potere si esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Una sovranità limitata  non è più una vera sovranità. In realtà, la Costituzione entrata in vigore nel 1948 abolì la sovranità nella Repubblica democratica. Ciò si fece reagendo all’esperienza storica del fascismo mussoliniano. Fortemente dissonante con quest’ordine di idee si presenta l’art.7, che prevede che Stato e Chiesa cattolica siano, ciascuno nel proprio ordine, sovrani oltre che indipendenti. In tal mondo la Chiesa cattolica venne presentata come un antico stato, di quelli che ancora rivendicavano la sovranità: nessuno stato contemporaneo è più  veramente sovrano. Infatti è  stato stabilito un nuovo ordine internazionale al fine di promuovere e preservare la pace e, in particolare, di risolvere i conflitti. Esso limita i poteri degli stati. Di fatto, dalla Seconda Guerra mondiale (1939-1945) non ci sono stati più conflitti generali, ma solo locali. Da questo ordine i sovranismi  intendono staccare le nazioni di riferimento.
 La nostra Costituzione ha quindi un orientamento anti-sovranista, in quanto anti-fascista
 Il sovranismo  è una forma di neo-fascismo perché prevede: a) una delega in bianco ad un governo autoritario e autoreferenziale che impersoni l’identità collettiva nazionale e l’egoismo nazionale, forte di una delega plebiscitaria, sganciata quindi da giudizi e rendiconti su singole questioni (in questo senso in bianco), b) un forte impegno popolare di aggressività a sostegno delle campagne sovraniste, che ciclicamente i governi di orientamento sovranista indirizzano verso un qualche nemico interno o esterno, compattando così il loro consenso plebiscitario; c) l’insofferenza verso gli atteggiamenti critici, visti come espressione di sabotaggio anti-nazionale.
  La partecipazione popolare per concorrere a determinare la politica nazionale che è prevista dalla Costituzione ha caratteri molto diversi. 
  Concludo osservando, che come argomentato più volte dalla nostra Corte Costituzionale, vi sono alcuni principi costituzionali, espressione dei massimi valori umanitari, come quello sull'uguaglianza in dignità tra gli esseri umani, quello personalistico e quello sulla libertà religiosa, che devono ritenersi sottratti, come quello sulla forma repubblicana dello Stato dichiarato espressamente come immodificabile all'art.139 Costituzione, al potere di riforma della Costituzione, in quanto rientranti nell'idea di democrazia. Uno stato che non li riconoscesse non sarebbe più democratico. Ed è antico principio della dottrina sociale che le leggi non obbligano in coscienza se li violano, venendone così limitata la sovranità  dei sovrani, di ogni tipo di sovrano. 
Mario Ardigò - Azione Cattolica in San Clemente papa - Roma, Monte Sacro, Valli